Cacciari ad Affari: "Stavolta Brunetta ha davvero delirato"
![]() Massimo Cacciari |
COS'HA DETTO BRUNETTA - "La Venezia di Cacciari" sotto attacco. Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, al Corsera dichiara: "Venezia oggi è la città dei magnati e dei centri sociali. Degli archistar e della chimica vecchia e velenosa. Dei tycoon e dei giocatori del casinò. Una città mercificata e svenduta da una classe dirigente che ha alzato bandiera bianca su Palazzo Grassi e sulla Punta della Dogana, rinunciando a qualsiasi progettualità per il futuro, inalberando enormi cartelloni pubblicitari che non hanno uguali al mondo per volgarità".
"VENEZIA IN SVENDITA" - Sempre a proposito di Venezia, Brunetta parla di "mercificazione e svendita della città, frutto di radicalismo chic di sinistra e di provincialismo". Il ministro attacca direttamente la classe dirigente della città: "Il centrosinistra che governa Venezia da quasi vent'anni, con il marchio di Massimo Cacciari, rapprenta una classe dirigente in fuga, come l'aristocrazia veneziana che si arrese a Napoleone senza sparare un colpo. Se si confronta la Venezia di oggi con quella dei primi anni '90 si vede che il degrado è continuato, e le poche cose buone, come il Mose, sono avvenute contro la volontà di questa classe dirigente. prevalsa una cultura ideologica, clientelare, passiva, assistenzialistica". 
Renato Brunetta
"LA BIENNALE STENTA" - "La Biennale, pur nell'intelligenza di tanti presidenti, vive una vita difficile e stentata, laddove potrebbe essere un enorme polo di attrazione, se non fosse il fiore all'occhiello di un intellighentia esogena ma il portato di una base culturale ed economica anche locale", così Brunetta, che ha da dire pure a proposito della Mostra del Cinema: "Tra elitismo, ideologismo e parassitismo acuto, è diventata la sorella povera di Cannes e Berlino. Costa solo e non produce".
![]() Acqua alta a Venezia |
LA PROPOSTA DI BRUNETTA - Il ministro Brunetta propone poi la sua idea di rilancio della città lagunare: "Bisogna ricominciare da capo. Mi piace parlare di un quadrifoglio. Rilanciare Marghera e dare finalmente dignità di città a Mestre. Completare il Mose. Fare la metropolitana sublagunare, un anello invisibile perchè costruito in fondo alla laguna che risolve l'insularità di Venezia, collegando aeroporto, ferrovia, Lido, Giudecca. E completare quello che Renzo Piano chiama il Magnete: il sistema viario intorno all'aeroporto. L'attuale classe dirigente veneziana è contraria a tutti e quattro i petali del quadrifoglio. Che invece - ribadisce - dev'essere la premessa su cui poi costruire il Rinascimento culturale della mia città".
ANCHE GALAN ALL'ATTACCO: "VENEZIA? SPORCA E PIENA DI PANTEGANE..." - Anche Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto, dice la sua su Venezia in una lettera aperta: "Nella città lagunare dilagano varie forme sempre piu' preoccupanti di degrado, abbandono e disservizi vari. In diversi luoghi del centro storico si sono stabilmente installate numerose colonie di pantegane in permanente attivita' tra cassonetti delle immondizie e li' dove si accumulano i resti dei molti ristoranti, che non sanno come difendersi da queste incredibili presenze". Galan aggiunge: "Pantegane a parte, che ormai formano una numerosissima popolazione lagunare, è impossibile non interrogarsi sul prosperare aggressivo, famelico, veramente inquietante di gabbiani cresciuti in anni recenti spaventosamente di numero. Gabbiani che squarciano tutto e di tutto: dai sacchetti dell'immondizia abbandonati ovunque in citta' ai colombi, da cio' che si trova esposto su balconi e finestre a quanto costituisce il tetto di case, palazzi e chiese. Ci sono ore del mattino, o della sera, in cui i gabbiani prendono possesso di campi e fondamenta secondo i modi propri di una mutazione genetica volta al peggio. E' normale tutto ciò?". 
Giancarlo Galan



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