Cannes/ La parola al mercato
"Vincere" di Marco Bellocchio è l'unico film italiano in concorso quest'anno al Festival di Cannes. La lista delle 20 pellicole che dal 13 al 24 maggio si contenderanno la Palma d'Oro 2009 è stata annunciata a Parigi ed è dominata dai grandi cineasti europei ed asiatici, da Ken Loach a Pedro Almodovar, da Alain Resnais a Ang Lee. Hollywood è rappresentata solo dall'habituè Quentin Tarantino con "Inglorious bastards", film sulla Seconda guerra mondiale con Brad Pitt e Diane Kruger.
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"Vincere" racconta la storia del figlio illegittimo che Benito Mussolini ebbe dall'estetista Ida Dalser e che fu internato a Milano, dove mori' nel 1942. Tra le altre pellicole "Looking for Eric" di Loach che ha per protagonista l'ex calciatore Eric Cantona, "L'Anticristo" del danese Lars von Trier, "Bright Star" della neozelandese Jane Campion e "Los abrazos rotos" di Almodovar.
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Cinema, la prova del mercato
I numeri del mercato del film che come ogni anno si aprirà in contemporanea al Festival di Cannes (13-24 maggio) restano importanti: circa 10.000 gli iscritti a pagamento attesi; 1004 i film proposti in visione nelle 32 sale (per la prima volta, oltre ai supporti tradizionali e a quelli digitali, entrano in scena l'alta definizione e il 3D); 752 le anteprime di mercato da 101 paesi di produzione. Il prossimo Marché du Film diretto da Jerome Paillard rappresenterà la prova del nove per un'industria globale dell'audiovisivo caduta in depressione insieme alla finanza mondiale dall'autunno scorso. Le cancellazioni delle prenotazioni alberghiere, lo scarseggiare di feste ed eventi mondani, che contraddistinguono le previsioni della vigilia sono l'altra faccia di questa crisi. Allo scorso festival di Berlino (con parallelo mercato invernale) andava di moda la rinegoziazione dei contratti, si vendeva sotto costo per non annullare la legge della domanda e dell'offerta, ci si arrangiava per affrontare una recessione che già aveva colpito al cuore la grande industria americana. Tre mesi dopo tutti attendono col fiato sospeso l'avvio delle contrattazioni sui prodotti in mostra, i nuovi progetti delle produzioni superstiti (Fox Searchlight, Focus, Pixar) e la capacità di resistenza dei distributori indipendenti. Il taglio delle presenze effettivamente significative sulla Croisette è stimato dagli osservatori intorno al 25%. "In pochi giorni ci giochiamo tutto - dice all'Ansa un addetto ai lavori - e se non sapremo intercettare i primi, flebili segnali di ripresa, rischiamo di perdere un anno. Chi potrà sopravvivere a questa prova? Chi avrà ancora capitali da rischiare e investire su un'industria cosi" labile ed effimera quando la grande finanza tira i remi in barca e si attesta sui più tradizionali valori sicuri?". In questo scenario, il cinema italiano gioca una carta importante: si presenta con molti film, pratica prezzi interessanti per i compratori stranieri, potrebbe tornare di moda sull'onda del bel successo di un anno fa. Da Francesca Archibugi a Giuseppe Piccioni, da Fausto Brizzi a Davide Ferrario, da Pupi Avati a Marco Risi ci contano in tanti.



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