Dario Tesser per La volta che mi sono perso

Venerdì, 26 marzo 2010 - 13:00:00

di Sonia Bianco

Scordatevi il film “l’uomo che sussurrava ai cavalli” di Robert Redford (1998) e leggetevi la vita vera del giornalista/scrittore Dario Tesser che, per Affaritaliani.it, ha sfatato molti luoghi comuni…

Qual è la volta che si è perso? “Se per perso intende "smarrito" intellettualmente, mi sono perso quando ho scoperto di non sapere nulla, il che, purtroppo, è accaduto molto presto”.

Ha scritto articoli giornalistici, si è occupato inoltre di: gastronomia, sport, tecnica equestre, poesie. Prossimi progetti? “Ho lasciato l'ultimo giornale per il quale ho lavorato, a luglio dell'anno scorso, dopo tre anni di collaborazione continuativa. Per il gruppo EPolis facevo l'opinionista con "Contromarca", una rubrica bisettimanale. Programmi? I soliti: ho appena cominciato a scrivere un nuovo romanzo e con i cavalli continuo sempre, anzi a primavera devo domare un nuovo puledro”.

Si sente come l'uomo che "sussurrava ai cavalli", il protagonista del famoso film interpretato da Redford? “Per fortuna mia no. Quello non è che lo stereotipo dell'"uomo di cavalli". Chiunque si occupi di cavalli "parla" con loro. Con parole e gesti, soprattutto gesti, atteggiamenti, perchè i cavalli comunicano tra loro e con noi, più che sia attraverso i movimenti del corpo. Anche la voce è importante ma meno dei movimenti”.

E' più facile addestrare un cavallo o il suo cavaliere? “In teoria dovrei rispondere "il cavaliere", dal momento che dovrebbe costituire la parte "intelligente" del binomio. In realtà spesso comunico meglio con il cavallo che non ha sovrastrutture mentali con le quali far i conti. Il cavallo è come è, senza mistificazioni. Esiste la pet therapy" 

A chi consiglierebbe d’ avvicinarsi ad un maneggio e prendere lezioni d'equitazione? “A chiunque abbia passione per gli animali, voglia trovare abnegazione, fedeltà e perfino trarre conforto da una forma particolare di amicizia. Dobbiamo tuttavia tener conto che si tratta di un animale, ovviamente, e di un certo tipo di animale. Non è uomo nè cucciolo di cane, nè gattino: è un cavallo. Sembra ovvio? Le assicuro che non lo è. Molta gente tende ad antropomorfizzare il suo compagno a quattro gambe (gambe, non zampe, per la gente di cavalli) assegnandoli un ruolo che non è il suo. E spesso non rispettandone in fondo la dignità”.

Dario Tesser è nato nel 1941 a Treviso dove tuttora risiede. Laureato in Scienze politiche è giornalista pubblicista, ha scritto numerosi racconti per alcuni quotidiani del Nordest, si è occupato, inoltre, di gastronomia e di sport. Debutta nella scena letteraria con un volumetto di poesie, edito nel 1978 per i tipi della editrice Canova: Umanamore. Nel 1985 pubblica Alvimar, romanzo ambientato tra le due guerre mondiali in una città di provincia del nord Italia. Il secondo romanzo pubblicato, L'Amore esauriente, ha riscosso, come il primo, un buon successo di critica e di pubblico. Il quarto volume, A Proposito del Cavallo, è un manuale di tecnica equestre. Tesser è, infatti, istruttore di equitazione e quando non lavora ai suoi libri, si occupa, con grande passione, dell'addestramento di cavalli e cavalieri.

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