Coltivare l'erba a casa? Niente di più facile... Il manuale che farà arrabiare Giovanardi
|
IL COLLETTIVO DI AUTORI - Luther Cannabis è un collettivo di esperti e ricercatori con l’obiettivo di divulgare una corretta e rigorosa informazione nei confronti della pianta più perseguitata della storia: la cannabis. IN ESCLUSIVA SU AFFARITALIANI.IT I PRIMI DUE CAPITOLI DEL MANUALE: Con ragionevole anticipo sull’inizio dei lavori, e prima di qualsiasi acquisto, occorre scegliere il luogo per la coltivazione e stabilire quanto spazio sarà occupato dall’impianto. La scelta non può essere improvvisata, perché in ogni caso dovrà soddisfare esigenze di riservatezza, ma anche di comodità d’accesso (dovrete entrarci ogni giorno). L’ideale sarebbe una cameretta con una finestra, per una buona aerazione naturale nei mesi più caldi, e con un termosifone per i periodi freddi. Uno stanzino da bagno in disuso, un garage, una cantina, uno sgabuzzino, sono altre possibilità, purché il locale sia pulito, asciutto, ben aerato e, ovviamente, al riparo da occhi (e nasi) estranei. Prima di cominciare la costruzione delle intelaiature è bene disegnarne accuratamente il progetto, considerando che in una delle due pareti artificiali dovrà esserci l’apertura d’accesso, con una porta incernierata o un pannello scorrevole. La costruzione va fatta in modo accurato e preciso, evitando che rimangano fessure da cui possa entrare la luce esterna: è importante ricordare che le ore di oscurità totale, durante la fase di fioritura, dovranno essere ininterrotte, perché infiltrazioni di luce anche minime vanificherebbero gli effetti dell’alternanza luce/buio. Un’altra possibilità, adatta specialmente a chi ha poco spazio, è la coltivazione dentro un armadio, dove mediamente possono crescere da due a quattro piante: può servire allo scopo qualsiasi armadio vuoto con superficie interna di almeno un metro quadro e alto un paio di metri o più. Anche in questo caso è consigliabile tappezzare le pareti interne con fogli d’alluminio, e in più disporre orizzontalmente, sulla superficie di base, uno specchio che la copra per intero o quasi: rifietterà la luce dal basso verso l’alto, aumentando così gli effetti dell’illuminazione. Dopo aver preparato con l’isolamento fototermico lo spazio prescelto, bisogna attrezzarlo, cominciando dall’installazione delle luci. Nel caso di un armadio è di solito sufficiente una sola lampada HPS Agro da 400 watt; tra le migliori ci sono quelle della ditta SonLight, che emettono 56.000 lumen (unità di misura del fiusso luminoso), contro i 40.000 delle altre in commercio. Ciascuna di tali lampade fornisce un’illuminazione efficace per superfici fino a un metro quadro, quindi per spazi più ampi ne servirà una per ogni metro quadrato. In un’area di circa 2 m2, perciò con due lampade da 400 watt, si può far crescere mediamente una dozzina di piante: è appunto il caso della coltivazione descritta nei prossimi capitoli, in un ambiente con superficie totale di circa 3 m2 dove, riservando alla coltivazione la zona centrale, rimane tutt’intorno abbastanza spazio per potersi muovere agevolmente. I portalampada (rifiettori) vanno appesi al soffitto mediante ganci e catene, o corde robuste, per poterne regolare la distanza dalle piante, che dovrà essere di circa 50 cm all’inizio della coltivazione e poi, secondo la crescita, mai inferiore a 20 cm: dovrete perciò sollevarli gradualmente man mano che le piante crescono. Per appendere i portalampada ad altezza regolabile (senza i bulbi, che aggiungerete solo a lavoro ultimato per non rischiare di danneggiarli) potete prendere esempio dai disegni di fig. 5, oppure fissarli a un’unica struttura portante come nell’esempio di fig. 6: questa seconda possibilità è più laboriosa, ma permette di sollevare con una sola manovra le due lampade insieme. Per un’area di coltivazione lunga un paio di metri, la distanza tra le due lampade (misurata tra i punti centrali dei due rifiettori) dovrà essere di circa 90 cm. Per l’alimentazione elettrica, poiché occorre una presa di corrente per ciascuna lampada, conviene usare una ciabatta multipresa, da collegare al temporizzatore e quindi alla presa di corrente più vicina. Una seconda ciabatta servirà per alimentare gli altri apparecchi (aspiratori, eventuali ventilatori e stufe elettriche). L’aspiratore-estrattore per l’espulsione dell’aria va collocato in alto, dopo aver eseguito nella parete il foro di diametro adatto. La portata necessaria per un ambiente di circa 15-20 m3 dovrà essere di almeno 5-600 metri cubi/ora; se invece coltivate in un armadio di 4 m3 (1 x 2 di base e 2 m di altezza) può bastare una portata di 120-150 m3/h. Cavi, ciabatte e alimentatori-trasformatori non devono stare sul pavimento, dove potrebbero essere un intralcio pericoloso, ma vanno disposti piuttosto in alto, al riparo dall’umidità.
