Frascella ad Affaritaliani.it: "Lo Strega non premia chi, come me, racconta storie..."
| L'ESTRATTO
L'INTERVISTA DI AFFARI A FRASCELLA SUL LIBRO D'ESORDIO...
LO SPECIALE
|
Dopo "Mia sorella è una foca monaca", uno degli esordi più apprezzati del 2009 da critica e pubblico (ben 40mila copie vendute e versione cinematografica in arrivo: regista Fausto Brizzi ha infatti acquistato i diritti e la pellicola sarà diretta da Marco Martani), Christian Frascella è appena tornato col secondo romanzo, "Sette piccoli sospetti", edito ancora da Fazi. Siamo nell'estate del 1985: protagonista è una vera e propria banda di sette dodicenni che sogna di rapinare una banca in un non meglio precisato paesino del Centro Italia. Quando ormai tutto è pronto per il colpo, ad anticiparli arriva una rapina di quelle vere. Così la storia (in cui i generi si ibridano, e dalla commedia si passa al noir e viceversa) prende inevitabilmente un'altra piega...
![]() Christian Frascella |
Frascella, nelle sue estati di ragazzino in provincia di Torino con i suoi amici ha mai pensato di rapinare una banca?
"Sì, una volta venne in mente proprio a me, ma poi non passammo ai fatti... Il libro è nato proprio quando, senza un motivo particolare, di recente mi è tornato in mente questo ricordo. Ma i sette protagonisti del romanzo sono molto diversi da me e dai miei amici allora, amici che tra l'altro ho perso di vista".
In che senso sono "diversi"?
"Nel libro, Gorilla, Fostelli, Cecconi, Lanìca, Ranacci e Corda (chiamati rigorosamente per cognome come a scuola, ndr) si aiutano molto a vicenda. C'è un forte spirito di solidarietà tra di loro. Con i miei amici di un tempo era impensabile".
Il suo nuovo romanzo è ambientato a metà anni '80. I dodicenni oggi sono cambiati?
"Sì, adesso c'è molta meno fisicità nei rapporti. Mi spiego: quando ero un 12enne io il sogno mio e dei miei coetanei era diventare un calciatore. Anche oggi è così, ma mentre allora si guardava all'aspetto sportivo e c'era il mito del campione sul campo di gioco, oggi i nuovi adolescenti pensano solo ai soldi che guadagnano i campioni del calcio e al loro successo con le veline".
Prima il 17enne protagonista di "Mia sorella è una foca monaca", ora i 12enni di "Sette piccoli sospetti". Lei ha 37 anni, quando racconterà i suoi coetanei?
"In futuro, forse già nel prossimo libro, quasi sicuramente scriverò dei miei coetanei. Nei miei primi due romanzi ho preferito concentrarmi sull'adolescenza perché è un'età affascinante in cui tutto ancora deve avvenire e tutto può ancora succedere".
![]() LA COPERTINA |
Questo è l'anno degli esordienti. Ne hai letto qualcuno?
"Ho molto apprezzato 'Acciaio' di Silvia Avallone e 'Hanno tutti ragione' di Paolo Sorrentino".
E invece chi non ti piace (a parte la Mazzantini, con cui hai polemizzato in passato), tra gli autori italiani contemporanei?
"Mi hanno 'cortesemente proibito' di parlare male dei libri altrui, soprattutto in questa fase di promozione. Posso solo dire che sono tanti...".
Ti è dispiaciuto non partecipare allo Strega con "Sette piccoli sospetti"?
"E' stata una precisa scelta dell'editore e mia, non è il genere di romanzo che può partecipare a un premio così. Basta guardare i romanzi candidati allo Strega quest'anno: tranne poche eccezioni, come le due citate poco fa, molto spesso non raccontano una storia, ma turbamenti interiori. Certo, lo fanno con classe, ma secondo me non basta. In pratica, i premi letterari in Italia non premiano chi racconta storie. Fanno altro".
A che punto siamo con il film tratto dal suo romanzo d'esordio?
"Le riprese cominceranno il 12 luglio a Torino e il film dovrebbe uscire nelle sale nel 2011. In questi giorni sto dando una mano a Brizzi e Martani per terminare la sceneggiatura. Devo ammettere che scrivere per il cinema mi sta piacendo molto".
Parliamo di politica. Nel suo Piemonte ha vinto il leghista Cota. A questo proposito, nel suo blog lei ha scritto parole molto dure: "Cota ha vinto. La middle class piemontese ha paura dello Straniero. Non s’è resa conto che lo Straniero è proprio Cota. Ma ne parlerò diffusamente – o forse no, forse non me ne frega più un cazzo. E’ un paese così: un paese di merda. Mi manca la 'Prima Repubblica'. Mi manca Forlani che intrallazza con stile". Era solo uno sfogo a caldo?
"No, lo penso. I politici della cosiddetta 'Prima Repubblica', nonostante si sia rivelata un'epoca marcia per la politica, almeno avevano un minimo di stile. Oggi non c'è più decenza, e i politici non sono più interessati a rappresentare dei modelli. Non ci pensano nemmeno, basta guardare questa classe dirigente. E venendo al successo di Cota in Piemonte, non sarebbe mai potuto avvenire negli anni '80, quando il movimento operaio era forte e lo componevano tanti immigrati meridionali. Oggi il nemico, l'altro, non è più il terrone, ma il clandestino, e la Lega ha conquistato anche gli operai del Sud. Viviamo in una società che se non crea un nemico non riesce ad andare avanti".
Un'ultima curiosità: lei è molto presente su Facebook...
"Il problema è che sempre più spesso mi 'chiede l'amicizia' gente che vuole propormi un manoscritto...".
IL BOOKTRAILER (sceneggiato da Fausto Brizzi e diretto da Angelo Licata)



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






















