Ridere della camorra si può, lo dimostra il tragicomico esordio di Pino Imperatore
Dopo il bestseller-spartiacque "Gomorra", sono stati pubblicati tanti reportage e libri-inchiesta sulla camorra, ma pochi romanzi. E soprattutto, nessun libro (tragi)comico (se si esclude il thriller di Peppe Lanzetta "InferNapoli", uscito per Garzanti). Ora Giunti apre alla narrativa italiana (come a novembre ha anticipato ad Affaritaliani.it l'editor Martina Donati), con "Benvenuti in casa esposito - Le avventura tragicomiche di una famiglia camorrista", l'esordio di Pino Imperatore... LA RECENSIONE
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LA PRESENTAZIONE CON DE MAGISTRIS... Il libro di Imperatore sarà presentato a Napoli giovedì 19 gennaio, alle ore 18, presso la Feltrinelli di via Santa Caterina a Chiaia. Saranno presenti il sindaco De Magistris, l'attore Alessandro Siani e lo scrittore Maurizio de Giovanni. Giovedì 20 gennaio, sempre alle 18, il libro sarà presentato al "Melbookstore" di via Nazionale a Roma, con le letture del comico Antonio Giuliani.
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di Antonio Prudenzano

Nelle note e nei ringraziamenti finali, Pino Imperatore spiega cosa l'ha spinto a scrivere un romanzo "dentro" la camorra, e non "sulla" camorra. L'autore di "Benvenuti in casa esposito - Le avventura tragicomiche di una famiglia camorrista" (in libreria per Giunti dal 13 gennaio), nato a Milano nel '61 da genitori emigrati napoletani, sa bene che la cultura partenopea (dal teatro alla letteratura, passando per la tv e il cinema - comici della generazione "post-Troisi" compresi) con la camorra non ha mai "scherzato", "non per paura, ma perché hanno ritenuto che affrontare in chiave ironica una tematica del genere potesse contribuire a legittimarla oltre il necessario e a rafforzare l'immagine mediatica negativa di Napoli".
Imperatore, invece, è convinto che "su queste scelte, e sulle motivazioni che le hanno accompagnate, bisognerebbe aprire una discussione approfondita". Che lo scrittore, qui al suo esordio (Imperatore, che vive ad Aversa, ha fondato il laboratorio di scrittura comica e umoristica "Achille Campanile", è responsabile della sezione scrittura comica del premio dedicato a Massimo Troisi, e conosce bene la malavita locale visto che ha scritto per "Il Mattino" e ha collaborato con l'Osservatorio sulla camorra), ha provato a cominciare con il racconto - per buoni tratti riuscito - delle disavventure vissute dall'incapace e sfortunato Tonino Esposito, orfano di un potente boss della camorra.
Con il malaffare, però, il tormentato Tonino non ci sa fare, tanto da costringere il nuovo boss del rione Sanità (che ha preso il posto del padre di Tonino e che solo per il rispetto che deve nutrire nei suoi confronti protegge, sostiene economicamente, scoraggia vanamente e perdona a modo suo il figlio sciagurato...) a "riprenderlo" spesso, fino a "sospenderlo" per qualche mese.
Pino Imperatore scrive con ritmo e sa costruire situazioni e dialoghi spesso davvero divertenti. Il suo è un romanzo leggero, d'impatto immediato, che non si prende rischi stilistici, interessante soprattutto per la rappresentazione degli scontri all'interno della famiglia allargata di Tonino, una fauna di personaggi sì "tipici" ma che comunque non si dimenticano facilmente.
L'autore parla di "realismo comico", strada che diventa quasi inevitabile percorrere con queste figure a modo loro paradossali.
Dopo l'impatto mediatico che ha avuto "Gomorra", il bestseller-spartiacque di Roberto Saviano, negli ultimi anni in libreria sono arrivati decine di libri-denuncia sulla malavita campana.
Reportage, inchieste, ma poca narrativa "pura". Tanto che prima del debutto di Imperatore solo un altro romanzo, "InferNapoli" di Peppe Lanzetta (uscito qualche mese fa per Garzanti), ha descritto con classe e abilità narrativa una vera e propria "epopea camorrista".
Anche Lanzetta, come Imperatore, pur optando per il genere thriller, ha regalato svariati passaggi ironici (o meglio tragicomici) nel suo "InferNapoli". Ed entrambi gli scrittori non hanno rinunciato a mostrare gli eccessi di certa napoletanità ai limiti del kitsch (sempre nelle note finali, Imperatore anche a questo proposito chiarisce: "... in alcune parti potrà sembrare eccessivo. Credetemi, non è così... a Napoli la realtà supera ogni fantasia").
Chissà se anche il mondo del cinema saprà farsi ispirare dallo sguardo "alternativo" a 'o Sistema dei due scrittori..
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