La classifica dei libri più venduti
Dionigi Tettamanzi conquista i vertici della classifica dei libri più venduti.
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"Capitalismo ed etica devono camminare insieme. Il capitale non è solo quello economico, ma anche quello umano". Il Cardinale Dionigi Tettamanzi, ai margini del convegno per presentare il suo libro "Etica e capitale. Un'altra economia è davvero possibile?" sceglie le telecamere di Affaritaliani.it per offrire una soluzione alla crisi.
di Angelo Maria Perrino
Nell'Aula Magna dell'Università Bocconi, per l'occasione strapiena, si è svolto il convegno "Caritas in veritate, un'altra economia è davvero possibile?", organizzato per presentare il nuovo libro-denuncia del Cardinale Dionigi Tettamanzi ("Etica e capitale"), già candidato Papa e vescovo di Milano. Una riflessione sull'economia, il mercato, il capitale che prende le mosse dall'ultima enciclica di Papa Benedetto XVI.
Nel tempio della business school, dove si formano i manager e gli imprenditori del futuro, con un parterre di relatori illustri, da Mario Monti (presidente dell'Università Bocconi) a Guido Tabellini (rettore della stessa università) fino a Piergaetano Marchetti (presidente Rcs Mediagroup), passando per Alberto Meomartini (presidente Assolombarda), Giuseppe Guzzetti (presidente di Fondazione Cariplo) e Franco Debenedetti (presidente di CMEX).
Al centro della scena il Cardinale Tettamanzi, che attacca le storture e i privilegi del mercato a cui contrappone il forte recupero dell'etica nelle cose dell'economia.
Ci riesce meglio quando, da bravo pastore, si appella al cuore e alla fede, meno bene quando fa il filosofo e il suo cammino diventa teoretico. Allora incespica un po' (e si fa beccare da Franco De Benedetti) ma si rialza con dolcezza e levità, le sue qualità migliori.
Affaritaliani.it, con le sue telecamere e i suoi microfoni, ha intervistato lo stesso Tettamanzi.
Eminenza, capitalismo ed etica possono convivere?
"Devono farlo, devono camminare insieme come buoni compagni di viaggio, perché non c'è un'etica umana e umanizzante che non faccia riferimento alla dignità umana e al diritto di viverla in pienezza. Per capitale, infatti, non intendiamo solo quello economico, ma anche quello umano. C'è un capitale che non solo è legittimo, ma sacrosanto, e mi riferisco cioè al capitale umano; c'è poi un capitale che invece chiede di essere oggetto di discernimento, e che deve essere al servizio di tutti gli uomini".
Nella sua enciclica, e anche nelle sue parole, c'è una lettura della crisi economica mondiale. Cos'è accaduto?
"L'enciclica non entra nel merito delle singole cause che possono aver determinato la crisi, ma entra nel merito di una ragione di fondo, e mi riferisco al deficit di coscienza morale e di etica".
Il capitale ha quindi divorziato dalla saggezza e dall'etica?
"Da un lato sì, ma ci si può anche chiedere se quanti credono a un'etica umana o addirittura fondono la loro etica nel messaggio evangelico, sono stati meno attenti, vigili e capaci di intervenire nel momento pericoloso in cui il capitale non era più al servizio dell'uomo, ma contro l'uomo".
A chi si rivolge la critica? Politici, banchieri?
"Il mio è un invito fiducioso che ha come orizzonte tutti. I problemi umani complessi hanno bisogno di una concertazione, di un insieme di forze che si uniscono per essere risolti. Non solo forze materiali, ma anche culturali".
In Italia la parola 'concertazione' fa molto discutere...
"Concertazione vuol dire mettersi insieme, non combattersi l'uno con l'altro su tutto e su tutti. L'uomo è un io aperto al tu".
Oggi vede toni troppo accesi e pesanti?
"Sì, ma vedo anche tanta disponibilità a tornare a percorrere la strada giusta, quella del dialogo. Papa Ratzinger, a questo proposito, dice che nella visione cristiana si parte dal 'logos', che è il verbo di Dio ma anche la ragione, e che per sua natura diventa 'dialogos', perché l'io non può realizzarsi senza confrontarsi con il tu..."



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