Libri/ Antonio Caprarica e le gaffe dei potenti della Terra. Ad Affari: "La figura peggiore? Con Principe Carlo. E Berlusconi..."
Di Mariano Sabatini
![]() Antonio Caprarica |
Direttore, ha scritto un libro sulle gaffe perché anche lei ne commette?
"E chi non ne fa?!? Forse solo la Regina Elisabetta, sebbene perfino lei… Una volta velatamente rimproverò il nostro presidente Ciampi perché ignorava chi fosse il Frank Dettori che gli stava presentando: "Ma come, non lo conosce? É il più famoso fantino del mondo". Tradita dalla passione per i cavalli".
La sua gaffe più grave?
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I potenti fanno più figuracce perché fingono di più?
"Il fatto é che i potenti sono costantemente impegnati a presentare al mondo un "falso sé". Sotto pressione, ogni tanto verità e sincerità si sprigionano inattese (e devastanti) dalle crepe di una personalità perennemente costretta a recitare. Tanto per parafrasare il vecchio Schopenhauer, il mondo é sempre meno volontà e sempre più rappresentazione".
Ci sono episodi che per pietà ha deciso di non inserire?
"No, nessuna pietà. Il mio libro non fa prigionieri. Da Trapattoni alla Parietti , dalla Clerici alla Ruta ch disse: “Avevo due figurine di Riva, e grazie a quelle mi sono fatta tutta la Juve”… fino a Tomba, ai radio e telecronisti, giornalisti, scrittori e musicisti… E Obama e Sarkozy e Bruni...".
É possibile che qualcuno simuli le gaffe per far parlare di sé?
"Certamente lo fa, o lo ha fatto, più di qualche personaggio televisivo. Ma più che simulazione, é calcolo. Mike Bongiorno aveva un’inclinazione naturale che i suoi autori hanno saputo ben assecondare! E lo stesso forse, almeno in parte, per il mio amico Luca Giurato. Tra i politici, il campione di questa tecnica é sicuramente Berlusconi. Non é che simuli ma sa bene che sta per lanciare un petardo, e se qualcuno dopo lo rimprovera, da buon italiano accusa l’accusatore: é sempre l’altro a non capire la buona intenzione, l’intento giocoso..."
Il pubblico ludibrio a seguito di uno “scivolone” incide realmente sull’esito elettorale o sul gradimento dell’incauto?
Solo tra gli anglosassoni. A noi latini , e cattolici, basta la confessione. Non é necessario il pentimento.
Lei scrive “the winner is…”, si può dire che Berlusconi sia il maggiore collezionista di incidenti diplomatici?
"Nella gara, il nostro premier si batte benissimo con personaggi del calibro di Bush o del principe Filippo. Il marito della Regina é forse il più pericoloso, tanto che i connazionali lo chiamano “il duca dell’azzardo” . Al primo deputato nero d’Inghilterra, chiese al momento della presentazione: "E lei che paese rappresenta?". Non poteva credere che un nero sedesse a Westminster. Per la tecnica di Berlusconi, rimando a quel che ho detto sopra: spesso pensa più all’effetto sul benevolo elettorato domestico. Ma abbiamo rischiato la guerra con la Finlandia quando ha accusato i finnici di mangiare solo renna…"
Per pensare e realizzare un libro come questo ci vuole più coraggio, più incoscienza o ironia?
"Solo il gusto e la voglia di sorridere. E far ridere gli altri. Far ridere la gente comune di quei personaggi che spesso si ritengono fuori dal comune".
Le prime reazioni dei “potenti” quali sono state?
"Chiamano solo quelli dotati di autoironia. Non tantissimi".
Vorrei provocare una sua gaffe. Dopo tanti anni all’estero come si trova in Italia?
"Rispondo pur sapendo che tutto ciò che dirò sarà usato contro di me… Amo l’Italia, soprattutto quando la porto in valigia".



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