Il ritorno di Christian Frascella: su Affaritaliani.it un estratto in esclusiva da "Sette piccoli sospetti" (Fazi)
| L'INTERVISTA SU "MIA SORELLA E' UNA FOCA MONACA" LO SPECIALE
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![]() Il nuovo libro |
IL LIBRO - Estate del 1985, un paesino del Centro Italia. Sette amici inseparabili decidono di rapinare una banca. Hanno 12 anni e le idee molto chiare. Basta mettere il sonnifero nel caffè della guardia giurata - dice Billo, il capo - e diventiamo tutti ricchi! Non è convinto Ranacci, il bastian contrario del gruppo, spiccicato a suo padre, sindacalista di sani principi che non si vende mai; sarà per questo che vivono nella miseria più nera, pensa Corda; ma Corda è ricco - rimugina Gorilla - che ne sa lui!, suo padre è avvocato e gli compra tutto ciò che vuole, anche se ogni tanto, se appena si azzarda a rincasare con un minuto di ritardo, lo chiude a chiave nella "stanza del lumino" e ce lo tiene per ore, a chiedere perdono. È perplesso anche Cecconi, ma a tranquillizzare gli animi ci pensa come sempre Fostelli, con la sua voce da adulto che si fa ascoltare senza sforzo. Alla fine è d'accordo perfino Lonìca, e sì che non è mai stato un cuor di leone, lui, anche se da grande sogna di fare il pugile e prende lezioni alla palestra di Zio Botta.
![]() L'esordio cult |
L'APPUNTAMENTO: In anteprima a LIBRICOME- Festa del libro e della lettura, Christian Frascella legge e commenta brani dal suo nuovo romanzo con la partecipazione di Alessandro Preziosi. L'appuntamento è sabato 27 marzo all'Auditorium Parco della Musica dalle ore 21
IL BOOKTRAILER (sceneggiato da Fausto Brizzi e diretto da Angelo Licata)
L'AUTORE - Christian Frascella è nato nel 1973 a Torino, dove vive e lavora. Ex militare del Genio Ferrovieri, ex operaio di fabbrica, ex impiegato in un call center, è ora felice di potersi finalmente dedicare alla scrittura a tempo pieno. Sette piccoli sospetti è il suo secondo romanzo. 
Christian Frascella
IL FILM IN ARRIVO - Da Mia sorella è una foca monaca - 40.000 copie vendute, secondo classificato al Premio Viareggio e vincitore del Premio John Fante, Zocca, Insula Romana e Massarosa 2009 - sarà tratto il film firmato da Fausto Brizzi e Marco Martani (autori, tra gli altri, di Ex e di Notte prima degli esami).
Su Affaritaliani.it un estratto in esclusiva (per gentile concessione dell'editore Fazi) del romanzo...
Lonìca si era appena voltato per risalire le scale e richiudersi in casa a rimuginare sui suoi guai, quando udì bussare con insistenza. Contro il vetro del portone principale c'era stam- pata la faccia di Cecconi. Gli stava facendo le boc- cacce, con la lingua che mulinava e gli occhi sbarrati. Accanto a lui, la mano che picchiava sul portone era quella di Gorilla.
L'avevano appena visto in compagnia di Giuliano? Impossibile, uno sembrava stupido come sempre e l'altro sorrideva allegro. In ogni caso, erano tran- quilli.
Lonìca aprì il portone. «Che ci fate qui?».
«Sai dov'è Billo?», chiese Gorilla. La voce rim- bombò nell'androne. «Non s'è fatto vedere dopo la partita. Oggi giocavano in casa, no?».
«Mi pare, non lo so».
«Che stavi facenn'?».
«Ero sceso un attimo, ma devo tornar su da mio padre».
«No, vieneten' cu' nuje! Alla piazza ci sta Corda che si deve corteggiare la Chiattona».
«Devi venire, Lonì!».
«Non posso, mia madre è al lavoro, e io devo ba- dare a mio padre». Cercò di sembrare deciso e sere- no al tempo stesso.
Gorilla bloccò Cecconi, che stava per protestare.
«E quando ritorna?».
«Non so. Un'oretta».
Per un po' nessuno disse niente. Gorilla si guardò intorno, non voleva impicciarsi, però non riuscì a trattenersi: «Come sta tuo padre, Lonì?».
«Bene. Meglio».
Un altro silenzio pesante.
«Mo' devo salire, ragazzi. Devo vedere la boxe con lui».
«Iiih, t' si' prop' fissato co' 'sta bocs!».
«Che incontro c'è?», chiese Gorilla, al quale in realtà non fregava niente.
«Ali-Foreman, di tanti anni fa. È una replica».
«Ma allora che te lo vedi a fare?», sbottò Cecconi.
«Se uno sa il risultato?».
«È troppo bello!», ammise Lonìca. Poi, indeciso, propose: «Se volete, venite su anche voi».
Gorilla e Cecconi si guardarono.
«Mica siete obbligati», tagliò corto l'altro. «Se non vi va».
Era da quando il padre si era ammalato che non in- vitava più nessuno a casa. Anche se, a dirla tutta, non è che in paese facessero la fila per andare dai Lonìca. I vicini cortesemente si informavano, se incontravano madre e figlio per le scale. E loro cortesemente ri- spondevano. Tutto lì.
«A me mi va di vedere il pugilato!», disse Gorilla. Cecconi annuì, convinto anche lui. «Tanto Corda
magari manco ci sta, chill' cornut'!».
Lonìca all'inizio aveva sperato che accettassero. Gli piaceva l'idea di riavere qualcun altro per casa senza un'espressione funerea. Poi aveva pensato alla sacca del catetere. All'impressione che avrebbe fatto. Forse Gorilla avrebbe avuto il tatto necessario. Ma Cecconi? Con quei suoi modi? Insomma, avrebbe preferito che dicessero no. Invece
«Me, jamm' n'copp'!», fece il napoletano. Gorilla prese a correre su per le rampe di scale. Lonìca lo seguì tentando di raggiungerlo, ma poi si sentì toccare i calzoni. Si voltò. Cecconi gli aveva sfi- lato di tasca la busta coi soldi!
«Che tieni cca dint'?», chiese, e stava per aprirla quando l'altro gliela strappò di mano e se la infilò di- rettamente nelle mutande, trattenendo il fiato per piallare una pancia che non c'era mai stata.



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