Se c’è spazio sufficiente conviene usare come vasi dei tubi di plastica con diametro di 25 cm e alti 50 cm, con sottovasi di almeno 30 cm di diametro: riempite i sottovasi di sabbia, preferibilmente per uso edilizio perché quella delle spiagge contiene sale, quindi piantate verticalmente un tubo in ciascun sottovaso, in posizione centrale. Coprite poi la sabbia dentro ogni tubo con uno strato di palline d’argilla, per uno spessore di circa 2 cm; il fondo di sabbia e le palline consentiranno al terreno un ottimo drenaggio, essenziale per l’intero ciclo vitale della pianta. Dopo i vasi, preparate il terreno per riempirli, mescolando terriccio universale con uno organico come All Mix (della ditta Biobizz), in proporzioni del 40% di terriccio e 60% di All Mix, nel modo seguente: con una paletta da giardiniere versate in un secchio pulito 6 palettate di All Mix e 4 di terriccio universale; mescolate bene con le mani, indossando guanti da lavoro, poi versate tutto nel primo tubo. Se usate vasi comuni, dimezzate le quantità: 3 palette di All Mix e 2 di terriccio universale. Continuate nello stesso modo fino a metà dell’altezza del tubo (o del vaso), aggiungendo possibilmente una paletta di cenere di legna nel primo strato e due dal successivo fino alla metà, sempre dopo aver mescolato bene. Oltre la metà, ripetete ancora due volte con una sola paletta di cenere, poi comprimete leggermente e completate con la stessa miscela (40%+60%+cenere) fino a un paio di centimetri dal bordo superiore. La cenere, che contiene prevalentemente fosforo e potassio allo stato puro, con azione fortemente alcalina e abbastanza rapida, è ideale per la preparazione del terreno che ospiterà le radici durante la fioritura; nella fase vegetativa, invece, serve soprattutto l’azoto, che sarà fornito mediante appositi nutrimenti liquidi, come si vedrà più avanti. Riempite in modo analogo tutti gli altri tubi o vasi, poi numerateli sulla superficie esterna, sotto il bordo superiore, con un pennarello indelebile, per poterli distinguere l’uno dall’altro durante tutto il ciclo; nell’esempio di coltivazione illustrato in questo manuale sono stati usati 12 tubi, per altrettante piante, disposti in due file parallele di sei “vasi” ciascuna (d’ora in poi li chiameremo genericamente così, anche se si tratta dei tubi, salvo eventuali precisazioni). Dopo averli numerati aggiungete sotto ogni numero la lettera A, quindi ruotateli di 180 gradi e ripetete la numerazione dalla parte opposta, aggiungendo la lettera B: avrete così su ogni vaso due segni di riferimento contrapposti (1A e 1B, 2A e 2B ecc.) che serviranno, dalla terza settimana di fase vegetativa fino all’inizio della fioritura, appunto per ruotare i vasi di 180 gradi ogni giorno, assicurando così a ogni pianta il giusto equilibrio di illuminazione. Per la germinazione, procuratevi anzitutto almeno una ventina di vasetti da yogurt vuoti (che hanno una capacità di 150 ml) e numerateli, con il pennarello, fino al numero corrispondente a quello dei vasi (12, nel nostro caso); riponete al sicuro i vasetti inutilizzati e riempite di terra quelli numerati, fin sotto il bordo superiore, prelevando la terra dal centro dei vasi corrispondenti (dal vaso 1 al vasetto 1, dal 2 al 2 e così via). In pochi giorni la radice si svilupperà piegandosi verso il terreno e il seme si capovolgerà per lasciare uscire, dall’estremità opposta a quella delle radici, le prime foglioline (vedi fig. 7). È consuetudine di molti coltivatori regolare le ore di luce secondo i tradizionali fotoperiodi fissi: 18 ore di luce al giorno per le quattro settimane di fase vegetativa, e poi 12 per tutta la fase di fioritura; altri preferiscono allevare le proprie piante alla maniera “tropicale”, ossia con 12 ore di luce invariate dalla germinazione fino al termine della fioritura. Ma si può far meglio, imitando la natura ed esponendo le piante, in fase vegetativa, a un fotoperiodo progressivamente crescente, come accade all’aperto tra la primavera e l’estate. Nei primi tre giorni darete alle piantine solo acqua, piovana o di rubinetto, usando una siringa da 10 ml; dal quarto al settimo, ogni giorno 20 ml (due siringhe) di acqua con un fertilizzante organico come Bio-Grow della Biobizz, che va diluito in dosi di 5 ml in un litro d’acqua. CAPITOLO 12: NOTE MEDICHE E LEGALI (CON RACCOMANDAZIONE FINALE...) Usi terapeutici (da Wikipedia) Inappetenza da farmaci chemioterapici Epilessia Sclerosi multipla Anoressia Glaucoma Asma Stafilococco aureo In Olanda, in Spagna, in Canada e in undici stati degli USA l’uso della cannabis a scopo medico è già consentito, in altri paesi europei ed extraeuropei l’argomento è al centro di accesi dibattiti sia sul piano scientifico che su quello etico. Principale studioso e promotore dell’uso terapeutico della Cannabis e della sua decriminalizzazione è il professor Lester Grinspoon, psichiatra e professore emerito dell’Università di Harvard. In Italia, approfonditi studi in materia sono stati effettuati dal neuropsichiatra prof. Gian Luigi Gessa e dal dott. Giancarlo Arnao. Legislazione L’AUTORE E LA CASA EDITRICE NON INTENDONO IN NESSUN MODO INCITARE ALCUN LETTORE A INFRANGERE LA LEGGE.
|



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.
























