Sanremo, arriva la firma del contratto tra la Rai e Adriano Celentano

Venerdì, 3 febbraio 2012 - 13:11:00

"Soldi per progetti umanitari? Meglio pagare il personale di un'ong". I consigli a Celentano dall'esperto di fundraising Valerio Melandri

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Mentre la polemica si gonfia e l'attesa per il festival si fa incalzante, il nipote di Adriano Celentano, Bruno Perini, autore del libro "Memorie di zio Adriano" (Mondadori) racconta in esclusiva per Affaritaliani.it: "Nessuno sa quello che dirà o farà. Scrive tutto lui, da solo..."

Il 67% degli italiani favorevoli alla presenza di Celentano a Sanremo: sondaggio dell’Istituto Demopolis in esclusiva per Affaritaliani.it

ULTIMISSIMA/ Dopo una settimana di voci, polemiche e attese, è arrrivata la firma del contratto tra la Rai e Adriano Celentano per la partecipazione del Molleggiato al festival di Sanremo 2012.

NEI GIORNI SCORSI - Una parte sarà di Emergency (che ha già ringraziato), un'altra destinata a ospedali e asili in Somalia mentre il resto andrà ai "poveri" delle città italiane, "a chi è colpito dalla crisi, a chi ne ha bisogno". Adriano Celentano e i suoi compensi-beneficenza sono ancora nell'occhio del ciclone. E stavolta non è come per Benigni o per Fiorello che secondo l'opinione pubblica "hanno preso troppo". Stavolta si parla del come e del perché il Molleggiato abbia reso pubbliche scelta e modalità della sua beneficenza. Sette sindaci di sette importanti città italiane sono stati chiamati a selezionare (con quali criteri?) delle famiglie indigenti. Luigi De Magistris ha detto all'Adnkronos: "Ho sentito al telefono Adriano Celentano. Mi ha chiesto di individuare una famiglia napoletana che vivesse in condizioni d’indigenza. Ci siamo già attivati per individuarla ed entro questa settimana comunicheremo la risposta". E nella lista di quello che appare più come un nuovo format televisivo fanta-benefico, ci sono anche Flavio Tosi, sindaco di Verona, Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, Matteo Renzi di Firenze, Gianni Alemanno di Roma, Michele Emiliano di Bari e Massimo Zedda di Cagliari. Questo simil-format prevede dunque che siano i primi cittadini in persona a consegnare alle famiglie individuate i fondi, naturalmente alla presenza di Claudia Mori o di una persona di fiducia di Celentano, che potrebbe essere lo stesso Gianfranco Mazzi o Gianni Morandi.

Si aprono domande 'filosofiche'. "Chi" è povero? Qual è il limite tra povero e non povero? E come si sceglie il "povero giusto"? Si osserva se ha i buchi nelle calze o i rattoppi alle maniche? E così, classico italiano, mentre qualcuno grida allo scandalo ("Ma che cos'è, un casting?") senza che molti se ne accorgano il Molleggiato sta ancora una volta aprendo una nuova età della televisione. Da chi lo definisce un Grande Fratello dell'era della crisi, fino ai milioni di fan che inneggiano a un gesto eroico, per finire con quelli per cui è semplicemente un tentativo patetico di risollevare le sorti di una Rai morente o che leggono la vicenda in chiave social. Qualsiasi sia l'interpretazione, si è alzato un sipario unico che inquadra perfettamente il momento italiano.

Adriano Celentano

Immaginiamolo come fosse un quadro, un affresco del 2012. Mentre infuria una delle più terribili tempeste economico-finanziarie della storia dell'Italia, che ha costretto molte nonnine a scoprire il significato di termini come default o spread, un povero presentatore, Gianni Morandi cerca di tirare su il morale a migliaia di spettatori attraverso la canzone più tradizionale che c'è, quella del Festival di Sanremo. Un po' come se la Rai chiedesse agli italiani di chiudersi in casa e lasciare fuori la bufera, quasi facendo finta che non esista. La televisione, strumento della modernità per eccellenza, che ripiega su stereotipi e antiche sicurezze. La Rai un tempo fucina di talenti ora incapace di rinnovarsi nei programmi e nella gestione, che sembra sempre più china e vetusta, con abiti vecchi e impolverati.

E in mezzo a questa bufera e a quest'Italia che soffre e finge di non soffrire, emerge ancora una volta Celentano. Con i suoi modi discutibili, le sue scelte e il suo vocabolario che da anni fa parlare il Paese intero. La parola è povertà. Per lui non è un tabù. Crisi, difficoltà, lavoro, soldi. L'Italia di oggi, Celentano lo intuisce con quella sensibilità che ne ha contraddistinto la carriera, non canta a Sanremo, ma grida contro le tasse, il rincaro della benzina e le liberalizzazioni a pioggia. Come sempre (Joan) Lui parla alle viscere degli spettatori. E lascia i soldi a chi ne ha bisogno. Lui sì, i politici no. Populista fin che si vuole, ma per esorcizzare la paura dei Maya e della fine del mondo, secondo una enorme fetta di pubblico (sondaggio nel box a destra) è sempre meglio che i programmi Rai di metà pomeriggio.

 



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