Concerti/ L'orchestra di Barenboim suona per la pace

Martedì, 20 gennaio 2009 - 09:20:00

Francesca Zardini - arts@affaritaliani.it

Il concerto al Teatro alla Scala ha davvero dimostrato quanto la musica possa portare ad un miracolo; ci si creda, e si esca dal torpore e dalle catene dell’ignoranza. A distanza di quasi due anni,  la West-Eastern Divan Orchestra, diretta da Daniel Barenboim, si è esibita nel tempio scaligero, affollato da un pubblico numeroso ed entusiasta. “La musica sveglia il tempo”,  scriveva Daniel Barenboim nel 2007, e ora il messaggio della West-Eastern Divan Orchestra, fondata nel 1999 da Daniel Barenboim ed Edward Said, sfida il destino e i tristi fatti d’attualità. “Alla musica è possibile ciò che non è possibile alla politica e alla società” ha esordito il Maestro ieri, nell’incontro con la stampa che ha preceduto il concerto.

La Dichiarazione dei musicisti della West-Eastern Divan Orchestra per la pace

Israeliani e arabi, la convivenza è possibile

Per provocazione gli chiediamo: “È vero, la musica ha sempre aiutato piccoli e grandi miracoli, politici e storici, basti pensare all’800, e a come la musica fu allora in grado di risvegliare le coscienze nazionali ed infondere il coraggio necessario per lottare e ricostruire le nazioni, al di là degli smembramenti geografici e degli sbarramenti politici. E proprio la Scala è stata sfondo all’unificazione d’Italia. Ma i tempi erano diversi, allora la gente comune era molto più sensibile, forse più colta. Ora quanti, Lei crede, al di là di coloro che vanno a teatro o praticano la musica, sono e saranno sensibili al carisma di questo progetto? Tanto da permettere alla musica di compiere ancora una volta il miracolo… ?” ci sorride e risponde “Venga stasera”. In un tempo di miraggi ideologici, di dilagante ignoranza, di disarmante superficialità, qualcuno potrebbe domandarsi come la musica possa essere capace di risolvere irrisolvibili conflitti planetari, in primis la situazione israeliano-palestinese; a costoro il Maestro risponde “non è forse un’ingenuità ancora più grande pensare di poter risolvere il problema militarmente, dato che ogni azione militare è fino ad ora fallita, facendo perdere la vita ad innumerevoli innocenti?” Si tratta davvero di ignoranza, e ci fa sorridere il fatto che il Maestro ricordi Baruch Spinoza, filosofo a lui caro, e che ci dica “Dove è andata a finire l’intelligenza e la conoscenza degli Ebrei quali Spinoza?”



GUARDA LA GALLERY

Non si tratta di un conflitto politico, ma di un conflitto umano fra due popoli che sono profondamente convinti di avere entrambi diritto a vivere nello stesso lembo di terra.” Così, “il progetto della West-Eastern Divan Orchestra non è un progetto politico ma umano, e si basa sulla necessità del dialogo”; come uno strumento perfettamente accordato, intonato, capace di suonare all’unisono, “può fornire in piccolo il modello di quella che potrebbe essere una società nel Medio Oriente”, prosegue, “malgrado le differenze di opinione rimangano fra i musicisti”, arabi ed ebrei, cristiani e mussulmani, egiziani, giordani, palestinesi, israeliani, e quanti fra loro sono cittadini di altri paesi arabi. “Un’orchestra rappresenta il microcosmo di un società. Questa orchestra in particolare rappresenta il microcosmo di una società che non è mai esistita e che forse non esisterà mai” cita Elena Cheah, autrice del volume appena uscito “Insieme, voci della West-Eastern Divan Orchestra.”

Daniel Barenboim, nella prima parte del concerto direttore e solista, ha proposto, insieme ai pianisti Karim Said e Yael Kareth, il Concerto n. 7 in fa maggiore K 242 per tre pianoforti e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart, altresì noto come il Lodron Konzert; hanno fatto seguito le Variazioni per orchestra op. 31 di Arnold Schömberg e nella seconda parte della serata la Sinfonia n. 4 in mi min. op. 98 di Johannes Brahms. Significativo e oltremodo commovente il bis: l’ouverture della Forza del Destino di Giuseppe Verdi, eseguita come sarebbe piaciuta ad Arturo Toscanini, toccante, con il teatro in delirio nel sentire quel preludio ad un’opera lirica, la cui trama si sviluppa in modo paradossale e assolutamente catastrofico, un parallelo da scongiurare nell’intricata e ancora più drammatica realtà israeliano-palestinese.

Ricordiamo i prossimi appuntamenti milanesi della West-Eastern Divan Orchestra:

- Lunedì 19 gennaio, Anteo Spazio Cinema, Via Milazzo, 9, ore 16.00 e ore 19.30 “Knowledge is the beginning” di Paul Smaczny;
- Martedì 20 gennaio, La Feltrinelli, Piazza Piemonte 2, ore 18.30, presentazione del nuovo libro di Elena Cheah “Insieme. Voci della West-Eastern Divan Orchestra. Prefazione di Daniel Barenboim”. Insieme all’autrice intervengono Daniel Cohen e Tyme Khleifi, coordina Alberto Rollo.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Mafia/ Cdm approva integrazione codice antimafia
Riforme/ Maroni boccia proposta Pdl, tempo ormai scaduto
Riforme/ Maroni boccia proposta Pdl, tempo orami scaduto
Titoli Stato/ Spread Btp - Bund a 432 punti
Berlusconi/ Desiderio Pdl elezione Capo dello Stato
undefinedundefined
Lavoro/ Fornero, costo e' elevato ma e' impossibile ridurlo
Expo/ Inchiesta turbativa d'asta, Gdf in Metropolitana Spa
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

La casa ideale?

Trovala subito fra 700.000 proposte di immobili
Scopri ora

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso