E' tempo di 'post-noir'. IL DIBATTITO
di Raul Montanari (scrittore)
Ho coniato una definizione per il mio "genere", se così vogliamo chiamarlo, ed è una definizione che secondo me potrebbe addirittura promuovere un movimento. E' il POST-NOIR. Sappiamo cos'è il post-rock: la musica che fanno gruppi come i Sigur Ros, ma sotto molti aspetti anche i Radiohead di Kid A e altri. Partono dal rock e ne fanno esplodere la struttura. Viene meno il martellamento ritmico, tutto rallenta e si amplificano le visioni. In trasparenza, a ben guardare o ascoltare, percepisci ancora lo scheletro del rock, la sua energia; ma gli accenti e il pathos sono spostati su altro.
Secondo me in questo momento ci sono scrittori che, partiti dal noir, stanno esplorando un'altra area narrativa (dando uno spazio molto ampio ai personaggi e alla loro introspezione) senza mai dimenticare la lezione fondamentale della suspense. Con la suspense puoi raccontare meglio tutto: anche una storia d'amore; anche una vicenda statica, il decorso di una malattia, una goccia che scivola lungo un muro. Io sono sicuro di fare post-noir almeno dall'Esistenza di dio, quindi questo è il terzo libro che sta certamente nella definizione che propongo; in realtà credo che valga anche per titoli come Che cosa hai fatto e La perfezione. Sono libri in cui i procedimenti narrativi e l’atmosfera del noir sono applicati a storie che non hanno al loro centro delitti, indagini, detective e criminali.
Fra gli autori che conosco, vedo la tensione al superamento del noir nel senso che dico in titoli come Tutto il freddo che ho preso di Grazia Verasani e anche in Biondillo: non solo Per sempre giovane, ma ora anche Nel nome del padre. Nota che sono libri in cui due autori diventati famosi legandosi a una figura di detective seriale rinunciano proprio a questa figura per raccontare un'altra storia. E anche il linguaggio ne risente: diventa più elaborato e ricco, pur rimanendo agile e funzionale alla vicenda narrata. Cosa ne pensate? Siete i primi a cui ne parlo, oltre a Gian Paolo Serino. Ha senso provare a promuovere questo termine? Sapete che se funziona e viene adottato potrebbe avere una grande forza... Vi vengono in mente altri titoli o autori che rientrino in questa descrizione?
-Dopo l'intervento del giallista Montanari, sul blog della rivista Satisfiction (http://satisfiction.menstyle.it/), è partita la discussione, con le risposte di Gian Paolo Serino, Biondillo, Lugli e di molti altri...



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