C'è la Larsson-mania: Iperborea si apre al giallo
In piena "Larsson-mania", la casa editrice milanese indipendente Iperborea (che per prima in Italia ha portato la letteratura scandinava) come anticipato da Affaritaliani.it in un'intervista all'editrice Emilia Lodigiani quest'estate (Emilia Lodigiani, editrice di Iperborea ad Affari: "La Larsson-mania? Noi lo sapevamo già...". LEGGI QUI L'INTERVISTA) si apre al giallo con la nuova collana “Ombre”: quattro titoli all'anno di gialli scandinavi. Per cominciare "Satelliti della morte" di Gunnar Staalesen, "La morte che seccatura" di Torgny Lindgren & Eric Åkerlund (20 novembre 2009), "Il Blues del rapinatore" di Flemming Jensen (2010), "Assassinio di lunedì" di Dan Turell (2010) e "Il Fuggitivo" di Olav Hergel (2010).
Quasi il 60% dei libri che vengono pubblicati nei paesi scandinavi negli ultimi anni sono gialli (secondo recenti studi di Norla – l'Istituto di Cultura Norvegese – più della metà del mercato librario norvegese è occupato da noir e crime fiction). Persino autori di Iperborea tradizionalmente lontani da questo mondo letterario hanno iniziato a scrivere noir e romanzi polizieschi: Björn Larsson (autore di La vera vita del pirata Long John Silver) sta ultimando in questi mesi il suo primo giallo.
Iperborea è convinta che non si tratti solo una “moda editoriale” per una specifica letteratura di genere ma dell'evidenza di una nuova tendenza culturale: l'affermarsi di una maniera quanto mai attuale non solo per raccontare la realtà, ma anche per esprimere un senso di malessere più generalizzato. Forse per "trovare il colpevole" di un momento storico complesso (come non pensare alla crisi finanziaria, alle problematiche d'integrazione, alle discussioni aperte su parità, welfare e stato sociale). Insomma, l'evidenza di una nuova generazione di scrittori scandinavi che sta continuando la tradizione inaugurata a metà degli anni Sessanta dalla storica coppia Sjöwall-Wahlöo e che sembra suggerire che oggi il compito di raccontare le inquietudini del nostro tempo è affidato al “giallo venuto dal nord”. I gialli di Iperborea sono quindi attenti ai temi sociali e politici, e come nella tradizione della casa editrice, anche alla scrittura, alla rivisitazione del genere spesso in chiave ironica.
Gialli di “qualità”, divertenti, raffinati. Come nel caso di "Satelliti della morte" di Staalesen, un romanzo che utilizza e rivisita gli stilemi dei grandi classici della letteratura noir per parlare della contemporaneità (i grandi temi della violenza nella periferia, dell'infanzia rubata, degli intrecci tra la politica e la malavita) o ancora un grande contemporaneo svedese come Torgny Lindgren (di cui Iperborea ha già pubblicato sei titolii) che in La morte, che seccatura riesce a tratteggiare una spassosa parodia dei thriller ambientati tra sette religiose.



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