Economia/ Il vino da collezione vale come l'oro

Mercoledì, 18 marzo 2009 - 10:30:00
Business/ Il vino italiano alla conquista della Cina

La crisi economica sta colpendo tutti i settori, anche quello enogastronomico. Ma c'è una nicchia di prodotti che riesce a salvarsi: i prodotti di qualità, certificati e da collezione. Tra questi i vini. Sabato scorso a Roma, all'Asta della Gelardini & Romani Wine Auction, la prima Casa d'Aste d'Italia specializzata in vino dal 2004, è stato aggiudicato il 119% del valore di base asta, con incrementi medi su base asta, per lotto, del 47%. "Siamo i primi a sorprenderci di questo straordinario risultato se pensiamo al contesto generale dell'economia - spiega Raimondo Romani della Gelardini & Romani - d'altra parte pero', da questa Asta abbiamo avuto un'ulteriore conferma che, nel suo complesso, il mercato dei vini "Collectibles" continua ad essere solido e il pensiero va immediatamente ai Pre'mier Cru di Bordeaux".


Barolo

Ma a fare la parte del leone nell'asta di sabato scorso è stato proprio un vino italiano, il Masseto. Un lotto di 6 bottiglie di Masseto 2001 è stato battuto a 3.953,40 Euro (660 Euro a bottiglia), cifra piu' alta della giornata. A seguire, due lotti di La Tache (1942 e 1943), battuti sopra i 3.200 Euro, poi 3 bottiglie di Corton Charlemagne e 6 di Sauternes. "L'Ufficio Studi di Mediobanca nel novembre scorso l'aveva detto, l'Oro e il Vino saranno gli investimenti che performeranno meglio nel 2009 - queste le parole dell'AD della tenuta dell'Ornellaia, Giovanni Geddes, che aggiunge - i grandi vini d'investimento potranno dare una mano all'economia per una ripresa che ponga le proprie basi dai beni rifugio". Un risultato eccezionale che fa capire quanta attesa ci sia, da parte degli esperti, verso le bottiglie En Primeur (metodo di vendita prettamente francese ormai sdoganato anche in Italia), considerando che una bottiglia di Masseto 2006, che verra' messo sul mercato tra nove mesi, ha avuto una battitura di oltre 600 euro.

"Dal nostro punto di osservazione del mercato - continua Raimondo Romani - la domanda è in crescita e lo è innanzitutto per i Supertuscan con il Masseto in testa, quindi
Le Pergole Torte, Oreno, Messorio, Desiderio, Tiganello, Solaia, Ornellaia, Sassicaia Giramonte, sempre più "protagonisti" del mercato internazionale dei vini "Collectibles
". Molto richiesti anche i Bourgogne della Cote de Nuits, in particolare i Pinot Noir di Emmanuel Rouget e di Gilles Jayer oltre, ovviamente, ai Grand Cru del Domaine de la Romanee' Conti ed ai Corton Charlemagne di Coche Dury. Domanda costantemente in crescita anche per alcuni Chateauneuf-du-Pape e per alcuni Riesling della Mosella; segni di ripresa per il Brunello di Montalcino che, anche sulla scia dell'uscita di un'ottima annata come il 2004, sembra stia riconquistando la fiducia degli appassionati".

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