Sergio Fanucci ad Affari: "Gli insegnanti snobbano i nostri libri Teens"

Venerdì, 31 luglio 2009 - 14:32:00
di Antonio Prudenzano

sergio fanucci
Sergio Fanucci

Prima degli altri, con più coraggio degli altri. Nata nel 1971 da un’idea di Renato Fanucci e oggi gestita con crescente successo commerciale dal figlio 44enne Sergio, la casa editrice Fanucci è un esempio concreto di avanguardia premiata dai lettori. Fin dall’inizio legata al fantastico e alla fantascienza (in Italia ha l’esclusiva per un autore del calibro di Philip K. Dick), con il passare degli anni ha sviluppato un concetto più ampio e sperimentale, definito "letteratura dell’immaginario", che ha permesso di allargare gli orizzonti senza rompere del tutto con la tradizione. Un’ulteriore svolta, poi, è arrivata nel 2005 con la nascita della collana "Teens", che ha aperto la strada a un nuovo orizzonte per l’editoria italiana, presto seguita da tanti altri editori più famosi ma meno pronti a rischiare per primi. Conservando la propria indipendenza, Fanucci ha quadruplicato in pochi anni il suo fatturato (oggi pari a 9mln di euro), sdoganato più di un genere e puntando sulla contaminazione, e non ha intenzione di fermarsi. Di questo e di molto altro, nell’ambito della serie di interviste FARELIBRI agli editori italiani, Affaritaliani.it ha parlato con Sergio Fanucci. 



fanucci valentina effe
Uno dei bestseller della collana Teens
Per anni vi siete dovuti battere contro i pregiudizi della critica nei confronti della letteratura  di genere e di quella fantasy in particolare. Oggi questo problema pare essere stato definitivamente superato. Qual è a suo avviso lo stato di salute della letteratura di fantascienza contemporanea?
"La fantascienza tradizionale, la space opera per intenderci, è da anni morta e sepolta anche se pochi appassionati continuano a chiederla ma non ne giustificano la pubblicazione. La nuova fantascienza o quella contemporanea come lei la definisce non esiste o meglio si è fusa con altri generi letterari, dal thriller all'avventura, dal fantasy al mainstream, creando quelli che io chiamo 'ibridi letterari'. Tempo fa pubblicammo una collana che fungeva da ricerca in questo senso, si chiamava Avantpop. Poi la maturazione degli autori ha raggiunto livelli di maggiore godibilità delle storie, più semplicità nel descrivere il fantastico e anche più facilità nell'approccio delle scelte innovative sia di stile che di contenuto e allora è nata la collana Immaginario, poi trasformatasi in collezione Vintage, collana senza più barriere di genere ma letteratura tout court".

Pur essendo una casa editrice indipendente medio/piccola, Fanucci copre ben sette tipologie di mercato diverse. Quindi non è vero che la strategia migliore per una piccola realtà è la specializzazione esaesperata...

"Ogni editore fa le proprie scelte in base a ciò che desidera pubblicare. La mia strategia è quella di diversificare le proposte editoriali mensili in base a diversi mercati di riferimento che vanno dalla narrativa per adulti a quella per ragazzi, dal genere alla letteratura mainstream. Se ci si rivolge
sempre allo stesso target, c'è il rischio di fare concorrenza a se stessi e già di editori bravi e competenti sul mercato ce n'è tanti...".

Fanucci ha dimostrato che per decenni l'editoria italiana ha sbagliato a sottovalutare i  lettori under 18. Per stimolarli alla lettura, evidentemente vanno proposti loro i libri giusti. Avete collaborazioni in atto con il mondo della scuola in questo senso?

"Alcuni nostri autori, come Loredana Frescura, insegnano nelle scuole medie e/o elementari ma la 'collaborazione' che abbiamo avuto con il mondo della scuola si limita a questo e direi che è molto poco... Anzi, la nostra collana Teens, che ha venduto centinaia di migliaia di libri, è tanto amata dai
lettori quanto snobbata dalla stragrande maggioranza degli insegnanti. Forse dovrebbero pensare al gap che loro hanno con i giovani. Quest'anno però alla Fiera di Bologna ho ricevuto una bella testimonianza: due insegnanti si sono avvicinati allo stand e mi hanno fatto i complimenti dicendo che all'inizio avevano una brutta idea della collana, poi parlano con i ragazzi si sono lasciati convincere a leggere alcuni titoli e si sono decisamente ricreduti, tanto che ora dicono tranquillamente che è la migliore collana sul mercato. Grazie".

(Segue- Sergio Fanucci parla della collana Kids, dei besteseller e dei flop Fanucci, e della possibilità di vendere la sua casa editrice a un grande gruppo editoriale...)

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