Claudia Tarolo, editrice di Marcos y Marcos: "Indipendenti? E' dura"
| L'anticipazione/ Tutte le novità autunnali di Marcos y Marcos |
di Antonio Prudenzano
Claudia Tarolo, con il compagno Marco Zapparoli, dirige la casa editrice Marcos y Marcos (Leggi la storia della casa editrice). Questa piccola realtà, famosa per le sue curatissime copertine e la scelta non convenzionale degli autori, è una delle ultime (tra quelle di un certo valore e seguito) del tutto indipendenti a Milano.
Affaritaliani.it, nell’ambito della serie di interviste FARELIBRI agli editori italiani, ha parlato con Claudia Tarolo del presente e del futuro di Marcos y Marcos.
![]() Claudia Tarolo |
Quanto è difficile restare indipendenti e rilevanti in un mercato dominato dai grandi gruppi e, allo stesso tempo, in cui ogni giorno nascono nuove case editrici?
"Effettivamente è molto complicato. Occorrono senz'altro passione, fantasia, coraggio, e soprattutto coerenza. Ma proprio perché non è facile competere con i grandi gruppi, insieme ad altre cinque case editrici indipendenti (Minimum Fax, Iperboera, Nottetempo, Voland e Instar, ndr) abbiamo deciso di fare delle cose insieme, pur restando totalmente indipendenti. L'idea è nata circa sei mesi fa, ci vediamo spesso per confrontarci e proporre possibili collaborazioni. Per ora non abbiamo un nome, anche se tra di noi ci chiamiamo 'I mulini a vento'...".
Negli ultimi anni la piccola/media editoria di qualità romana ha sorpassato quella milanese. A Roma ci sono Minimum Fax (Marco Cassini, editore di Minimum Fax si racconta ad Affari), Fandango, e/o, Nottetempo, Fazi, Fanucci…, mentre a Milano dominano i grandi gruppi. Come si spiega questo fenomeno?
"A Roma i piccoli editori sono molto sostenuti attraverso aiuti pubblici da comune, provincia e regione, cosa che a Milano non accade. E anche grazie a questi fondi che si riescono a organizzare bellissime manifestazioni come la fiera della piccola editoria romana. Resta il fatto che il capoluogo lombardo è una città comunque ideale per un editore indipendente, in quanto è ricca sia economicamente, sia a livello di lettori. Se non fossimo lasciati così soli dalle istituzioni locali, però, si potrebbe fare molto di più".
I corsi di editoria che organizzate hanno grande successo. Non è però una contraddizione, visto che in vari interventi lei ha parlato di "sovrapproduzione maniacale di libri" causata anche dalla continua nascita di nuovi piccoli o piccolissimi editori?
"Non c'è nessuna contraddizione. Da editori, pensiamo sia importante fare i libri molto bene, scegliendoli con cura e sostendendoli nel modo migliore. Quest'ultimo è l'aspetto più importante, visto che è fondamentale far arrivare il singolo libro al suo lettore ideale. Oggi c'è un problema di sovrabbondanza della proposta, manca spesso la qualità, ed è quasi inevitabile che sia così. Invece, andrebbero proposti solo libri in cui si crede davvero. Venendo ai corsi che organizziamo, essi non si pongono l'obiettivo di far nascere nuovi editori, ma di accrescere la consapevolezza di chi vorrebbe fare questo mestiere in vista di un futuro migliore per l'editoria italiana".
(Segue/ Il futuro di Marcos y Marcos...)



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