Teatro/ E ora la lirica porta sul palco... il cinema. "Divorzio all'italiana" e "Il postino" diventano opere musicali, mentre Woody Allen mette in scena Puccini
Un tempo compositori e librettisti traevano spunto per i loro melodrammi o da racconti mitologici (questo soprattutto agli albori dell’opera lirica, con gli Orfei, gli Euridici, gli Ulissi…), o dai romanzi d’appendice, che tanto piacevano alle gentili dame nei salotti di fine ‘800. Oggi i miti greci non sono più di moda, mentre è nei film che ritroviamo patetiche storie strappalacrime, commedie o tragedie che siano, e drammi e fazzoletti si consumano davanti ad uno schermo, grande o piccolo che sia, per circa due ore di evasione.
Nulla dunque di strano se l’opera lirica, per perpetuarsi, è oggi costretta ad adeguarsi e ad assecondare due meccanismi, fino a qualche anno fa sconosciuti al modo musicale.
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Ora, invece, ‘Divorzio all’Italiana’, film di Pietro Germi (1961), debutterà a fine mese a Nancy, opera lirica con musica e libretto di Giorgio Battistelli. Lo stesso Battistelli ha annunciato qualche mese fa in Scala ‘An Inconvenient Truth’, un melodramma che terrà conto dell’omonimo libro e del film di Al Gore, in programma nella stagione scaligera 2010/2011, per la regia di William Friedkin, noto per essere stato il regista di molti film horror e thriller, dall’‘Esorcista’ a ‘The French Connection’.
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