Dan Fante: "Cinaski è il mio poeta italiano preferito!"

Venerdì, 19 novembre 2010 - 12:54:00

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E' appena uscito per Marcos y Marcos "Chi è senza peccato nonha un cazzo da raccontare", la raccolta poetica di
 Cinaski
 Cinaski
. Così la presenta Sono nato come tutti con l’idea che la mia vita sarebbe stata un percorso difficile, un lavoro di costruzione e modellamento.  Sono nato in una città che si nutre di solitudini e disperazione: Milano.  Cercare di capire come si diventa grandi a Milano è come cercare di capire come si diventa biondi a Copenhagen.  Non esistono ragioni, lo si diventa.  È come vivere a Maranello con in testa l’idea della velocità, solo che la pista non ti regala albe o tramonti da ricordare ma solo giornate da trascorrere.  I profumi sono anonimi, come le facce e le facce sono incredibilmente fiere perché guardano l’Italia dall’alto.  Allora come dovrebbero essere a Bolzano anche se è vero che lì guardano la Germania dal basso. 

Marcos y Marcos
La copertina
L'AUTORE - Vincenzo Costantino, detto Cinaski, nasce a Milano il 19 novembre 1964. Cinico e sensibile, egocentrico e distaccato, alticcio e lucido, amabile e provocatorio. Poeta narratore ed interprete, libera la poesia dai libri per regalarla al palco e alla voce. La poesia scritta gli va stretta e Cinaski ama invece raccontare in prima persona di fronte al pubblico e non ad ipotetici lettori. Ecco quindi che prende forma un vero e proprio spettacolo. Un monologo condotto da un ‘quasi-attore’ dotato di grande carisma e di una voce profonda e intrigante. Le sue parole così ben ordinate sulla carta, prendono vita diventando canzoni, arie, melodie legate al mondo musicale del jazz del blues e del rock.

Così Dan Fante presenta "Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare", raccolta poetica di Vincenzo Costantino

L’inizio dell’era postmoderna in poesia e letteratura può essere fatta risalire alla fine della seconda guerra mondiale. Il giovane Holden di J. D. Salinger fece la sua apparizione in quel periodo. L’autore cominciava ad esprimersi con una voce più soggettiva – una voce più interiore, personale e conflittuale. In seguito i poeti beat – ragazzi come Jack Kerouac,  Allen Ginsberg e Aram Saroyan – dallo stesso “nuovo” genere di voce – iniziarono a farsi sentire sempre di più. Negli anni Sessanta Hubert Selby Jr. e altri scrivevano romanzi che nascevano dal cuore, dalla pazzia, dallo stomaco. Nel mezzo di tutto questo arrivò Charles Bukowski. Hank, come  lo chiamavamo noi che lo abbiamo conosciuto, urlò e bevve e protestò  e insultò il suo pubblico. Provocava risse e se ne andava dal palco. La poesia tradizionale – anche la più originale e moderna – era stata superata da una voce poetica che diceva la verità sull’abbandono e il sesso e l’odio e il dolore e la sopravvivenza. Erano nate una nuova epoca, una nuova forma di espressione. Bukowsky aveva permesso a ragazzi come me - di urlare - di dire “cazzo” in ogni poesia e di irritare e sconvolgere gli altri grazie  alla verità delle nostre parole. Che piaccia o meno, noi c’eravamo! Negli anni Sessanta e Settanta mentre leggevo le mie folli poesie nei bar e nelle coffee house di New York City, quando mi bloccavo scrivendo una poesia nel mezzo della notte, ritornavo  sempre con la memoria a qualcosa che Bukowski aveva scritto per il consenso e l’ispirazione. Funzionava sempre. Grazie a Charles Bukowski, la voce di Dan Fante iniziò a essere stampata in raccolte di racconti e poesie popolari e alla fine riuscì a raggiungere le librerie dell’America e dell’Europa. Ora che siamo nel 2010 ho scoperto un eccezionale  poeta. Vincenzo Costantino è vivo e vegeto - ED È ITALIANO - e scrive quel genere di poesie che ti fanno ridere e piangere e afferrare la tua donna per i capelli per un bacio. Costantino mi ha detto che i suoi poeti italiani preferiti sono morti: Cesare Pavese, Dino Campana, Umberto Saba, Emanuel Carnevali, o sono vecchi come Nelo Risi. Bè, non preoccuparti! Oggi è il tuo giorno fortunato perché stai per scoprire Vincenzo Costantino. Senza dubbio è il mio poeta italiano preferito. Forse non è ricco o bello, forse beve un po’ troppo e dice una o due cose scortesi, ma puoi scommettere che Vincenzo è autentico. Che regalo! Grazie, Vincenzo, dal tuo più grande fan americano!


 

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