Dario Fo contro i tagli allo spettacolo

Martedì, 21 luglio 2009 - 09:14:00

Andrea Rivera

Andrea Rivera: "Giusto il taglio dei fondi, la cultura è piena di baroni"

Stefano Accorsi

Tagli allo spettacolo, l'appello di Stefano Accorsi

Crisi crisi e ancora crisi... si salvi chi può. Per risanare il bilancio statale il governo Berlusconi ha deciso di effettuare un drastico taglio al Fondo Unico per lo Spettacolo. Contro i tagli si terrà il 20 luglio alle 17 in piazza Montecitorio a Roma, una manifestazione di protesta che vedrà attori, registi, musicisti, tecnici e ballerini, tutti riuniti  per lo stesso scopo: difendere lo spettacolo e la cultura, dalle grinfie di Bondi.

Dopo l'attore Andrea Rivela, che si é dichiarato favorevole ai tagli per andare contro al monopolio esercitato dai 'baronetti' dello spettacolo italiano, Affaritaliani ha parlato con il Premio Nobel per la Letteratura (1997) Dario Fo.



Dario Fo

Che cosa ne pensa dei tagli fatti allo spettacolo

Vede, la cosa non è soltanto un disinteresse da parte del governo verso la cultura, ma è qualcosa di più sottile. Fatti i conti, la cultura italiana è ancora nella sinistra, cioè è un'espressione che si muove sulla democrazia, su certi temi, drammatici e anche grotteschi, come l'immigrazione. Dunque il problema è ammazzarla. E' una censura, volontaria e violenta: tagliamo l'ossigeno a questa gente così eliminiamo i più pericolosi che sono proprio quelli che stanno cominciando adesso.

L'attore Andrea Rivera ha dichiarato che Bondi fa benissimo a tagliare i fondi, in quanto vanno sempre ai soliti 'baroni', cosa ne pensa?

"E' vero che ci sarebbe tutto un discorso da riprendere e riorganizzare, ma qui adesso siamo alla frutta, tanto è vero che adesso tutti quanti si muovono preoccupati che si faccia tabula rasa completa. Un conto è dire che ci vuole più giustizia e permettere alle compagnie minime di accedere a  queste sovvenzioni e far si che i personaggi che fanno giochi di squadra non si appropriano di tutto. Ma bisogna stare attenti. Meglio morti tutti piuttosto che permettere lo scempio di uno o due mi pare paradossale. Le parlo io che, insomma, non ho mai avuto sovvenzioni e premi in denaro".

di Iskra Naydenova Cannizzaro

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