Ebook/ Anche in Italia è sfida tra agenti ed editori. Ma non per la Grandi e Associati...

Martedì, 27 luglio 2010 - 13:36:00

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Libri

Speciale libri/ Scrittori, editori, editor, classifiche, interviste, poltrone, recensioni, brani in anteprima, blog, e-book, riviste online, notizie, curiosità, anticipazioni. Su Affaritaliani.it tutto sull'editoria

di Antonio Prudenzano

Andrew Wylie
 Wylie
Andrew Wylie, il più potente agente letterario al mondo, la scorsa settimana ha dato inizio a una rivoluzione per l'editoria mondiale, fondando una casa editrice digitale (Odyssey Editions) e stringendo un accordo-uragano con Amazon.com: alla faccia delle case editrici (che, in attesa delle inevitabili battaglie legali, saranno scavalcate), la libreria virtuale più importante del pianeta pubblicherà venti ebook di autori contemporanei del calibro di Philip Roth, Saul Bellow e Norman Mailer, tanto per citarne alcuni. Tutti in comune hanno lo stesso "terribile" agente: Wylie.

La decisione senza precedenti è stata presa dall'implacabile agente perché a suo avviso i margini di profitto concessi dagli editori agli autori per gli ebook non sarebbero adeguati. In queste settimane, infatti, si stanno ridiscutendo i contratti degli scrittori proprio in vista dell'auspicato boom dei libri digitali, e anche in Italia non mancano i problemi. Lo dimostra l'intervista concessa a Repubblica dall'agente letterario italiano più famoso: Roberto Santachiara. Nella sua vasta scuderia, oltre a Roberto Saviano, anche i Wu Ming e Carlo Lucarelli, senza dimenticare Stephen King e Ian McEwan...

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Santachiara, in sostanza, ha invitato i suoi autori a non cedere il copyright per gli ebook perché "le offerte degli editori sono troppo basse". In particolare, l'agente ha visto che "quasi tutti gli editori, soprattutto i tre grandi gruppi italiani, si orientano sulla stessa ipotesi. Ovvero: nessun nuovo anticipo per l’autore, e una royalty attorno al 25%. Ma sul netto defiscalizzato, e non sul prezzo di download”. Su Saviano, però, Santachiara non si è potuto imporre: "Ci sono dei contratti che alcuni miei autori hanno firmato prima di essere rappresentati da me: e, come è noto, gli editori fanno firmare agli esordienti dei veri e propri patti leonini. Quindi, purtroppo, nel caso di 'Gomorra' la Mondadori ha legalmente il diritto, nonostante possa esprimere un mio parere negativo, di pubblicarlo in ebook...”.

Sulla questione Affaritaliani.it ha sentito il parere di un altro importante agente italiano, Stefano Tettamanti della Grandi e Associati: "Per una volta condivido in pieno il pensiero di Santachiara. Anche se noi abbiamo seguito una politica diversa, riuscendo a ottenere da praticamente tutti gli editori, per i libri di autori italiani già usciti, accordi che valutano e calcolano le royalties sul prezzo di download defiscalizzato. Per un prodotto come il libro elettronico che non prevede distribuzione fisica ci è sembrata la cosa più giusta".

Santachiara, nell'intervista citata prima, ha fatto un esempio chiarificatore a questo proposito: "Se un ebook viene venduto a 10 euro, il 20% va subito all’ufficio Iva. Da 10 passiamo a 8. Da cui si deve detrarre il 30% , ovvero 2,4 euro, per spese e sconti  ai distributori di rete. Restano 5, 6 euro. Ovvero, la cifra su cui viene applicata la royalty proposta. All’autore, dunque, arrivano 1,4 euro lordi a download... Se ne deduce che tutti guadagnerebbero molto più dell’autore...". Tettamanti ci tiene a precisare che "quando si parla di contratti e ebook, è importante distinguere tra autori italiani e stranieri e tra libri già usciti e quelli ancora da pubblicare. Ad esempio, con uno dei nostri autori italiani più importanti, Valerio Massimo Manfredi, e la sua casa editrice, Mondadori, l'accordo è stato trovato senza problemi. E soprattutto è stato anche editorialmente creativo, come si vedrà all'uscita del suo primo ebook...". Ma un giorno la Grandi e Associati potrebbe diventare una casa editrice digitale (scavalcando le case editrici tradizionali) come ha fatto negli Usa Andrew Wylie con Odyssey Editions? "Tutti quanti ci stiamo domandando cosa sarà questo mercato. Non si può escludere nessuna eventualità. Del resto agli agenti è richiesto sempre di più di svolgere un lavoro editoriale... In realtà, come Grandi e Associati , per ora dagli editori stiamo avendo risposte molto costruttive. Quindi, almeno per il momento, la questione non è all'ordine del giorno...".

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