I cambiamenti delle città catturati da uno scatto
di Maria Teresa Melodia
La ricerca di Francesco Jodice, artista e fotografo, investiga le
mutazioni nei paesaggi sociali comparando fenomeni simili in diverse parti del mondo attraverso fotografia, film, mappe e testi. Al Capri Trendwatching Festival 2009, Jodice racconta sabato 17 ottobre i suoi ultimi progetti visivi. E ad Affari, Jodice dà un’anticipazione dei filmati che fanno parte del progetto Citytellers: São Paulo Citytellers, Aral Citytellers, Dubai Citytellers, in cui ha indagato i cambiamenti e le evoluzioni di paesaggi metropolitani e naturali.
Jodice, cosa presenta al Capri Trendwatching Festival 2009?
“Porto il progetto City Tellers: una serie di film-documentari su metropoli e agglomerati urbani contemporanei, selezionati in base alla capacità delle comunità locali di sovvertire l’ordinamento socio-politico esistente e di reinventare forme di coabitazione. Il comune denominatore dei progetti è appunto la capacità di auto-organizzazione delle comunità, che costituiscono un insieme di movimenti tellurici dal basso”.
Ci può anticipare i differenti progetti?
“City Tellers è un progetto che va in diversi luoghi per cogliere le tendenze del cambiamento. In riferimento ai filmati che presento al Festival, quello di San Paolo investiga la capacità di una comunità di sopravvivere a un sistema politico fortemente corrotto per creare un’economia nuova. Quello di Aral, centro del più grande disastro ecologico del pianeta con la scomparsa del lago d’Aral, vuole mostrare come gli abitanti di quest’area abbiano saputo inventare un sistema sociale capace di far fronte alla situazione. Quello su Dubai intende mostrare la contrapposizione tra il turismo, il lusso, l’intrattenimento al fatto che alla base di tutto questo ci sia il lavoro di pakistani trattati in condizione di schiavitù. La loro capacità di sovvertire questo abuso per ripristinare le condizioni di lavoro accettabili è quello su cui mi concentro”.
Qual è il filone conduttore, la tendenza comune di questi film? 
Francesco Jodice
“Alla base c’è una nuova politica di resistenza umana e sociale. Ogni film è una docu-fiction. Lo stile e il montaggio sono fondamentali: si tratta di luoghi assolutamente reali, filmati con un montaggio proprio di un film noir, finalizzato a realizzare documentari che siano anche opere d’arte. Lo spettatore deve porsi delle domande partecipando criticamente alle opere. Mi interessa instillare nel fruitore un dubbio, in modo che si chieda se l’opera è veramente reale”.
LE SCHEDE DEI PROGETTI CYTITELLERS
ARAL_CITYTELLERS
film, 48 min, HDV, 2009
Le città,il paesaggio e le comunità intorno al lago di Aral sono state lo scenario del più drammatico e devastante laboratorio scientifico-militare della guerra fredda. Tra la fine degli anni 40 e l’inizio degli anni 50 l’Unione Sovietica decise di deviare il corso dei due affluenti del lago d’Aral per incentivare la coltivazione del cotone, di utilizzare l’isola Vozrozhdeniya al centro del lago per creare una base per la sperimentazione di armi chimiche e batteriologiche, e di costruire poco distante quello che sarebbe diventato il più grande cosmodromo del mondo.
DUBAI_CITYTELLERS
film, 48 min, HDV, 2009
Dubai oggi è il più impressionante esempio di città-corpora-tion del mondo, e rappresenta un punto di accumulazione della società globale contemporanea.
SÃO PAULO_CITYTELLERS
film, 48 min, HDV, 2009
Sao Paulo_Citytellers è un progetto di investigazione sulla città più popolosa del brasile, e la seconda area metropolitana al mondo dopo quella di Tokyo. Una città dove il problema della sicurezza privata viene affrontato dalle classi sociali più agiate con i 23.000 voli settimanali effettuati dagli elicotteri per trasportare le persone al lavoro, a scuola, nei negozi e in chiesa. Questa gigantesca flotta vola ogni giorno su una delle aree urbane più complesse del mondo, dove una serie di fenomeni di auto-organizzazione suppliscono alle mancanze della gestione del territorio.
CHI E’ FRANCESCO JODICE - Artista e fotografo, nel 2000 è co-fondatore di "Multiplicity", un network internazionale di artisti e architetti. Nel 2004 viene nominato professore di Teoria e Pratica dell’Immagine Tecnologica alla facoltà di Arte e Design dell’università di Bolzano e nel 2005 professore di Antropologia Urbana Visuale presso Naba (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano. Nel 2008 riceve l’incarico dalle Nazioni Unite per realizzare un cortometraggio in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ha partecipato a: the Documenta Kassel, La Biennale di Venezia, Bienal de São Paulo, Liverpool Biennial, ICP Triennial of Photography and Video New York e ha esposto i suoi lavori presso Tate Modern Londra, Reina Sofia Madrid, Castello di Rivoli Torino, Maison Européenne de la Photographie Parigi, and Bard College N.Y.



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