Caso Battisti/ Gian Arturo Ferrari ad Affaritaliani.it: "Sbagliato impedire la lettura dei libri degli autori firmatari dell'appello, ma...". E Jacopo De Michelis della Marsilio...

Lunedì, 17 gennaio 2011 - 15:20:00

gian arturo ferrari
Gian Arturo Ferrari
di Antonio Prudenzano

"La questione va distinta. Da una parte c'è il caso-Battisti, e la mia personale opinione è che Battisti deve essere estradato in Italia. Naturalmente allora non firmai quell'appello. Ho sempre trovato un po' ridicole le mobilitazione in suo favore sia in Italia sia in Francia. Ora arrivano le dichiarazione dell'assessore Speranzon che chiede il ritiro dei libri dalle biblioteche. Non sono assolutamente d'accordo con lui. I libri sono i libri e hanno diritto a stare dove stanno, in certa misura sono anche indipendenti dai propri autori. D'altronde, in qualsiasi caso non si può impedire la lettura dei  libri". Così Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro, al telefono con Affaritaliani.it.

jacopo de michelis marsilio
Jacopo De Michelis
"Premesso che quell'appello non lo firmerei più - anche perché lo sento molto lontano e oggi non solidarizzerei con Battisti- credo che quella dell'assessore Speranzon sia una provocazione e che non vada presa troppo sul serio. Sono certo che non troverà applicazione. E dar vita a una campagna di intellettuali per protestare contro le dichiarazioni dell'assessore alla cultura della provincia di Venezia rischia solo di dare troppa pubblicità alla provocazione di Speranzon". Così Jacopo De Michelis (che nel 2004 firmò l'appello di Carmilla), editor responsabile della narrativa di Marsilio (casa editrice con sede a Venezia), che commenta con Affaritaliani.it la polemica che in queste ore si sta scatenando sul web.

Ferrari, con un passato da direttore della Divisione Libri della Mondadori, e l'editor Jacopo De Michelis, commentano su Affaritaliani.it il caso del giorno, dopo che Wu Ming 1 ha lanciato l'appello (su Lipperatura): "Sollecito non soltanto gli autori, ma anche e soprattutto gli editori i cui libri sono in lista nera a farsi sentire. Anche per vie legali. Si cerca di stabilire un precedente gravissimo, è un momento nero (in molti sensi) e non si può sottovalutare la cosa, non si può cercare di ri-inserirla nel tran tran quotidiano. E i giornali dove sono? Finora “Repubblica” ha dedicato a questa vicenda solo un laconico trafiletto. Sveglia! Per favore, fate girare questa notizia il più possibile".

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cesare battisti
Battisti
"Scriverò agli assessori alla Cultura dei Comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite e chiederò loro, dato anche che le biblioteche civiche sono inserite in un sistema provinciale, che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali [...] Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità. Inoltre come consigliere comunale a Venezia, presenterò una mozione perché Venezia dia l’esempio per prima [...] Scriveremo agli assessori regionali Marino Zorzato e Elena Donazzan, perché estendano l’iniziativa in tutto il Veneto...". Le dichiarazioni rilasciate al Gazzettino da
Massimo Carlotto
Massimo Carlotto
Speranzon
, assessore alla cultura della provincia di Venezia, nelle ultime ore hanno scatenato (soprattutto sul web) la protesta dei tanti scrittori "sotto accusa". Tra questi, i Wu Ming, Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro, Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari... ma anche di tanti lettori.

Su Giap, il blog del collettivo Wu Ming, c'è il riassunto della vicenda, di cui già Affaritaliani.it aveva parlato a maggio 2010 in occasione dell'uscita per Sperling & Kupfer de "Gli amici del terrorista. Chi protegge Cesare Battisti" firmato conduttore de "La Zanzara" (Radio24) Giuseppe Cruciani. Al centro dell'attenzione, oggi come l'anno scorso, è sempre l'appello firmato da decine di intellettuali e promosso nel 2004 dal blog Carmilla in difesa di Battisti (qui l'archivio cronologico con tutti gli interventi pubblicati da Carmilla sul caso), condannato all'ergastolo per quattro omicidi, senza aver mai scontato la sua pena (evaso dal carcere nel 1981, si è rifugiato prima in Francia e poi in Brasile). Massimo Carlotto (uno dei firmatari) ad Affaritaliani.it dichiarò, tra le altre cose: "L'ho conosciuto e non credo sia colpevole. Il suo processo è da rifare. Non rinnego la mia firma a quell'appello". E Gianni Biondillo (anche lui firmò) ci spiegò a sua volta: "Quell'appello lo rifirmerei anche oggi, non ho cambiato idea. Il problema per me non è mai stato quello di difendere Battisti a nome di una presunta lobby. Non mi sostituisco certo ai giudici, non è il mio mestiere. (...) A un certo punto determinati discorsi vanno chiusi, prima o poi la storia deve finire..." (QUI LE DUE INTERVISTE COMPLETE, ndr).

