"Serve un urlo collettivo, fortissimo". L'intervista alla giornalista Rai Chiara Lico, autrice di Cioccolato e pistacchio, un libro sconvolgente che parla della violenza sulle donne
![]() Chiara Lico |
di Maria Carla Rota
"Trovo che sia un peccato, un'importante stagione persa il fatto che ci si trovi ancora a dover parlare di dignità della donna. Certo, i tempi che stiamo vivendo richiedono che un urlo collettivo ci sia, e pure forte. Ma se ci fermiamo ad analizzare la storia, il dato più importante, al di là delle polemiche e delle divisioni che sono nate attorno alla festa di domani, è che oggi le donne debbano andare ancora in piazza per dimostrare diritti che ritenevamo acquisiti".
Così Chiara Lico, giornalista Rai, interviene su Affaritaliani.it a proposito della giornata della donna che si celebra l'8 marzo. Ha appena dato alle stampe il suo terzo romanzo, Cioccolato e pistacchio (Alacran edizioni, 160 pagine), presentazione il 16 marzo alle 15,30 alla libreria Borri Book di Roma), che parla di violenze sulle donne e delle loro storie 'interrotte'. "Perché quando una donna subisce violenza, di qualsiasi tipo, la sua esistenza viene spezzata e non sarà più come prima".
Come è nata l'idea di questo libro?
"Ho scelto la forma narrativa del romanzo per poter trattare un argomento che è drammaticamente attuale. Il libro nasce da storie reali. Si è sviluppato dentro di me dopo che per lavoro ho seguito per un paio d'anni alcuni episodi di violenza molto gravi accaduti nella Capitale, come i casi Reggiani, Caffarella e via Andersen, fatti di cronaca che hanno avuto grande rilevanza anche a livello nazionale. L'averli seguite in prima persona, aver partecipato alle udienze e aver sentito le testimonianze delle vittime ha fatto nascere in me un interrogativo: che vite sono queste? Come proseguono queste esistenze interrotte da episodi di questo tipo?"
E quindi, che cosa hanno in comune queste storie?
"Il fatto che dopo la violenza non c'è niente da fare, il passato torna a dominare la vita attuale. La storia che racconto nel libro, per quanto inventata, è assolutamente realistica: potrebbe avvenire in questo momento in Italia".
C'è un messaggio che vuole dare con questo libro?
"Si è parlato a lungo di sicurezza nelle città, un argomento che è stato al centro di una campagna elettorale passata, ma poi nei fatti nulla si è riscontrato. E i dati parlano chiaro: secondo l'Istat nel 2010 una donna su tre ha subito violenza in Italia, soprattutto all'interno delle mura domestiche. Non si parla solo di stupri, quindi, ma anche di stalking, persecuzioni, mobbing. Per non parlare, comunque, del ruolo di sudditanza che noi donne continuiamo ad avere anche al lavoro. Tutto questo concorre a rendere il nostro profilo minoritario rispetto all'uomo. Se questo libro un messaggio lo vuole dare è che non c'è mai un risarcimento giusto per queste vite interrotte".



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