Giorgio De Chirico diventa un fumetto. Il pittore metafisico 'visto' a tinte noir
di Maria Teresa Melodia
| L'autore Sebastiano Vilella. L'editore Coconino Press |
Il titolo "Interno Metafisico con Biscotti" non è più solo il titolo di una serie di dipinti di Giorgio De Chirico, ma l’omonima storia firmata da Sebastiano Vilella e Coconino Press. Vilella ha realizzato un nuovo e intrigante graphic novel nel quale la biografia dell’inventore della pittura metafisica si colora di tinte noir. Con raffinata eleganza, il fumetto rende omaggio alla figura e all’arte di De Chirico con un racconto immaginario che vuole trasmettere il senso di mistero. Una sintesi di bellezza, gusto e originalità in una storia che fonde scrittura, progetto e disegno. Sebastiano Vilella ripercorre le vicende che portarono De Chirico, giovane e ipersensibile artista dalla fragile salute, a sviluppare la sua poetica e realizzare i suoi quadri intrisi di senso del mistero, tra Ferrara, Firenze e Parigi, alle soglie della Prima guerra mondiale, negli anni tra il 1910 e il 1918. Il lettore è portato sulle tracce del pittore che vive i suoi anni di formazione con la madre e l’amato fratello Andrea, in arte Alberto Savinio, frequenta il poeta Apollinaire e il suo circolo, conosce i primi successi e le prime delusioni. Ma come un’ombra un ambiguo pseudo-detective lo perseguita attirato da una curiosa diceria… Ad Affaritaliani Vilella, attivo nel fumetto da più di 20 anni ed erudito insegnate parla dell’ultimo capolavoro e anticipa i protagonisti della prossima storia.
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Vilella, ‘Interno metafisico con biscotti’, perché proprio questo titolo a rappresentazione della vita di De Chirico?
“Interno Metafisico con biscotti’ è un ciclo di dipinti del maestro risalente al periodo ferrarese nel quale De Chirico era costretto a stare a Ferrara per via della guerra. E i biscotti erano una vera passione del pittore, attratto dalle vetrine delle pasticcerie della città che esponevano i dolci. Così Ferrara e biscotti costituiscono i soggetti di alcuni dipinti. E i biscotti sono l’elemento essenziale, punto di partenza per costruire la vicenda che ho sviluppato. Personalmente sono stato sempre affascinato da Ferrara, una ‘città metafisica’, così come Bari, la mia città, caratterizzata da un intrico di viuzze e prospettive profonde che si perdono a vista d’occhio”.
E come mai ha scelto proprio De Chirico e non un altro pittore?
“De Chirico è per me un amore che risale all’adolescenza. E’ stato il fondatore di uno dei più importanti movimenti d’avanguardia artistica. E nella sua pittura sono presenti molte componenti classiche figurative. Come artista De Chirico si distinse: era un isolato, non si identificava in correnti di pensiero, ma era il fautore di una poesia e di una filosofia tutta sua”.
Arte e fumetto, un legame tra due sfere contingenti. Come’è nata l’idea di questa storia?
“Nella mia attività legata ai fumetti mi sono sempre mosso nel genere noir e le opere di De Chirico evocano perfettamente le atmosfere proprie dei racconti noir. Le opere del maestro sono infatti racconti di enigmi ricchi di mistero e a me interessa raccontare proprio storie in cui è facile perdersi tra i labirinti piuttosto che ritrovarsi. De Chirico è il vero maestro della pittura metafisica, la pittura dell’enigma che ha avuto grandi influenze sui mezzi di comunicazione, sul linguaggio pubblicitario e sulle scenografie teatrali fino al cinema, basti pensare a Bergman, Welles, Argento. Ho cercato di portare il mistero visivo che si realizza nelle sue opere nella dimensione del racconto fumettabile e attorno ai dipinti e agli avvenimenti storici e biografici ho dato spazio alla fantasia suggestionata da tale arte”.



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