wu ming
I Wu Ming
Sempre su Giap, i Wu Ming adesso scrivono: "(...) Certo, questa è anche una provocazione, ma è soprattutto altro:
1) è una minaccia a un’intera categoria di lavoratori (i bibliotecari), che dovrebbero accettare un ultimatum autoritario e anti-costituzionale altrimenti la pagano cara.
2) è un atto finalizzato a isolare e censurare scrittori e artisti in quanto “complici” del terrorismo.
Un atto compiuto da un amministratore, una figura di potere che, agitando uno spauracchio per distogliere l’attenzione da altri problemi, si appella alle reazioni viscerali del “popolo”. Un atto che vuole intimidire e “mettere in riga” chi produce discorso pubblico.
Come ha dichiarato il collega Tiziano Scarpa: «Così si colpisce la cittadinanza di uno scrittore, che è nella lingua e nelle sue opere.»
A questa schifezza dovremmo reagire tutti, non solo gli scrittori direttamente coinvolti o i bibliotecari direttamente minacciati.
- Dovrebbero farsi sentire i cittadini, i lettori, i frequentatori delle biblioteche.
- Dovrebbero farsi sentire amministratori, forze politiche e associazioni di Venezia e dei comuni circostanti.
- Dovrebbe cercare di scriverne chiunque lavori nell’informazione o abbia un blog et similia;
- Dovrebbe dire qualcosa l’Associazione Italiana Biblioteche.
- Dovrebbero dire qualcosa i sindacati dei dipendenti pubblici.
- Dovrebbero muoversi gli editori, anche legalmente, con querele e cause civili, a fronte di un’azione che procura loro danni materiali e morali.
-  Andrebbero mandate mail di protesta ai giornali (non solo a quelli veneti), andrebbero affissi volantini e lettere aperte alle bacheche di biblioteche e sale di lettura.
- Andrebbero diffusi e linkati post come questo (in calce al quale metteremo gli aggiornamenti sulla vicenda) e qualunque altro articolo, testo o video che informi su questo personaggio, sulle sue intenzioni liberticide e su eventuali iniziative dei suoi emuli e sodali".

Loredana Lipperini Lipperatura
Loredana Lipperini
E stamattina, sul blog Lipperatura (a cura di Loredana Lipperini, una delle autrici firmataria dell'appello di Carmilla), Wu Ming 1 torna a intervenire chiamando in causa gli editori e i giornali (da Mondadori a Einaudi, passando per Feltrinelli e Minimum Fax, c'è da dire che quasi tutti gli editori italiani sono coinvolti, ndr): "Sollecito non soltanto gli autori, ma anche e soprattutto gli editori i cui libri sono in lista nera a farsi sentire. Anche per vie legali. Si cerca di stabilire un precedente gravissimo, è un momento nero (in molti sensi) e non si può sottovalutare la cosa, non si può cercare di ri-inserirla nel tran tran quotidiano. E i giornali dove sono? Finora “Repubblica” ha dedicato a questa vicenda solo un laconico trafiletto. Sveglia! Per favore, fate girare questa notizia il più possibile".

carlo lucarelli
Carlo Lucarelli
Come Carlo Lucarelli (che quell'appello non lo firmò) spiega in un intervento ospitato dal blog dei Wu Ming, il problema non è (solo) cosa pensavano e cosa pensano alcuni intellettuali italiani del caso-Battisti:  "Sul “caso battisti” – sia l’uomo che la vicenda – abbiamo posizioni differenti, ma quello che stanno cercando di fare con questa lista di proscrizione è veramente una porcata ed è pura censura del dissenso. Io non sono uno dei firmatari dell’appello pro Battisti ma sono disponibile ad appoggiare comunque qualunque iniziativa condivisibile nel contrastare questa squallida operazione da dittatura stupida".

 


 

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