Eventi/ Al via "Benvenuto Brunello"
Per 'Benvenuto Brunello' (20- 21 febbraio), evento di presentazione della nuova annata, attesi a Montalcino giornalisti ed operatori da tutto il mondo. Non solo Brunello: Montalcino, capitale di uno dei vini più famosi del made in Italy, si scopre citta'-modello di accoglienza e integrazione razziale. Qui vivono e lavorano felicemente persone giunte da 47 differenti Paesi: dagli albanesi agli inglesi, dagli americani ai giapponesi, passando per romeni, filippini e tedeschi. Ma anche sloveni, tunisini, indiani e cubani. Un piccolo melting pot che in questa comunità di poco più di 5.000 persone sembra funzionare perfettamente: mai un problema di ordine pubblico, mai un episodio di criminalita', mai una tensione. Qui vige la cultura della legalità, gli immigrati sono tutti regolari e tutelati da veri contratti di lavoro. I protestanti vivono gomito a gomito con i musulmani, i cattolici con gli ortodossi, e le vie del paese sono una babele di lingue diverse. Per non parlare delle scuole, in cui studiano insieme bambini di molteplici etnie. 
Intanto a 'Benvenuto Brunello' (20 e 21 febbraio), evento di presentazione della nuova annata, sono attesi a Montalcino giornalisti ed operatori di tutto il mondo. Nel distretto del Brunello, che vanta mediamente un giro d'affari annuo di 130 milioni di euro, i posti di lavoro non mancano: a partire dalle vigne, ma non solo. Alle aziende vinicole servono manager, segretarie, responsabili commerciali ed enologi, con una buona padronanza delle lingue ed una spiccata propensione ai contatti con l'estero, visto che ben il 60% del Brunello si vende fuori dall'Italia.
Un altro grande bacino di occupazione per il lavoratori che arrivano da oltre confine è rappresentato dal turismo, con decine di ristoranti, alberghi, enoteche e negozi. Attirata dall'altissima qualità della vita offerta da questa piccola perla della Toscana, una preziosa comunita' cosmopolita si è cosi' insediata nel corso degli ultimi anni a Montalcino. Preziosa perchè senza di loro la produzione del Brunello non sarebbe possibile: gli stranieri rappresentano una risorsa vitale per l'economia del territorio.



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