Il Presidente del teatro sociale di Como AsLiCo (associazione Lirica e Concertistica italiana) Barbara Minghetti parla con Affari della polemica sulle Fondazioni Liriche
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Come giudica da esterna la riforma sulle fondazioni liriche?
"Da esterna (dato che mi occupo di un Teatro di Tradizione e di un ente – Aslico- di formazione per giovani cantanti e arstisti e di promozione dell’opera), credo che sia assolutamente necessario fare una riforma su gli enti lirici, che poi avrà anche una ricaduta sulle riforme della gestione del Fus in generale".
Crede che al di là delle polemiche sia un modo per smuovere le acque?
"Certo, credo che sia importante l’appuntamento che il Ministero Bondi ha fissato per il 7 maggio per parlare e per un proficuo confronto. Credo che i numeri pubblicati sui giornali e ormai a conoscenza di tutti, non lascino spazio se non a una riflessione importante e prospettica".
Qual è la situazione generale della musica lirica in Italia?
"Difficile. Frequento sempre gli incontri di Opera europa e purtroppo ormai la situazione della lirica in Italia è vista in maniera davvero problematica e sospetta dagli altri grandi teatri europei. Stiamo un po’ perdendo il grande prestigio della lirica “made in Italy” purtroppo proprio per la gestione complicata e difficile dei nostri teatri italiani. A questi convegni partecipano più di 400 delegati di oltre 100 teatri europei, di italiani di norma siamo in due. Come mai?..."
Oltre a leggi e regolamentazioni, come dovrebbero muoversi le istituzioni?
"Valutare attentamente le progettualità, le capacità manageriali e di marketing che ogni singolo teatro riesce a mettere in atto nel suo territorio e non solo, nelle relazioni con altri teatri italiani e europei".



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