Elogio dei bamboccioni

Venerdì, 30 luglio 2010 - 09:01:00

Non siamo figli contro-figure

di Virginia Perini

Dopo François Bégaudeau che con il suo romanzo, Verso la dolcezza, edito in Italia da Einaudi, ha conquistato i lettori grazie al graffiante identikit della generazione 'bamboccioni', elogiandone alcune caratteristiche si è rivelato un successo "Non siamo figli controfigure - Docenti beat, studenti bit generation" di Benedetta Cosmi (Sovera editore). Il libro ha infatti vinto il premio Costadamalfi 2010, consegnatole a lo scorso venerdì 23 Luglio nel Porto di Maiori durante la serata condotta da Vittoriana Abate, inviata RAI Uno “Porta a porta”. Diverse le ragioni del successo. Benedetta Cosmi parla della gioventù di oggi e dei suoi problemi in chiave costruttiva, miscelando ironicamente i temi della conoscenza, della didattica, delle politiche sociali, universitarie e della comunicazione. Descrive quegli "eterni adolescenti" che rigettano la 'maturità' ma sono alla continua ricerca di chi sa apprezzare qualità e impegno. Una nuova ondata migratoria non con la valigia di cartone, ma con titoli accademici. Bravi agguerriti in una società ostile e in crisi economica. Così Benedetta Cosmi esce dagli schemi per cogliere il senso più profondo della società degli anni zero. Non si accontenta delle verità superficiali. Dei luoghi comuni.

Come ti senti ad aver vinto questo premio?
"Il Costiera Amalfitana Libri 2010 è un riconoscimento eccezionale perchè nella commissione premi c'erano nomi fondamentali del giornalismo italiano come il Direttore Mazza; perchè la cornice è incantevole, e pensare che durante le giornate di punta del turismo abbiano abbinato una manifestazione culturale intensa come questa che ha coinvolto 14 giornate di presentazione di autori importanti e di libri significativi come "L'Italia a pezzi" del collega de La 7 aver vinto è una soddisfazione ad alto impatto sociale: abbiamo dimostrato la teoria del libro; vale la pena dare credito ai giovani, questa è una generazione "in-attesa", sorprendente. Alla manifestazione di premiazione vi erano notevoli esponenti della tv in particolare Rai, e ben rappresentato il programma A porta A porta...quante se ne sono viste sbattute in faccia i giovani in questi anni? Ma noi inziamo da ui il racconto di quelle porte che abbiamo sfonadato, svecchiando processi decisionali, portando l'innovazione e la freschezza. Immaginate quanti pochi saggi a firma di persone della mia età. Al massimo romanzi. Questo non vi sembra un segnale forte?"
 
Che cosa ti ha ispirata nella scrittura del libro? Da dove arriva l'idea di questo elogio in controtendenza dei giovani?
"Nasceva nei contesti della tesi di laurea; mentre da Rappresentante degli studenti partecipavo a dicussioni in cui i giovani venivano descritti da anziani; ho scelto di fare una "istantanea generazionale", di fotografare culture giovanili condannate a non essere altrimenti riportate dalla cronaca, quella che documenta con più facilità "chi non ce la fa". Il libro se da una parte smonta la teoria dei bamboccioni dall'altra in un accattivante botta e risposta tenta di far ravvedere cosa sarebbe una Italia che prendesse a prestito dalle abitudini giovanili per rinnovare l'economia. In primis gli orari delle città, che spengono il turismo, e condannano la notte a inciuci con lo sballo, anzichè spalancare i portoni delle mostre, e dei centri di ricerca".
 
