Globalizzazione/ Animali e piante senza permesso di soggiorno invadono le città... nel nuovo libro del biologo Marco Di Domenico: "Rimescolamento inevitabile, anche fra gli uomini"
di Mariano Sabatini
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Questa invasione di animali e piante “alieni” deve preoccuparci?
"In assoluto no. La dispersione, cioè la tendenza degli organismi viventi a espandere i propri orizzonti, muoversi e tentare nuove strade, è insita nella natura, è forte e necessaria quanto l'istinto riproduttivo o la ricerca del cibo. Deve invece preoccuparci quando supera certi livelli, o in casi specifici, da valutare volta per volta. e in questi casi il responsabile principale è quasi sempre l'uomo".
La tanto evocata biodiversità, con cui Mario Tozzi si riempie la bocca nelle sue trasmissioni, si giova di questo rimescolamento o no?
"Ancora una volta dipende. A volte il rimescolamento è vitale per la biodiversità. In natura è così, la storia evolutiva è fatta di rimescolamenti, e anche quella umana. A volte invece è deleterio. Basta vedere cosa succede quando un organismo alieno arriva per esempio su un'isola: può sterminare le specie locali per sempre".
Una pantera, un cinghiale e un cervo in centro città… cosa sta succedendo?
"Succede semplicemente che il confine tra natura e società umane non c'è più. E l'uomo è sempre più numeroso e invadente. La pantera non è arrivata a Benevento da sola, e i cinghiali e i cervi sono stati ovunque reimmessi, e non hanno più predatori che ne controllino il numero. Dove c'è ancora equilibrio, questi episodi non accadono".



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