Visa pour l'image, 20 di giornalismo di Guerra in Festival a Perpignan

Giovedì, 28 agosto 2008 - 15:24:00

Venti edizioni, vent'anni in cui sono state documentate tutte le guerre, dimenticate e non, combattute nel mondo. Apre i battenti anche quest'anno il Festival dedicato al fotogiornalismo di Perpignan "Visa pour l'image", che da due decadi a questa parte raccoglie le migliori opere dei maggiori fotoreporter internazionali di guerra. Dal 30 agosto al 14 settembre la passerella del Festival celebrerà i migliori scatti dei giornalisti d'assalto "armati" di macchina fotografica che raccontatno i drammi del mondo e le sue gioie. Un tempo vincere o anche solo partecipare al concorso di Perpignan voleva dire vedere aprirsi davanti a se le porte delle redazioni dei maggiori quotidiani del mondo. New York Times, National Geoigrafich, Le Monde, The Times, solo per citarne alcuni.



GUARDA LA GALLERY CON GLI SCATTI PIU' BELLI DEL FESTIVAL DI PERPIGNAN

Oggi i tempi sono più difficili. Un periodo di crisi vera e propria per il mondo e per l'editoria, i giornali faticano a commissioanre servizi visivi e sbarcare il lunario, per un giovane reporter con la passione delle fotografia nelle zone calde diventa  un'impresa titanica: "Mi piacerebbe vedere molte più foto e reportage visivi - ha detto il direttore del Festival Leroy -. Non ne posso più di questa moda del ritratto!"

I numeri della rassegna sono come sempre entusiasmanti la qualità dei reportage in concorso in circa 30 mostre, altissima. In 20 anni Perpignan ha ospitato 600 esposizioni e 120 eventi, passando dai 123 accrediti professionali del 1989, per sette agenzie fotografiche da due Paesi, ai 3.500 accrediti dello scorso anno, per 250 agenzie da 68 Paesi. E contemporaneamente i visitatori sono saliti da 24mila a 182mila.

Perpignan, da sempre, presenta il meglio del fotogiornalismo, il lavoro faticoso e rischioso di quei professionisti che si recano nelle zone più calde del pianeta, raccontando guerre e violenze, degrado e malattia. Ma c'è spazio anche per le immagini che parlano dell'ambiente, della natura, dei momenti di gioia e serenità, dell'infanzia violata e di quella spensierata, delle contraddizioni di Paesi in via di sviluppo dove tradizioni e influenze esterne si combinano in modo inedito e imprevedibile.

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