E che progetti hai per il futuro?
"Continuare la rete di alleazne sul territorio per dare vita ad una delle proposte che nel libro muovo. Anzi invito aperto alle istituzioni e alle aziende a scendere in campo, tenere in panchina i giovani è un autogoal. Così come pensare che il posto in società sia alternativo a quello delle generazioni precedenti. Noi abbiamo le idee chiare: introdurre la terza fascia oraria, immaginate quanti servizi in più alla cittadinanza. e quanti posti occupazionali. Del resto alcune fabbriche di notte hanno sempre lavorato. Dobbiamo puntare su i giovani "svegli". Il mio ideale sarebbe arrivare a dare una alternativa allo sballo del sabato sera: Yes wek end; pensate quante altre opportunità hanno alll'una i giovani? Lo sport, i luoghi dove comporre musica e ritrovarsi con gli amici del "gruppo" qeusto le città dovranno offrire come prassi, dobbaimo fare allora grandi sogni per il presente e le ore piccole. (Mi sa che devo fare il seguito del libro,  ma in buona parte sarà realizzare le pagine che hanno riscosso il successo della giuria popolare)".
 
Benedetta Cosmi. Tg5, Agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi, Sapienza Università di Roma sono gli ambienti in cui si è formata l’autrice, annata 1983. Generazione dei bamboccioni? E’ stata Presidente della Consulta Provinciale degli studenti, Rappresentante di facoltà, ha collaborato a gruppi di Ricerca sulle riforme universitarie, ha pubblicato “Lettera per email a una professoressa” nel 2007. Ha scritto per E Polis e il quotidiano Il Tempo. Si occupa di Pianificazione Strategica a Milano.

LA RECENSIONE

Di Serafino Rescina

Un libro che ha l’anima. “Meglio dirlo subito. Curiosità, passione, ironia sono gli elementi che meglio caratterizzano la scrittura di Benedetta” dice nella prefazione il prof R. Maragliano. Ogni pagina di “Non siamo figli contro-figure” sembra immettersi perfettamente nel dibattito degli ultimi periodi. Vi ricordate “Figlio mio, lascia l’Italia” e la risposta del Presidente della Repubblica Napolitano, “Non andatevene, saremo un grande Paese”? B. Cosmi in questo saggio miscelando ironicamente i temi della conoscenza, della didattica, delle politiche sociali, universitarie e della comunicazione, soprattutto proponendo soluzioni, prendendo le distanze da chi sa dipingerci soltanto come eterni bamboccioni, è la voce che mancava. Giovani sospesi? l’autrice sceglie di raccontare una “Generazione inattesa”! Giusta lettura all’ambiguità è nell’introduzione di Dario Salvatori: “Non credo al mestiere di giovane, su cui l'industria culturale ha svolto un indegno ruolo mercantile, alla frustrante melodrammaticità dell'incertezza del futuro”. Sanzotta, Il Tempo, scrive del libro: “Incapaci o indotti a non crescere. Adolescenti ben oltre quell'età che in generazioni diverse era già considerata matura. B. Cosmi esce dagli schemi. Puntigliosa vuole entrare dentro le questioni. Non si accontenta delle verità superficiali. Dei luoghi comuni. Una giovane donna, consapevole dei suoi mezzi e disposta a lottare, per sè ma anche per il riscatto di una generazione. Un seme che lascia pensare che questi trentenni non siano destinati in blocco a non lasciare traccia”. Cosmi fa’ surf tra le onde, “Strategy planner”: da giocoliere delle parole passa ben presto ad immergerci nelle soluzioni. “Bisogna immaginare una cultura che induce in tentazione, che gioca la sua partita negli spazi dello svago”. “Mode e pratiche relazionali sono un buon inizio per guardare alla Bit Generation”. L’autrice fa riflettere sugli orari delle città. Si spiega così il paragrafo “Ne parliamo face to facebook”.

TAPPE DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO 

1° marzo: Università Cattolica di Milano, largo A. Gemelli
12 marzo: Libreria-Multicenter Mondadori di Palermo, via Ruggero Settimo 48
13 marzo: Comune di Salemi (TP)
26 marzo: Università di Torino, via Verdi
15 aprile: Roma, MelbookStore, Via Nazionale

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