Dall'Oriente tutti i segreti della seduzione
Martedì, 30 agosto 2011 - 08:14:00
«Lo stratega» scrive l’autore di questo libro, andando al nocciolo del pensiero di SunTzu, «mira a conquistare non tanto le fortezze e le armate del nemico, quanto il suo spirito». Se ciò è vero in materia di generali e di guerra, lo è tantopiù quando si parla di seduzione. La seduzione – non solo quella amorosa, ma anche quella che deve saper mettere in opera il manager, il politico, il comunicatore, il formatore – è un terreno privilegiato di applicazione del pensiero strategico cinese: il suo scopo è conquistare l’altro, non sconfiggerlo né tantomeno distruggerlo, e i suoi strumenti d’elezione sono esattamente gli stessi elencati nel trattato stilato 2500 anni fa e giuntoci con il titolo L’arte della guerra. Così, per svelare tutti i segreti della seduzione, Pierre Fayard porta nelle librerie SunTzu e l’arte della seduzione. Strategie orientali per conquistare gli altri (Ponte alle Grazie). Proprio come il buon condottiero, il seduttore deve saper analizzare il contesto e i suoi punti favorevoli e sfavorevoli, scegliere i modi più appropriati per avvicinarsi alla preda, leggerne e interpretarne bisogni e desideri, instaurare con lei una relazione aperta e in continuo divenire. Che si tratti di conquistare un nuovo mercato, convincere un consiglio di amministrazione o presentare un progetto, il seduttore è colui che coglie nella realtà i germi del possibile cambiamento e sa scegliere, caso per caso, il modo più efficace per trasformarla, naturalmente a proprio vantaggio. Il generale migliore non usa mai le armi; il vero seduttore fa credere alla preda che solo tra le sue braccia troverà la felicità. «Non si seduce mai da soli, ma grazie all’eco che si risveglia nell’altro e che risuona in noi».
L’AUTORE
Pierre Fayard (Dakar, 1951) è professore all’Università di Poitiers, dove si occupa di approccio comparato delle culture della strategia. Esperto della cultura orientale, pratica l’Aïkido e studia l’applicazione dei principi delle arti marziali alla vita quotidiana e al management.
«Circa 2500 anni fa, in un impero feudale e rurale in preda
a incessanti guerre intestine, un cinese scrisse in cinese per i
cinesi un opuscolo formato da tredici articoli. Per fronteggiare
le catastrofi e le devastazioni che sconvolgevano il paese,
nacque il pensiero strategico secondo il quale il non plus ultra
dell’arte della guerra consiste proprio nell’evitare la guerra,
perché ‘le armi sono strumenti di malaugurio che vanno usati
soltanto come ultima risorsa’. Se dunque l’eccellenza nell’arte
della guerra consiste nel non farla, allora si può estendere
questo principio all’ambito della seduzione, che in tal caso
si tradurrebbe nel sedurre senza averne l’aria? Sì, risponde
in un certo senso la tradizione cinese sulla strategia, perché
lo stratega mira a conquistare non tanto le fortezze e le armate
del nemico, quanto il suo spirito. Il paragone con la seduzione
viene quindi da sé, e costituisce l’argomento di questo libro».
![]() LE IMMAGINI |
Pierre Fayard (Dakar, 1951) è professore all’Università di Poitiers, dove si occupa di approccio comparato delle culture della strategia. Esperto della cultura orientale, pratica l’Aïkido e studia l’applicazione dei principi delle arti marziali alla vita quotidiana e al management.
«Circa 2500 anni fa, in un impero feudale e rurale in preda
a incessanti guerre intestine, un cinese scrisse in cinese per i
cinesi un opuscolo formato da tredici articoli. Per fronteggiare
le catastrofi e le devastazioni che sconvolgevano il paese,
nacque il pensiero strategico secondo il quale il non plus ultra
dell’arte della guerra consiste proprio nell’evitare la guerra,
perché ‘le armi sono strumenti di malaugurio che vanno usati
soltanto come ultima risorsa’. Se dunque l’eccellenza nell’arte
della guerra consiste nel non farla, allora si può estendere
questo principio all’ambito della seduzione, che in tal caso
si tradurrebbe nel sedurre senza averne l’aria? Sì, risponde
in un certo senso la tradizione cinese sulla strategia, perché
lo stratega mira a conquistare non tanto le fortezze e le armate
del nemico, quanto il suo spirito. Il paragone con la seduzione
viene quindi da sé, e costituisce l’argomento di questo libro».



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