Capaccioli smonta ad Affari la teoria del complotto

Lunedì, 21 dicembre 2009 - 08:40:00

BILDERBERG GROUP, di Daniel Estulin

Dal 14 al 17 maggio 2009, l'élite mondiale si è incontrata in segreto in Grecia, per l'annuale conferenza del Bilderberg Group. Circa 130 tra le personalità più potenti del mondo si sono riunite per discutere le scottanti questioni di attualità. La questione principale al centro dell'incontro è stata la crisi finanziaria globale. Chi sono stati i protagonisti? Famiglie reali europee (Olanda, Belgio, Spagna), le banche private (David Rockefeller, Josef Ackermann, Tommaso Padoa-Schioppa), le banche centrali (Mario Draghi, Jean-Claude Trichet, Georgios Arapoglou), l'amministrazione Obama, altri nomi illustri tra cui John Elkann, Romano Prodi, Franco Bernabè. (L'intervista a Daniel Estulin)

di Virginia Perini

Dopo l'arrivo in Italia del libro di Daniel Estulin che racconta la vera storia del più potente e segreto organo decisionale del mondo, il Bilderberg Group, il giornalista e scrittore Michele Capaccioli sceglie Affaritaliani.it per decostruire la teoria del complotto e presentare il saggio Il punto non è quanto viviamo, ma come viviamo, analisi e focus sul modo in cui gli interessi economici modellano i diritti umani a vantaggio delle multinazionali e delle lobby.

Parte dalla copertina, nella quale è disegnata una piramide con un occhio sopra, richiama quella che si trova nella banconota americana da un dollaro. "Un lettore poco attento direbbe che sostengo la teoria del complotto. Invece no. Parlo di diritti umani, di globalizzazione economica senza una governance globale, di “poteri forti”, da me declassificati a semplici think-tank e, infine, di massoneria. E lo faccio nell'ottica del dialogo tra la società e quegli enti nei quali si può discutere del futuro e degli obiettivi dell’uomo".

capaccioli

Poi prosegue: "Quella piramide è composta da 13 scalini. E il numero 13 ha molti significati occulti tra cui quello del perdurare e per i Rosa Croce un volo che dura per l'eternità. E' anche simbolo del percorso iniziatico. Nella vita ciò che perdura sono i valori, come l’amore verso il prossimo, che durano fintanto che noi viviamo, ma possiamo parimenti insegnarli ai nostri discendenti affinché durino per sempre".

Dal simbolismo un tuffo nei contenuti. "Ammonisco tutti coloro che danno la “caccia ai massoni” e ai membri del Bilderberg Group. Senza distinzione, come era pessima abitudine nel fascismo. Se il massone non si adopera contro gli Ordini dello Stato è quantomeno inutile dare origine a teorie complottistiche che non trovano applicazione nella realtà. Non è certo un caso che tutte le teorie della cospirazione demo, plutaico, giudaico, massonico partano essenzialmente da ambienti filo o neo fascisti. Il fascismo perseguiva i massoni attraverso delle spedizioni punitive e squadriste, sentite come delle vere e proprie occasioni di iniziazione. Il fascismo, sponsorizzando un modello di uno Stato autoritario e a partito unico che, quindi, non prevedeva altre forme di associazione diverse da quelle del regime fascista, perseguiva obiettivi distruttivi in una “guerra di simboli” che consisteva proprio nella distruzione di tutti quei segni di riconoscimento reputati come rivali, cercando di imporre i propri". 

Ma la ricerca, l'inseguimento dei lati oscuri non sono una buona abitudine? La Casta ha fatto successo per questo. Perché cerca di rivelare che cose si nasconde dietro alcune lacune del sistema-Italia. Ma Capaccioli non la pensa così. "Talvolta i teorici del complotto arrivano ad avere un atteggiamento quasi maniacale e paranoico. Fanno dietrologia, tendendo ad ordire un processo alle intenzioni senza prove".

club bilderberg

E commenta il libro sul Bilderberg Group: "Daniel Estulin, teorico della cospirazione, scrive che alcune persone dopo aver partecipato agli incontri del Bilderberg Group hanno visto le proprie carriere decollare (Leggi qui). Ma sono solo opinioni personali non supportate da fatti".

E sulla politica: "A volte, nasconde troppe questioni e “giochi di potere” che avvengono solo ed esclusivamente per la conquista e il mantenimento di nuovo potere. In tal senso, tutto viene fatto per esercitare un’influenza oltre che politica anche mediatica, controllando l’informazione attraverso propri uomini di fiducia. Sto parlando di una degenerazione dello spoil system. Sono queste le dinamiche su cui soffermarsi senza perdersi inseguendo teorie complottiste non supportate dai fatti. Occorre riflettere sui diritti dei cittadini".

Gli esempi. "La Cina è simbolo di una cultura millenaria che rischia di essere cancellata da una politica volta a reprimere chi ha un pensiero diverso dal Governo di Pechino. E' il “bersaglio” di molte critiche poco trasparenti e con secondi fini. Vorrei ricordare a tutti coloro che criticano questo paese per questioni ideologiche e politiche che i Paesi Occidentali si sono resi più volte responsabili dei più gravi crimini contro l’umanità e che il nostro livello di benessere e di progresso è stato creato spesso tramite lo sfruttamento e la coercizione illegittima di altri popoli.

Le violazioni dei diritti umani in Cina sono solamente causate da una mancanza di regole scritte che vietino alle multinazionali di sfruttare il lavoro a basso costo nelle fabbriche e da una carenza di volontà da parte del Governo di Pechino a compiere i passi necessari per garantire, ad esempio, ai lavoratori i diritti sindacali.

In Italia, attualmente, abbiamo un grosso problema: alcune violazioni alla libertà di stampa e, come denunciato nel marzo 2009 dal Comitato di Esperti dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite, della evidente e crescente incidenza “della discriminazione e delle violazioni dei diritti umani fondamentali nei confronti degli immigrati in Italia. Nel paese persistono razzismo e xenofobia anche verso richiedenti asilo e rifugiati, compresi i Rom. Chiediamo al governo di intervenire efficacemente per contrastare il clima di intolleranza e per garantire la tutela ai migranti, a prescindere dal loro status”. 

Michele Capaccioli, laureando a Milano in Scienze Internazionali ed Istituzioni Europee, ha ricevuto dalla University of Kent at Canterbury un degree in Social Sciences. Fondatore e ideatore del progetto wemustact.org, per il quale fa giornalismo d'inchiesta e di informazione, è membro di un tavolo di lavoro per la presentazione in Parlamento di una proposta di legge sul bullismo. Nel 2007 ha partecipato agli NMUN, rappresentando la Danimarca nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

L'intervista

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