Casta dell'arte/ Un lettore, il giornalista Manuel Follis, manda una lettera ad Affaritaliani.it

Martedì, 2 agosto 2011 - 10:07:00

L'ARTICOLO CHE HA SCATENATO LA POLEMICA: Il mondo dell'arte è una grande Casta

Casta nell'arte/ Arnaldo Romani Brizzi ad Affari: "C'è anche chi ricicla denaro..."

sgarbi galimberti
Il collezionista Guido Galimberti commenta con Affaritaliani.it la Casta dell'arte

La Casta dell'arte c'è... Ecco il "Documento dei Lavoratori dell'Arte"

Il blogger Luca Rossi entra a gamba tesa nel dibattito: TUTTI I NOMI E LE DINAMICHE DEI "GIOCHI"

"Bell'articolo anche se in un certo senso "scopre l'acqua calda". Il mondo dell'arte funziona così, non c'è niente da fare. Si tratta di capire quali sono le regole del gioco". La filosofa Carola Barbero, esperta di estetica e linguaggi dell'arte, interviene nel dibattito sulla Casta dell'arte

E lo stesso Vittorio Sgarbi partecipa al dibattito: "Dopo la Biennale mi dedicherò al Padiglione di Torino e porterò mille nuovi artisti a Salemi..."

FORUM/ Artisti, appassionati, semplici fruitori, avete esperienze da raccontare? Il mondo dell'arte è una Casta? Partecipate al dibattito di Affari...

Casta dell'arte. Il dibattito continua. Hanno parlato collezionisti, critici e artisti, ma il tema coinvolge anche chi è semplicemente appassionato. Il giornalista Manuel Follis scrive una lettera ad Affari per allargare la discussione al concetto stesso di arte: "La casta sbarra la strada a molti artisti? Ma qualcuno mi spieghi chi oggi è considerato davvero artista?"

ECCO LA LETTERA

Esiste una "casta" dell'arte contemporanea? Io ne sono convinto. E' un male? Anche se fosse non sarebbe evitabile, credo sia necessaria. Non per altro, ma perché nessuno, oggi, ormai, sa più dire cosa sia arte e cosa no. Kim Miru e Vanessa Beecroft sono artisti? Chissà. E' così semplice che viene quasi da ridere a pensarci. Ecco perché esiste la casta. Perché le è permesso di esistere. E perché se non ci fosse, non ci sarebbe alcun sostituto a dire e spiegare cosa è arte e cosa no. Il passo successivo sarebbe l'anarchia più totale. Quanto durerà? Poco. Come tutti i cicli anche questo, che è chiaramente un moto autodistruttivo, arriverà alla fine.

Affari ha lanciato un dibattito. Il tutto partito da un commento di denuncia (denuncia?). Poi l'intervento di Sgarbi. Quello del collezionista. La filosofa. E oggi infine l'intervista al blogger Luca Rossi (nome falso), che a un certo punto del suo intervento parla di "incapacità di definire scale critiche e valoriali come punti di riferimento per la qualità".

L'ho trovato un passaggio molto interessante. Poi ho ripensato al libro, "Si crede Picasso", di Francesco Bonami, che non c'entra con questo dibattito, nel senso che nessuno l'ha mai citato. Ma era un libro di cui mi avevano parlato tanto che avrebbe dovuto spiegare (il condizionale è d'obbligo e l'ho utilizzato scientemente DOPO aver letto il libro) quali autori contemporanei si possono definire tali e quali no.

La mia teoria è che stia regnando il caos supremo. E nessuno possa davvero esprimere giudizi. Se ho capito bene il senso del dibattito su Affari tutto parte da una denuncia. Eppure tra tutti gli interventi non c'è una sola persona che abbia il coraggio di dire: "Tizio non è un artista, ma un imbroglione aiutato dalla casta". Non uno che dica: "Caio è incapace e vende fumo", oppure "di questa mostra si salva solo Sempronio". Che denuncia è una in cui si dice che "c'è una casta", ma non si spiega altro?

