Dash, l'icona pop degli anni Sessanta

Mercoledì, 19 maggio 2010 - 08:20:00

dash scatola

Ci sono marche che appartengono alla nostra vita, alla nostra storia. Che occupano un posto speciale nell'album dei ricordi. Con le quali siamo cresciuti. Insieme alle quali continuiamo a vivere: le ritroviamo in casa e nel cuore.
Dash è una di queste. È con noi, da sempre. Per questo l'editrice Franco Angeli dedica un libro alla storia di questo marchio che è ormai icona pop. A raccontarlo è la sociologa Laura Minestroni. Dash arriva in Italia nel 1965, quando molti di noi erano ancora alle elementari; altri non erano ancora nati; altri ancora avevano appena messo su famiglia.

Se chiudiamo gli occhi, ci sembra di vedere il mitico fustino: quel cilindro blu nella stanza dei giochi, pieno di balocchi e di chincaglierie. Erano le mamme che, una volta consumato tutto il suo contenuto, lo spostavano nella cameretta dei bambini, ancora profumato di buono. E ancora, se chiudiamo gli occhi, ecco apparire quelle quattro lettere in corsivo scuro, iscritte nel cerchio bianco che si allarga in una sequenza di anelli. Luminosi e fluorescenti, coi colori del sole: il giallo, l'arancio elettrico, il rosso vermiglio.

A sfumare. Un logo abbagliante, pieno di fascino e di luce, come il flash che accompagna l'ingresso in scena di una superstar. Il libro è il racconto di questo piccolo-grande mito della società italiana. Di un prodotto commerciale che è entrato nelle nostre case insieme alla televisione e alla lavatrice. La prima unificava l'Italia, proponendo modelli culturali "nazionali", una lingua e un sentire comuni; la seconda emancipava la condizione femminile, trasformando le dinamiche tra i sessi, l'organizzazione del lavoro, il modo di vita, la gestione del tempo libero.
La storia di Dash non è solo il racconto dell'evoluzione di un detersivo per bucato, è la complessa e affascinante storia dello sviluppo della società italiana degli ultimi cinquant'anni.

Laura Minestroni è ricercatrice in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma. Ha insegnato allo Iulm, al San Raffaele di Milano e all'Università di Macerata. È stata autrice di Pubblimania, mitico programma televisivo (RAI3) dedicato alla pubblicità. Ha pubblicato diversi saggi sui temi della comunicazione pubblicitaria e d'impresa, dei consumi e del brand. Tra questi: Casa dolce casa (1996); L'alchimia della marca (2002); Comprendere il consumo (2006); (con Giampaolo Fabris) Valore e valori della marca (2004); Territorio di marca (2008); (con Rita Soccio) Anche le marche sognano (2009); e Il manuale della marca (2010).

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