Polemica a Venzia/ "Gli edifici sono la tomba dell'architettura": ecco la rivoluzione del direttore della Biennale Aaron Betsky. Ma al Padiglione Italia la pensano diversamente: spazio alla casa di qualità, contro il degrado e la crisi dei mutui
"L'architettura non è 'il costruire'. Gli edifici sono per lo più brutti, inutili e dispendiosi, sono la tomba dell'architettura. Bisogna guardare oltre, per affrontare i temi centrali della nostra società. Forse abbiamo bisogno di vedere l'architettura soprattutto come un modo di capire ciò che è necessario costruire, e cosa non lo è, come possiamo realizzare spazi che abbiano senso e sensualità". E' la sfida lanciata da Aaron Betsky, direttore dell'11ma Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, "Out There: Architecture Beyond Building", che sarà aperta al pubblico da domenica 14 settembre a domenica 23 novembre.
![]() Aaron Betsky |
La sfida lanciata da Betsky - già direttore, per sei anni, del Netherlands Architecture Institute (NAI) di Rotterdam, uno dei più importanti musei e centri di architettura del mondo, e dallo scorso anno direttore del Cincinnati Art Museum - è stata raccolta. Negli spazi dell'Arsenale e ai Giardini si susseguono installazioni, manifesti d'intento, scenari utopici.
All'Arsenale si incontrano 23 installazioni, al Padiglione Italia c'è il lavoro sperimentale di 55 studi internazionali e una ricognizione dei "Masters of the Experiment".
Le Corderie dell'Arsenale si aprono con "Hall of Fragments" di David Rockwell con Casey Jones + Reed Kroloff: un'opera interattiva che riflette sulla capacità dell'architettura di sprigionare la propria forza visionaria attingendo all'immaginario cinematografico.
Le Corderie presentano "Installations" di grandi dimensioni che "non sono prototipi di edifici - spiega Betsky - non sono affermazioni costruite della purezza della forma, non sono esempi di esperimenti che hanno luogo altrove. Rappresentano invece modi sempre diversi di interrogarci sull'architettura e su come è possibile sentirsi 'a casa' nel mondo".



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