Aboliamo la festa della donna. Mimose per l'uomo "depotenziato"
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8 marzo, Fini festeggia le donne: "Legge sulle quote rosa nelle società partecipate". Pollastrini: "Altro che abolizione, mimose di lotta"
DONNE IN POLE POSITION (PER UN GIORNO?)... ECCO TUTTE LE ATTIVITA' DEDICATE AL POPOLO ROSA - La Fao lancia l'agricoltura rosa per diminuire la fame nel mondo (LEGGI) - 8 marzo, dal gruppo Banca Sella un corso di trading online dedicato esclusivamente alle donne (LEGGI) - In occasione dell’8 marzo, altreconomia presenta il libro "Le donne reggono il mondo". (LEGGI) - QUOTE ROSA, Provincia Di Milano dalla parte delle donne. (LEGGI) - QUOTE ROSA: in Thailandia il maggior numero di donne in ruoli di top management (circa una su due). (LEGGI) - In occasione della Giornata internazionale della donna, L'Occitane rende omaggio alle donne del Burkina Faso attraverso un sapone prodotto in modo eco solidale. (LEGGI) |
Di Virginia Perini
Un giorno per ricordare le donne, per non dimenticare il ruolo che hanno. Mimose come gesto concreto di riconoscimento, feste per manifestare solidarietà. Tutto questo aveva un senso 50 anni fa, ma oggi? Letizia Moratti è sindaco di Milano, Emma Marcegaglia numero uno di Confindustria, Susanna Camusso segretaria nazionale della Cgil, mentre Hillary Clinton da moglie tradita si è ritrovata segretaria di Stato americano (e stava per candidarsi alla Casa Bianca).
Le donne che fanno la maglia e preparano la cena, quelle delle mimose appunto, dove sono finite? Esistono ancora? Domanda complessa. Intanto, per paradossale che sembri, Veronica Lario ed Elisabetta Tulliani hanno compromesso la posizione dei loro mariti (e leader politici) e saranno proprio tre donne a giudicare il premier accusato di machisimo e maschilismo. La provocazione è quasi scontata e da qualche anno affiora qua e là, in commenti o talk show: non è che i sessi si sono invertiti?
L'8 marzo chi festeggiamo veramente? Così mentre si discute di quote rosa e nascono migliaia di attività dedicate alle donne (alcune delle quali tradizionalmente maschili, come i corsi di trading), c'è chi ai vertici della Fao è convinto che addirittura un problema cruciale come quello della fame nel mondo si potrebbe risolvere proprio grazie al mondo femminile.

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"Siamo di fronte a un cambiamento epocale. I rapporti di potere tra uomo e donna sono ribaltati. E questo cambia tutto il modo di interpretare la società, non solo la psicologia. E' il momento di ripensare a che cosa sono la ragione, la legge, la norma". Lo psicanalista Paolo Nepoti spiega ad Affaritaliani.it: "Per capire di che cosa sto parlando faccio una breve premessa. La psicologia analizza l'uomo e la donna secondo tre differenti assi: la loro insita capacità seduttiva (per cui sono detti appunto "maschio" e "femmina"), la loro competenza decisionale e il loro essere mater (portatrice di istinto materno) e pater (portatore di norma), da cui deriva la nozione tradizionale di capofamiglia e, più in generale, il concetto di autorità".
Ed è questo il punto critico? Quello per cui dovremmo 'rivedere' la tradizione?
"Sì esattamente. Oggi il maschio è deficitario nel suo essere portatore di norma. Non è detto che questo deficit derivi direttamente dalle conquiste che hanno fatto le donne, i fattori sono tanti e oscillano tra la dimensione psicologica e quella sociologica, ma certamente le donne hanno aperto al proprio genere ampie prospettive di crescita e questo da' energia. L'uomo invece ha perso la capacità di gestire i processi".
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In vista dell'8 marzo il fronte femminista è sempre più spaccato. Ci saranno due cortei distinti. Da una parte tutte le donne indignate per il Ruby gate che hanno già occupato le piazze il 13 febbraio e, come Lidia Ravera, manifestano perché "è il momento di farsi sentire". Dall'altra Flavia Perina, direttore del Secolo d'Italia, la storica Anselma Dell'Olio e tutte coloro che accusano le femministe di "atteggiamento farisaico e moralismo gratuito". Finalmente c'è un'iniziativa di piazza - dice Francesca Koch, vicepresidente della Casa Internazionale delle Donne di Roma - finalmente si spera che le donne e anche gli uomini di questo Paese si rendano conto che è possibile cambiare le cose ed è possibile dire 'no'. LEGGI LE POSIZIONI CONTRASTANTI
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In che cosa si riscontra questo impoverimento nelle capacità maschili?
"E' sufficiente vedere come viene gestita la politica. Non c'è nessuno che governi i processi con intelligenza e tutto il sistema perde credibilità".
Quindi anni di lotte delle donne non possono essere considerati come la causa di questo mutamento della figura maschile...
"Mah, non è facile far dipendere l'una cosa dall'altra. Certo le spinte del femminismo hanno dato una carica forte alle donne come genere. L'uomo invece è rimasto indietro".
Quali sono le conseguenze più drammatiche di questa svolta?
"Quello su cui porrei l'accento è la gestione della cosa pubblica. Nella psicologia maschile conta molto l'immaginario. Il potere (anche sessuale) dell'uomo dipende molto da quanto lui riesce effettivamente ad immaginarsi potente. Se smette di vedersi come tale, come avviene per forza di cose nella società attuale, dove viene intellettualmente massacrato e sodomizzato da un sistema sociopolitico evidentemente fallace, arriva al confronto con il genere femminile distrutto".
Quindi il maschio non riesce più a percepirsi come portatore di una norma? Cadono per sempre i concetti di capofamiglia, sesso-forte, sovrano...
"Sì, va a rotoli la figura tradizionale del maschio come portatore della norma. Il concetto stesso di norma si sgretola. E prende il sopravvento la psicologia femminile che, più flessibile e atta a interpretare una società senza valori forti e categorie stringenti, ha più capacità di gestire i processi".


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