Editoria/ Il libro diventa immagine. Il booktrailer è la nuova frontiera del marketing

Martedì, 25 novembre 2008 - 10:00:00



Quanto interesse sta suscitando questo fenomeno? In che misura? E con quale crescita?
Arduini e Briganti.: «È ancora troppo presto per dirlo. Forse fra qualche anno potremo avere dati precisi. Per ora possiamo registrare solo la tendenza, che è comunque esponenziale».

Come evoluzione di  marketing editoriale quanto sta incidendo la commercializzazione di un libro lanciato anche da un booktrailer rispetto alla solita pubblicizzazione? Che impatto ha per le vendite?

Arduini e Briganti: «Non abbiamo i dati ufficiali sulle vendite dei diversi libri: sono il tesoro più prezioso degli editori e vengono da loro custoditi gelosamente! È però un dato di fatto che aumenta il numero di booktrailer realizzati e c’è anche qualche caso in cui dopo la diffusione di un booktrailer un libro sia stato ristampato».

Immagino e leggevo che un libro lanciato attraverso un booktrailer può suscitare anche l’interesse di che non legge, poiché attratto da un mezzo differente, anche più stuzzicante se vogliamo. Il booktrailer nasce per essere un elemento aggiuntivo al lancio di un libro o per aspirare a fare tutto da sé?
Arduini: «Anche qui entrambe le cose. Nasce sia come elemento aggiuntivo nella promozione di un libro che come forma “artistica” a sé stante. In fondo, oggi ci sono molte manifestazioni che premiano le migliori campagne pubblicitarie, ma non penso che i primi realizzatori di pubblicità aspirassero a ottenere premi».

Briganti: “Il booktrailer è compatibile con ogni altra forma promozionale. È un qualcosa in più che contribuisce al successo di un libro. In quale misura dipende da caso a caso. Per ora in Italia non è determinante ma vista la diffusione esponenziale è sempre meglio per un autore che voglia essere up-to-date averlo.”

Cosa vi aspettate da questa manifestazione a Più libri Più liberi?
Arduini: «Che più persone possibili si interessino ai libri e anche ai booktrailer».

Briganti: “Parlare di libri in modo innovativo e divertente per un pubblico sempre più ampio. Fare Cultura per tutti puntando sulla commistione dei linguaggi e sull’empatia. In tempi di crisi si riscoprirà la lettura e la condivisione della narrazione.”

Che interesse sta suscitando?
Arduini e Briganti: «La Fiera della piccola e media editoria è ormai una realtà consolidata e ogni anno raddoppia il suo pubblico. Svolge un ruolo importante nella diffusione della lettura in Italia, caso unico tra i Paesi occidentali in cui i lettori sono così pochi. Ed è anche un luogo di incontri: tra lettori e autori e tra esperti per ragionare su fenomeni che girano intorno ai libri, come il caso nostro sui booktrailer».

Qual è il prossimo obiettivo?
Arduini: «Ci sono molte altre manifestazioni in Italia. Ci sono anche altre idee e proposte, ma per ora siamo concentrati sull’evento di Roma».

Briganti: “Gennaio 2009 a Milano la seconda edizione di Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer?, nei mesi successivi il primo Booktrailer Festival e molto altro.”

L'idea di relegare questa manifestazione alla piccola e media editoria è un modo per iniziare o resta l’unica progettualità in merito?
Arduni: « La Fiera della piccola e media editoria è un’ottima opportunità per mettere in contatto un pubblico più vasto con i creatori e i produttori di booktrailer, che in alcuni casi sono gli stessi editori presenti in Fiera».

Briganti: “I booktrailer arrivano alla Fiera della piccola e media editoria di Roma dopo un’annata straordinaria nella quale ho organizzato incontri sul tema nelle principali manifestazioni italiane quali Fiera del Libro a Torino, Parolario a Como, Trailers Film Fest a Catania e Premio Chiara a Varese. Sono molto contenta di concluderla a ‘casa’ degli editori che per primi hanno puntato sui booktrailer.”

Il criterio di selezione dei booktrailer presenti all’evento?
Arduini: «La qualità, innanzitutto. Poi, in parte, la scelta di rappresentare l’ampia gamma di booktrailer».

Briganti: “Se non si fosse capito: la qualità!”

Ho letto l’articolo di Grenar ‘Trascinatori di libri’ e mi è venuto un solo dubbio. I libri son parole scritte che nella tradizione son spesso diventati film, ma la durata media di una pellicola permette in qualche modo di veicolare e avvicinarsi all’identità di un libro con più facilità. Relegare un testo a pochi minuti non può risultare rischioso per il prodotto stesso?
Arduini: «Il booktrailer non deve raccontare tutta la trama di un libro, deve solo stimolarne la lettura».

Briganti: “Sembra che dai bei libri si traggano sempre brutti film. Il booktrailer è la forma ideale per smentire questa leggenda.”

Grenar ha individuato tre diverse categorie di booktrailer: I Rispettosi, I Traducenti, Gli Sguaiati. I primi ricreano buona parte della trama, i secondi son molto simili ai bookteaser, gli ultimi sono lavori a pie’ libero, senza gabbie creative e dunque assai rischiosi. Che ne pensate voi? E c’è un prevalenza di genere nella vostra manifestazione?
Arduini e Briganti: «Non ci sono generi prevalenti. Le categorizzazioni riflettono più il punto di vista di chi le fa che la realtà delle cose. Se non si vuole suddividerli per modalità di realizzazione (animazione, dal vero e fumetto), direi che l’unico altro criterio è la qualità. Anche il booktrailer è una traduzione di un libro in un altro linguaggio e le traduzioni, si sa, non riflettono mai esattamente l’originale. Questo però è anche un valore aggiunto: nel booktrailer c’è anche la prospettiva e la creatività di chi lo fa».

I libri li abbiamo scritti, letti, sceneggiati, performati, studiati, illustrati... oggi i booktrailer. Domani?
Arduini: «Viverli dall’interno, forse?».

Briganti: “Scrivere libri sempre migliori e leggerli con empatia che poi non è molto diverso del bellissimo ‘viverli dall’interno’ suggerito da Roberto.”


La rassegna Parlami di Booktrailer:  un pomeriggio cine-letterario dà appuntamento lunedì 8 dicembre ore 14,00 presso lo Spazio Blog del Palazzo dei Congressi

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