Festival Rossiniano, nonostante i tagli due produzioni inedite per il 2010
L'edizione che si è appena conclusa, quella del trentennale, poteva essere una debacle, invece si è tramutata in un successo. "Nonostante la scure dei tagli che si è abbattuta sul mondo della cultura e dello spettacolo - ha dichiarato l'assessore alla cultura del comune di Pesaro, Gloriana Gambini - il Rossini Opera Festival rappresenta una straordinaria occasione di creatività, che in 30 anni non ha cessato di manifestarsi in mille modi".
Ha rincarato la dose, manifestando apertamente la propria soddisfazione, Gianfranco Mariotti, storico sovrintendente del festival dal 1980: "Nonostante i tagli pesanti che anche noi abbiamo subito e che ci hanno costretto ad eliminare una replica delle opere (da 4 si è passati a 3 rappresentazioni), a scegliere un allestimento low cost come 'La scala di seta', a creare all'interno dell'Adriatic Arena un unico spazio teatrale con oltre 1400 posti, non solo non abbiamo intaccato la qualità del festival, ma ci ha permesso di ottenere risultati insperati, che sono sotto gli occhi di tutti". L'incasso che ha sfiorato i 900.000 euro è solo leggermente inferiore all'edizione 2008, il botteghino ha fatto registrare 18.000 spettatori e la percentuale di presenze straniere ha toccato il 68%. Un pubblico ad altissimo tasso di internazionalità - ha spiegato Mariotti - che ha le stesse caratteristiche, e spesso le stesse frequentazioni, di quello delle grandi manifestazioni europee come Salisburgo, Bayreuth, Glyndenburne, Aix-en-Provence". "Sono risultati straordinari - ha detto ancora il sovrintendente - che hanno stupito anche noi, soprattutto perché sono in controtendenza rispetto alla situazione generale. Abbiamo potuto raggiungere questi risultati perché la nostra è una realtà molto speciale, fatta di professionisti che sono guidati da un senso etico molto alto, e che operano in un ambiente del tutto particolare".
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Tracciando il bilancio dell'edizione 2009, Gianfranco Mariotti ha spiegato che al festival rossiniano "il pubblico internazionale si aspetta proposte che lo stimolino, non i soliti allestimenti, e si riserva il diritto di dissentire". Del resto, in tutti i festival c'è una piccola battaglia culturale ed il Rof non è certo un'eccezione. "La città deve accettare che qui è cresciuto un evento che appartiene al rango delle stretto manipolo delle grandi manifestazioni internazionali - ha fatto notare il sovrintendente -.
Le critiche secondo cui il Rof sarebbe fatto per pochi intimi non hanno senso. Anche la fisionomia degli interpreti è cambiata: le grandi star della lirica che erano protagoniste del nostro festival fino agli anni '90 sono state brillantemente sostituite dai cantanti della nuova generazione di interpreti rossiniani, molti dei quali si sono formati all'Accademia Rossiniana che affianca il Festival sotto la direzione del maestro Alberto Zedda'. Attorno al festival, inoltre, ruota anche un mondo di affetto solidale in cui rientra l'attività degli 'Amici e Sostenitori' del Rossini Opera Festival, che negli anni ha creato una rete di consenso e vicinanza fra autentici appassionati, il 70% dei quali stranieri, che riverberano la loro militanza. In occasione della conferenza stampa che ha fatto il punto sulla XXX edizione del festival, alla presidente dell'associazione Paola Pierangeli Tittarelli è stato consegnato un piccolo busto di Rossini, come riconoscimento per la sua fattiva collaborazione alla riuscita del festival.



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