Fini presenta i "Racconti di lavoro" Pirelli
Mercoledì, 17 giugno 2009 - 19:29:00
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Realizzato dalla Pirelli e pubblicato da Mondadori, il libro si compone di oltre 400 immagini e di numerose testimonianze che ripercorrono lo sviluppo dell'azienda fondata nel 1872, le cui vicende si intrecciano con la realtà sociale ed economica del Paese. In 456 pagine si alternano così storie legate agli operai e alle macchine e racconti di piantagioni di caucciù e di navi posacavi, di grandi scoperte, di conflitti, di impianti industriali, di laboratori di ricerca in Italia e nel resto del mondo. Una lunga narrazione fotografica che dalle immagini del primo stabilimento di Milano, dove il fondatore Giovanni Battista Pirelli iniziò nel 1873 la produzione di articoli in gomma, conduce attraverso 15 capitoli fino ai nostri giorni e ai luoghi di lavoro di oggi: dalla storica Bicocca a Settimo Torinese in Italia, dalla romena Slatina alla tedesca Breuberg, dal polo cinese a Yanzhou alle fabbriche in America Latina, dove negli anni ’20 ha inizio l’espansione internazionale del Gruppo.
Nelle pagine affiorano i grandi eventi che hanno segnato il Ventesimo secolo e che, inevitabilmente, si intrecciano con lo sviluppo e il destino dell’azienda: come quando nel 1938 prima del conflitto mondiale nei laboratori si sperimentano materiali di protezione antigas, o, quando pochi anni dopo, dai crateri del vecchio nucleo storico a Milano distrutto dai bombardamenti, si avviano gli scavi per le fondamenta del celebre Grattacielo Pirelli disegnato negli anni ‘50 da Gio Ponti. Poi, seguono le stagioni della produzione degli anni ’60, ’70, ’80. Sullo sfondo, costantemente, i laboratori di ricerca e sviluppo che da sempre sono il motore dell’innovazione del Gruppo, siano essi gli antichi Gabinetti Elettrici di fine Ottocento o i modernissimi Pirelli Labs di oggi, dove si studiano fotonica e nanotecnologie.
“Tutto è cominciato qui, nella fabbrica di via Ponte Seveso. Inaugurato nel 1873, lo stabilimento di Milano Città è il luogo dove le ambizioni, i sogni, le paure, i dubbi del giovane Giovanni Battista Pirelli si sono trasformati in macchine, vapore, lavoro umano, gomma fumante”. Così racconta il libro prima di affrontare oltre un secolo di viaggi, scoperte e progressi: dall’Expo Universale a Milano nel 1906 agli esperimenti con l’elettricità dell’epoca, sino alle attività di oggi. Nelle immagini scorrono i volti e le storie di famiglie di operai e impiegati, di ricercatori e ingegneri e le loro attività di lavoro e ricreative, dalla ginnastica alla musica, nel mondo del dopo-lavoro Pirelli.
Grazie ai documenti dell’Archivio Storico Pirelli, emergono tra le pagine numerose curiosità, tra cui una fitta corrispondenza epistolare sull’instabilità del prezzo del caucciù che ha fra i protagonisti un giovane Alberto Pirelli, mandato dal padre in Amazzonia nel 1904 per affrontare il problema. “Ben misera è la vita di questi lavoratori nelle piantagioni,” scriveva allora Alberto Pirelli. “A chiunque abbia senso di umanità appare giusto e necessario che si verifichino ulteriori rapidi miglioramenti ma (...) sorge il grave quesito se tali miglioramenti - qualora non siano compensati da una maggiore produttività (...) non rischino di pregiudicare la possibilità, per la gomma di piantagione, di stare in concorrenza con la gomma sintetica, il che avrebbe come conseguenza di provocare una crisi definitiva delle piantagioni. Esempio tipico questo della dolorosa interdipendenza che spesso lega i problemi sociali con quelli economici.”
Nella sua introduzione, l’economista Jean-Paul Fitoussi riprende il tema parlando degli “ingranaggi del contratto sociale” e ripercorre la rivoluzione industriale e le sue conseguenze sociali, la storia dei nostri tempi collocata in un luogo importantissimo: la Fabbrica, palcoscenico di evoluzione tecnologica, di conflitto sociale, di cambiamenti epocali derivanti dalla globalizzazione. Lo scrittore Erri De Luca partendo dalla sua esperienza di operaio scrive: ” Il gesto di un tennista e quello di un operaio hanno in comune lo stile, che è l’incrocio tra efficacia e risparmio di forza. Lo stile è un’eleganza dovuta a sottrazione. Il corpo operaio non è il servo della fatica imposta, ma il genio che si specializza per rispondere alla funzione chiesta. “Il lavoro come fare e come valore, il creare e il produrre come senso della sua esistenza”, è invece la riflessione di Antonio Calabrò, direttore Affari Istituzionali e Relazioni Esterne di Pirelli, nella sua introduzione al volume. “L’industria è una struttura che connota ancora la nostra contemporaneità ed è una comunità, ha un’anima. Questo libro di fotografie è il racconto di un’avventura industriale che dura da più di centotrenta anni. E che ha robuste radici lombarde e innovativa cultura internazionale fin dal momento della sua nascita.”



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