Visa pour l'image, 20 di giornalismo di Guerra in Festival a Perpignan
Venti edizioni, vent'anni in cui sono state documentate tutte le guerre, dimenticate e non, combattute nel mondo. Apre i battenti anche quest'anno il Festival dedicato al fotogiornalismo di Perpignan "Visa pour l'image", che da due decadi a questa parte raccoglie le migliori opere dei maggiori fotoreporter internazionali di guerra. Dal 30 agosto al 14 settembre la passerella del Festival celebrerà i migliori scatti dei giornalisti d'assalto "armati" di macchina fotografica che raccontatno i drammi del mondo e le sue gioie. Un tempo vincere o anche solo partecipare al concorso di Perpignan voleva dire vedere aprirsi davanti a se le porte delle redazioni dei maggiori quotidiani del mondo. New York Times, National Geoigrafich, Le Monde, The Times, solo per citarne alcuni.
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I numeri della rassegna sono come sempre entusiasmanti la qualità dei reportage in concorso in circa 30 mostre, altissima. In 20 anni Perpignan ha ospitato 600 esposizioni e 120 eventi, passando dai 123 accrediti professionali del 1989, per sette agenzie fotografiche da due Paesi, ai 3.500 accrediti dello scorso anno, per 250 agenzie da 68 Paesi. E contemporaneamente i visitatori sono saliti da 24mila a 182mila.
Perpignan, da sempre, presenta il meglio del fotogiornalismo, il lavoro faticoso e rischioso di quei professionisti che si recano nelle zone più calde del pianeta, raccontando guerre e violenze, degrado e malattia. Ma c'è spazio anche per le immagini che parlano dell'ambiente, della natura, dei momenti di gioia e serenità, dell'infanzia violata e di quella spensierata, delle contraddizioni di Paesi in via di sviluppo dove tradizioni e influenze esterne si combinano in modo inedito e imprevedibile.



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