Chiarelettere, così rischi di tradire i lettori, e di far contento qualcun'altro
Maurizio Donati, editor di Chiarelettere, anticipa ad Affaritaliani.it l'intenzione della giovane casa editrice famosa per i suoi libri d'inchiesta di aprire anche alla storia e alla psicologia. Finora i titoli di Travaglio & Co. hanno venduto tanto e fatto discutere altrettanto. Un successo che si deve soprattutto alla coerenza delle scelte editoriali.
Ma come la prenderanno adesso quei tanti lettori che nutrono una tale fiducia in Chierelettere da comprare uno per uno tutti i volumi portati in libreria dalla stessa anche quando l'argomento di turno non li interessa particolarmente? Il rischio è che non capiscano la svolta, e che si sentano traditi. Ed è per questo che in casa editrice in queste settimane si sta discutendo parecchio sull'opportunità o meno di aprirsi a nuovi territori, e su come eventualmente farlo. Non solo, infatti, non va disorientato il pubblico, ma va anche evitato il rischio di rifare ciò che già fanno da tempo con buoni risultati altre case editrici.
E soprattutto, come la prenderanno i personaggi 'presi di mira' dagli agguerriti giornalisti-scrittori di Chiarelettere nei libri senza compromessi pubblicati in questi anni? Massoni, piduisti, politici e banchieri non si sentirenno mica trascurati?



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