Vita o morte? Non si sceglie da soli. La bioetica sul campo indica la strada
| Il Premio “Occidente per la Bioetica” quest'anno andrà al cardinale Camillo Ruini. Il riconoscimento che fa seguito agli altri andati nel 2008 a monsignor Elio Sgreccia, nel 2009 al professor Francesco D’agostino, è stato presentato dal sindaco di Fabriano Roberto Sorci, dal vescovo della diocesi di Fabriano-Matelica Giancarlo Vecerrica, dal presidente del Club “Occidente” Giulio Argalia nel corso di una conferenza stampa tenuta nell’aula Consiliare di Palazzo Chiavelli. Centro di Bioetica Clinica e Governance della Salute Ca' Granda (Leggi le informazioni e gli eventi) Tutta la pratica clinica, la medicina, può vedersi come una palestra di etica dove quotidianamente si affrontano problematiche complesse e si compiono scelte in cui gli operatori, i pazienti, i cittadini e le istituzioni sono insieme e diversamente in gioco. La nostra Direzione Scientifica cerca di interpretare una nuova cultura partecipativa per la salute attraverso il Centro 'Ca’ Granda di Bioetica Clinica e Governance della Salute', istituito nel gennaio del 2008 e promotore di concreti eventi, aperti al pubblico dibattito, e progetti tuttora in corso. La Fondazione scommette dunque su un centro di ricerca e servizio che sia innovativo, confrontandosi con le problematicità etiche in continua evoluzione delle pratiche di cura e di ricerca in cui la Fondazione eccelle e operando in stretta sinergia tra operatori, pazienti, associazioni ed istituzione. Tra le tante questioni aperte: l’elaborazione di indicatori di valutazione e orientamento della pratica clinica incentrati sulla relazione di cura; l’attenzione per la specificità della relazione clinica con i soggetti vulnerabili; lo sviluppo di modelli di deliberazione per l’innovazione delle pratiche di cura; il biobanking; la rivisitazione dell’organizzazione e dei processi attraverso il coinvolgimento di operatori e pazienti-destinatari; la mediazione clinica-interculturale; l’interazione con i pazienti esperti; la formazione etica sul campo.. In un momento di grande trasformazione della cura della salute, il profondo cambiamento che attraversa la nostra struttura ci rende emblematici per una ricerca e una sperimentazione aperte all’individuazione e all’implementazione di buone pratiche partecipative, in vista della costruzione di 'reti di salute', di un’innovazione dei modelli comunicativi e organizzativi, di una crescita culturale collettiva. Attraverso le attività del Centro 'Ca' Granda', la Fondazione intende così consolidare il suo ruolo civico. L’incontro e il dibattito tra cittadini, professionisti ed esperti, il confronto con la città, altre università ed istituti di ricerca, diventano in questo scenario una risorsa, un’opportunità incomparabile. Banco di prova emblematico di una buona pratica di cura centrata sul paziente e sulla scommessa di una relazione informata si è rivelato certamente il progetto sperimentale 'Il consenso in corsia'. Con un approccio partecipativo, si sta costruendo una politica ospedaliera di buona pratica del consenso informato alle cure inteso come un indicatore di qualità della cura e dell’assistenza. The Ca' Granda Center for Clinical Bioethics and Health Governance is a research center born in 2008 from the Scientific Direction of Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena, a major public research hospital in Milan. |
di Virginia Perini
9 febbraio 2010. Un anno dalla morte di Eluana Englaro. La legge ancora non è cambiata e quello che resta (in superficie, perché la lacerazione che ha lasciato quella vicenda nella società è ben più profonda) è il ricordo sfuocato di un dibattito infinito. "Le scelte e la battaglia di Beppe Englaro sono state coerenti con quello che chiamiamo lo stile della bioetica, invece le istituzioni hanno gestito la vicenda ponendo il valore della vita sopre a quelli dell'individuo". Sara Casati è bioeticista e responsabile del centro di Bioetica clinica e Governance della salute per la Fondazione IRCCS Ca' Granda, ospedale maggiore Policlinico. E racconta ad Affaritaliani.it quale complessa realtà vive e si sviluppa dietro al palcoscenico mediatico costruito in occasione dei gravi casi di cronaca.
Il contesto. "La salute è un bene complesso. Se la si pensa come qualcosa che va oltre il lato ordinario del termine, ovvero il benessere fisico in quanto tale, si devono considerare anche le implicazioni etiche, il sistema di valori con cui gli individui si rapportano all'attenzione del proprio corpo. Fino a ieri la medicina veniva percepita e a volte proposta come un luogo di certezza e garanzia. Ecco. E' un luogo comune da sfatare. Quello che noi bioeticisti dobbiamo fare è veicolare l'idea che la medicina sia un luogo denso di scelte e quindi di problematicità, dove nei fatti il sapere della cura è in costruzione".
Insomma quello che la dottoressa vuole dire è che i medici non sono da soli nella cura della salute, ma al loro fianco c'è il paziente in primis poi gli operatori sanitari e le istituzioni. Questo perché la salute riguarda tutti.
"Quello che tengo a precisare - prosegue Sara Casati - è che le risorse messe a disposizione della scienza entrano in un confronto obbligato con i cittadini e i pazienti".
Il metodo. "La bioetica è un orizzonte che prende in considerazione il paziente come interlocutore. I pazienti sono persone, una diversa dall'altra, con una propria esperienza e dei propri valori da cui non si può prescindere. In questo senso ogni scelta di cura è da costruire nel rapporto tra operatore sanitario e paziente".
![]() Eluana Englaro |
Poi si torna a Eluana: "Mi viene in mente il caso americano di Hanna Killan. I suoi genitori si affidarono alla legge chiedendo la sospensione del trattamento ma i giudici, riconoscendo la complessità del caso invitarono l'ospedale a costituire quello che fu uno dei primi comitati di bioetica degli Stati Uniti. Mentre in tv si tengono grandi dibattiti ci sono esperienze in corso, come la nostra (vedi box) in cui istituzioni, professionisti e pazienti lavorano insieme sul campo per promuovere delle buone pratiche per le scelte complesse della medicina di oggi".



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