Brachetti a New York, avrà Woody Allen come padrino

Venerdì, 30 dicembre 2011 - 10:57:53
gerard depardieu (10)

DEPARDIEU SARA' STRAUSS-KAHN - Il produttore Vincent Maraval ha confermato che il regista Abel Ferrara lavora per un film sullo scandalo dell'ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Strauss-Kahn, arrestato il 14 maggio a New York con l'accusa di tentata violenza sessuale ai danni di una cameriera e poi scagionato per l'insussistenza delle accuse. In lizza per il ruolo c'è Gérard Depardieu mentre Isabelle Adjani, sarà la moglie, Anne Sinclair. Ma per il momento il film è soltanto un'idea. "Ciò che sappiamo è che Depardieu, Adjani e Ferrara condividono il desiderio di lavorare assieme. Per ora l'unica cosa certa è che stanno scrivendo un testo ispirato alla vicenda Strauss-Kahn che si focalizza sul tema della politica e delle forme di dipendenza", ha detto Maraval. Intervistato da Le Journal Du Dimanche, Depardieu ha evitato di fare commenti circa la sua possibile partecipazione al film, ma ha detto che "in generale mi vengono molto bene i personaggi che non mi piacciono e quelli a cui non assomiglio".

BRACHETTI A NEW YORK - «Quando ero al Mogadore a Parigi, venne a trovarmi Woody Allen. Mi disse: 'Se un giorno porterai il tuo show a New York ti farò da padrinò». Arturo Brachetti, alla conquista di New York il prossimo ottobre con 'Ciak si gira!' si racconta su 'Max', in edicola da martedì 3 gennaio. E aggiunge: «Amo quasi tutto il cinema, dai film sperimentali ai kolossal, ciò che non sopporto sono i cinepanettoni, il frutto della degenerazione culturale in cui ci hanno cacciato i nostri politici. A me piacciono gli illusionisti come Tim Burton. Ma il più grande resta Fellini…». Meno forte l'amore per la televisione: «Se Fiorello fa 12 milioni di spettatori vuol dire che il pubblico è molto più avanti di quello che gli propinano solitamente. Ma secondo alcuni la gente dovrebbe rimanere ignorante». Qualche perplessità anche sul teatro in Italia: «Da noi ci si annoia troppo. Il teatro noioso è facile da fare: prendi un testo mediocre, metti su una compagnia mediocre e magari il pubblico viene a vederti. Ma così si fa un danno enorme al teatro».

Brachetti racconta anche molti aspetti della sua vita privata: «Nel 2004 ero a Parigi, lo spettacolo stava andando alla grande, le reazioni di pubblico e critica erano eccezionali. Stavo anche vivendo -svela- una bellissima storia d'amore. Eppure la notte non riuscivo a dormire, ero tormentato dalla tachicardia. Così consultai un cardiologo, mi disse che era causata dall'ansia e mi suggerì di andare da uno psicanalista. Bastarono quattro sedute per scoprire che la mia educazione cattolica mi faceva sentire colpevole di tutta quella felicità…». E sulla cura del suo corpo non ha dubbi: «Seguo una dieta dissociata, faccio stretching e pilates. Non bevo, non fumo e non uso droghe. Però vado pazzo per la papaya verde in polvere, pare sia afrodisiaca. Gli unici attentati alla dieta sono il panettone e il cioccolato. Poi, ogni sera, mi guardo nudo allo specchio e do una controllata, così mi mantengo». Brachetti crede nel potere della fantasia, e nella sua Torino ha acquistato una porzione di Palazzo Chiablese e l'ha trasformata in una casa magica: «È una grande scatola delle illusioni, con la stanza delle magie, dove conservo la mia collezione di giocattoli anomali e fuori commercio. Poi ci sono uno studio nascosto e il bagno che sembra un quadro di Magritte… c'è una porta che non si apre, a meno che tu non conosca il segreto. Ho fatto installare 11 telecamere, così quando sono lontano posso vedere col computer tutte le stanze e mi illudo di essere a casa… Per fare il giro completo ci vogliono 20 minuti, il giorno in cui deciderò di non calcare più le scene potrebbe diventare la mia nuova occupazione: visita guidata di casa Brachetti con spiegazioni e alla fine tè con i pasticcini», conclude.



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