Sarebbe come se dicessi che "in politica è tutto un magna magna". Bene, ora mi sento più soddisfatto. Ma quali sono i politici che effettivamente rubano? Non lo dico. Sparo nel mucchio. Così nessuno si offende e io sembro un figo e non il pavido che sono. Perché i casi sono due: o so cose che non rivelo o in realtà NON so bene di cosa sto parlando.


Opere viventi di Vanessa Beecroft
LE IMMAGINI

Il tutto considerando che qui non servono "prove" come nel caso di un politico. Questa è arte. E' tutto fatto alla luce del sole. L'opera è addirittura esposta. Dovrebbe essere tutto più semplice. Basterebbe dire: "Avete presente l'autore X? Ecco è un buffone e vende solo perché vi hanno massacrato di pubblicità. In realtà ci sono Y e Z migliori di lui". Tutto questo se ci fossero "scale critiche e valoriali come punti di riferimento per la qualità". Il problema è che queste scale non ci sono. E' palese: non esistono.

Nessuno. Vuoto. Solo silenzio. Un silenzio assordante. Torno al libro di Bonami che mi colpì molto (e non c'entra con questo dibattito, perdonatemi). Si propone di spiegare. Di far capire. E cita anche alcuni autori, ma per un verso o per l'altro li salva tutti. In più Bonami utilizza una scrittura appositamente da "gioco delle tre carte". E fanno così tutti, i critici della casta. Dicono e non dicono. E più spesso, se ci riescono, "non dicono".


Ecco i corpi artistici di Miru Kim
LE IMMAGINI

E il blogger? Parla di "incapacità di definire scale critiche e valoriali come punti di riferimento per la qualità". Ottimo, definiamola questa benedetta scala! Qualcuno una buona volta mi aiuti a capire chi è artista e chi no. Cosa è bello e cosa no. Perché fino a quel momento mi sentirò autorizzato a dire che TUTTI sono a loro modo artisti. Il che vuol dire che TUTTI allo stesso modo NON lo sono.

Fino a quel momento, fino a quando non ci sarà un criterio comprensibile crederò alla casta. Non la invoco, né la stimo. Lo so che probabilmente mi prende in giro, lo avverto sottopelle. Ma non vedo come potrebbe non esserci. E' legittimata dal fatto che tanto non c'è alcun modo per arrivare a una verità. Gli altri, quelli che "criticano la casta", non hanno armi. Sparano palline di carta con una cerbottana. Allora tanto vale che la casta imponga una sua verità e ci guadagni pure. Perché in questo casino, in questa palese incapacità di esprimere anche solo un vago giudizio su una qualsiasi opera, ha ragione la casta tanto quanto chi non le appartiene.

Bello il dibattito. Ma si percepisce tanto livore e poco coraggio. Tanta rabbia contro ALCUNI, ma attenzione: mai fare i nomi. E' un gioco di assenze. Chi firma i suoi interventi non fa i nomi degli accusati. Chi fa i nomi degli accusati non vuole far conoscere il suo, di nome. Evviva. Tanta rabbia. Tante accuse. Tante invide, queste sono chiare. Ma tutto vuoto. Tutto senza un'anima.

E forse, è il pensiero più amaro, forse proprio questo dibattito fantasma, in cui sono tutti arrabbiati ma non si sa bene perché e con chi, è lo specchio più fedele di cosa sia oggi l'arte contemporanea.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Terremoto/ Scossa di magnitudo 4 in provincia di Modena
Siria/ Russia: il massacro di Hula va condannato ma vanno dimostrate colpe
Cannes/ Palma d'Oro ad "Amore" di Michael Hanele
Cannes/ Gran Premio a Loach, Reygadas premiato come miglior regista
Cannes/ Il Grand Prix a Reality di Matteo Garrone
Siria/ Obama: la strage di Hula vile testamento di un regime illegittimo
Milano/ DomenicAspasso, controllati 1150 veicoli: 310 le multe
Lega Nord/ Piasente nuovo segretario Friuli Venezia Giulia
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Non aspettare!

Cerca subito tra migliaia di immobili in vendita e in affitto
Inizia da qui

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso