Anteprima/ Su Stilos un Camilleri inedito...
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Ecco, in anteprima e in esclusiva su Affaritaliani.it, l'incipit del primo capito del racconto lungo "Il palato assoluto" di Camilleri, in uscita a Agosto per Stilos 
Il numero di agosto di Stilos
Fino all’età di cinco anni, era nasciuto nel misi di marzo del 1937, Caterino Zappalà fu un picciliddro normali che aviva accomenzato a parlari al tempo giusto, che non faciva crapicci chiossà di quanto ne facivano l’altri picciliddri, che mangiava, dormiva, chiangiva e arridiva priciso ‘ntifico ai sò coetanei.
Sò matre, la signura Ernestina, che aviva sulo quel figlio, faciva miracoli per dargli da mangiari sempri robba bona e sana, dato che, essenno scoppiata la guerra nel 1940, i geniri limintari avivano accomenzato a scarsiare e spisso nei negozi vinnivano cose fituse come se erano ginuine.
Il patre di Caterino, il cavaleri Artidoro, era raggiuneri capo del municipio e se la passava bona. Oltretutto aviva ereditato ‘na casuzza ‘n campagna con tanticchia di terra torno torno e si era fatto un orto che a quei tempi era ‘na ricchizza. E oltre all’orto, tiniva macari gaddrine e conigli.
Quanno Caterino fici cinco anni, il cavaleri Artidoro d’accordo con la mogliere Ernestina, mannò il figlio alla primina, la scola priparatoria all’elementari che le tri sorelle Catapano, Ersilia, Giustina e Fernanda, tinivano nella loro casa.
Il primo jorno che Caterino arrivò con la merendina che gli aviva dato sò matre, la maestra Ersilia gli disse che nella loro scola era proibbito portarisi la merendina da casa e che avrebbiro dovuto mangiare quello che priparava sò soro, la maestra Giustina. E che sinni stassero tutti tranquilli, pirchì quello che avrebbiro mangiato, e naturalmenti pagato a parti, non era robba accattata nelle putìe, come per esempio la mortadella che non si sapiva se era fatta con carne di sorci, ma era tutta prodotta dagli armali di propietà di un loro cugino.
Quel primo jorno, alle unnici, la maestra Giustina portò ai picciliddri un panino e un ovo sodo a testa. Appena Caterino ebbi dato un muzzicone all’ovo, lo risputò.
“Che c’è?”
“Non mi piaci”.
“Pirchì?”
“Non è frisco”.
“Ma se l’hanno portati stamatina!”
“’St’ovo havi tri jorni”.



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