Cinema/ La Fandango militarizza il Premio Solinas? Esplode la polemica
Da una mail giunta in redazione al dibattito esploso sul Forum del sito del Premio Solinas, qualcuno sta mettendo in discussione la serietà e la correttezza del più importante Premio di Sceneggiatura italiano. L'accusa è clamorosa: vi sarebbe un sostanziale "conflitto di interessi" tra il Solinas e la casa di Produzione di Domenico Procacci, la Fandango che, secondo gli accusatori, avrebbe letteralmente occupato il Premio con suoi esponenti e collaboratori sia nelle giurie che tra i finalisti.
IL TESTO DELLA MAIL GIUNTA IN REDAZIONE
Gentili esponenti dell'informazione cinematografica, vi scrivo per porre alla vostra attenzione le ultime nuove sul Premio Solinas. Come saprete, il Premio Solinas è il concorso più prestigioso per le nuove leve della sceneggiatura, da almeno vent'anni fucina di nuovi talenti del Cinema italiano. Quello che non sapete è che negli ultimi anni le finali delle varie sezioni del suddetto premio si stanno trasformando in una vera e propria spartizione della torta tra i soliti noti (o amici degli amici dei soliti noti), quest'anno culminata con una militarizzazione del concorso da parte della più importante casa di produzione italiana, la Fandango di Domenico Procacci. Una casa di produzione che agli sconosciuti chiude le porte in faccia ("Mi dispiace, produciamo solo progetti interni"), ma che a quanto pare non disdegna di occupare, con mezzi tutt'altro che leciti, anche i pochi spazi rimasti liberi per gli aspiranti autori italiani. Come il Solinas, appunto. Una pratica, del resto, abbondantemente usata in passato dal Centro Sperimentale (che nel 2006 per la sezione Storie per il Cinema vide un gruppetto di allievi del Centro - Serena Cervoni, Mariano Di Nardo e Carlo Pisani - ricevere il premio dalle mani del loro professore Francesco Bruni).
Veniamo al concorso di quest'anno e all'elenco dei finalisti, che forse già conoscete. 'D come Domodossola' di Filippo Bologna, Giovanni Carta, Giovanni Ferrara e Emanuele Scaringi; 'Fobie' di Tommaso Capolicchio, Federico Calamante; 'Happy Family' di Alessandro Genovesi; 'La seconda via' di Alessandro Grilli; 'Quando gli elefanti combattono' di Domenico Distilo, Guido Iuculano e Filippo Gravino; 'Salvo' di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia.
Tralasciando (ma mica poi tanto) il caso di 'Happy Family' di Alessandro Genovesi, tratta da un lavoro teatrale già noto, rappresentato e pluripremiato (in barba alla regola che vuole che gli partecipino al concorso in perfetto anonimato), adesso veniamo alla Fandango Connection, ovvero ai legami tra gli autori di alcune delle sceneggiature finaliste con la nota casa di produzione, presente in giuria con Laura Paolucci (responsabile sviluppo progetti Fandango), Johnny Palomba (speaker di FandangoWeb Radio e autore di numerose pubblicazioni per Fandango Libri) e Luca Bigazzi (noto direttore della Fotografia, autore delle luci di numerosi film della Fandango):
Gli autori di 'D come Domodossola', ben quattro, hanno tutti collaborato in passato con la Fandango, con molteplici funzioni. Emanuele Scaringi, il più indaffarato del quartetto, ha realizzato i making off di ben quattro film della casa di produzione di Domenico Procacci (Caos calmo, Le conseguenze dell'amore, Lavorare con lentezza, Fascisti su Marte), oltre che aver sceneggiato il film "B.B. e il cormorano", prodotto dalla Fandango, ed essere stato aiuto regista del film "Velocità massima", prodotto da Fandango e sceneggiato da Laura Paolucci (membro della giuria
del Solinas). Inoltre Scaringi ha lavorato per quattro anni presso la Fandango nell'area ricerca e sviluppo progetti. Quanto ai tre autori, Filippo Bologna ha lavorato come redattore alla Fandango Libri. Giovanni Carta collabora con letture ed editing alla Fandango Edizioni. Giovanni Ferrara è il curatore di "Storie Brevi" (2008), di Andrea Pazienza, edito da Fandango Libri.
Veniamo a 'Quando gli elefanti combattono' di Domenico Distilo, Guido Iuculano e Filippo Gravino. Gli ultimi due sono stati co-sceneggiatori del film di Fabrizio Bentivoglio "Lascia perdere, Johnny", prodotto nel 2007 da Fandango. Quanto a Domenico Distilo, sulla sua pagina di Facebook compare tra la lista di amici Annamaria Granatello, direttore del Premio Solinas (ohibò!).
Alessandro Grilli, autore de 'La seconda via', ha frequentato il seminario "Produrre un film" tenuto da Domenico Procacci (Fandango). Infine veniamo a 'Salvo' di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia. Entrambi sono stati sono sceneggiatori del film "Ogni volta che te ne vai" (2004), prodotto da Fandango. Un caso? Anche stavolta? Ok.
E adesso la ciliegina sulla torta. Come già saprete, il Premio Solinas e il movimento dei "Cento Autori" hanno annunciato oggi una collaborazione finalizzata a sostenere lo sviluppo dei progetti finalisti del Solinas. Ora, guarda caso, Fabio Grassadonia (Scuola Holden - Fandango), Domenico Distilo (Centro Sperimentale di Cinematografia), Guido Iuculano (Centro Sperimentale
di Cinematografia), Filippo Gravino (Centro Sperimentale di Cinematografia), Antonio Piazza (Scuola Holden - Fandango) fanno parte del movimento "Cento Autori".
Questi sono i fatti. A voi le conclusioni. Ricordandovi che ogni partecipante deve sborsare ben 120 euro (e che in caso di malafede si potrebbe benissimo parlare di truffa ai danni di sprovveduti aspiranti sceneggiatori), spero darete risalto a quanto vi ho esposto. Sono anni (decenni) che il Cinema italiano funziona (male) a causa della tendenza di far lavorare "i parenti" o "gli amici degli amici" ereggendo un vero e proprio muro di protezione che impedisca agli aspiranti autori che non hanno santi in Paradiso di emergere. Se anche questa denuncia passerà sotto silenzio, devo pensare che la connivenza tra industria cinematografica (industria si fa per dire.), istituzioni e concorsi vari si estenda anche agli organi d'informazione, alla critica militante che invece dovrebbe essere "dura e pura".
R.B. (Fonte Sentieriselvaggi.it)



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