Costume/ Da Mike Bongiorno a Gerry Scotti, 50 anni di quiz nel libro di Ferdinando Sallustio
Di Mariano Sabatini 
Un libro per i tanti che hanno sognato e sognano di entrare in una cabina e scegliere la busta uno, due o tre, incalzati da Mike Bongiorno. Il supercampione di “Passaparola”, Ferdinando Sallustio, che al pari dei mitici Inardi, Marianini o Longari ("ahi, ahi, ahi, signora Longari, mi è caduta…") ha saputo imporsi come personaggio per carisma naturale e capacità di essere se stesso, rivelandosi nei risvolti più teneri; come quando cantava le ninnenanne da lui composte per il figlioletto. Senza dire della indubbia cultura che gli ha permesso di restare sulla tolda della ruota di Gerry Scotti per tanto tempo, e gli ha pure consentito – pur conservando il posto da bancario – di intraprendere collaborazioni con giornali e scrivere libri.
L’ultimo, “Un popolo di concorrenti” (361 pp., 12 euro, ed. Bompiani), racconta 50 anni di quiz italiani da “Lascia o raddoppia?” fino a “L’eredità”, passando per format d’autore come “Chissà chi lo sa?” di Cino Tortorella, “Parola mia” di Luciano Rispoli e “Per un pugno di libri” con Neri Marcoré. “E’ una sorta di omaggio a tante persone che, come me, non avevano avuto paura di mettersi in gioco: il quiz è, a mio parere, il vero esempio di reality show”, spiega Sallustio. “Si prende un impiegato di banca o un medico, un'insegnante o una ferroviera, li si fa rispondere sulla scrittura degli Incas o sulla tavola periodica di Mendeleev e poi tutti ritornano al loro lavoro”.
Persino Renzo Arbore, che firma la prefazione al suo libro, avrebbe voluto rispondere a domande sul jazz a “Lascia o raddoppia?”. Dopo “Passaparola”, lei quale a quale quiz avrebbe voluto partecipare?
"Lascio volentieri quest'opportunità ai tanti aspiranti concorrenti: comunque mi piacerebbe moltissimo affrontare la ghigliottina dell’ "Eredità"".
Ma adesso la terranno in ammollo, lontano dalla tv, per un po’… ha la sensazione che la temano?
"Non credo di ispirare timore, né ho tanta smania di apparire spessissimo in TV. Mi fa molto piacere e talvolta è un onore andarci, ma solo ogni tanto".
Si decide di partecipare a un programma a premi per guadagnare o per sfoggiare il proprio nozionismo?
"Il nozionismo non è una cosa totalmente negativa, perché ritengo sia fondamentale, per orientarci nel mondo che ci circonda, tenere a mente i fondamentali di storia, geografia, letteratura, arte, musica, economia, politica, medicina, tutto... Attenzione a non far prevalere, invece del nozionismo, l'ignoranza o la cultura lacunosa. Ovviamente le vincite del quiz fanno piacere, ci mancherebbe".
Quanti soldi e premi ha portato a casa?
"A "Passaparola" ho vinto 352.000 euro lordi, poi si toglie il venti per cento di imposte e il quattro per cento di commissioni sul cambio dei gettoni d'oro in denaro. I vari premi erano pellicce, gioielli, due paia di sci e così via, più quattro incantevoli viaggi con la mia incantevole famiglia".
![]() Ferdinando Sallustio |
Oltre a Bongiorno, per lei chi ha innovato la formula del quiz?
"Sono quasi tutti format stranieri… rendiamo invece onore agli inventori della "ruota" di "Passaparola", Axel Fiacco, e della ghigliottina, credo sia stato Santucci".
I quiz fanno cultura?
"Certamente sì".
Anche quelli a risposta multipla?
"Penso di sì, comunque stimolano ragionamento, memoria, intuito, interesse alla materia… credo che tutto ciò sia cultura. In questa sovrabbondanza di programmi del genere ho però la sensazione che siano tutti un po’ uguali.
Oltretutto molte domande sono ricorrenti anche in quiz diversi, e ci si mette le mani ai capelli per come i concorrenti sbagliano le risposte. Ogni innovazione è pericolosa perché rischia di spiazzare il pubblico".
Quale potrebbe essere l’idea per un quiz innovativo?
"Forse un quiz che metta alla prova i concorrenti anche con prove di vita quotidiana, rispondendo a quesiti sui guasti di un'auto, o sui prezzi del supermercato, o sulle tecniche di cambio dei pannolini ai bimbi. O che elegga il campione di condominio. Se qualcuno dovesse trova questa idea interessante, magari scriviamo un format insieme e lo proponiamo".



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