Automobili/ La Mini compie 50 anni
Dopo il mezzo secolo della Fiat "500", celebrato con il calendario del 2007, Ruoteclassiche torna a spegnere cinquanta candeline per un'altra automobile leggendaria, artefice di una piccola ma sostanziale rivoluzione: la Mini. Nel 1956 la crisi del Canale di Suez porta a un sensibile aumento nel prezzo dei carburanti: il nenonato marchio inglese BMC decide di sfruttare a proprio vantaggio le nuove esigenze di mobilità e pensa a un'auto piccola fuori e spaziosa dentro, che sia, però, soprattutto parca nei consumi. 
Leonard Lord, boss dell'azienda britannica, affida il progetto a un ingegnere di origine greca, Alec Issigonis. E Issigonis realizza una specie di miracolo, combinando soluzioni tecniche d'avanguardia - il motore anteriore trasversale, il cambio montato sotto il motore e la trazione anteriore - con ingombri minimali e una genialità di forme che rasenta il capolavoro. La carrozzeria è una sorta di quadratura del cerchio: a due volumi e due porte, lunga appena 303 centimetri, ma in grado di ospitare agevolmente quattro persone. La vetturetta debutta nell'agosto del 1959, nello stesso anno in cui la Formula 1 è scossa dall'"eresia" tecnica del motore montato alle spalle
del pilota. "Eresia", guarda caso, nata anch'essa in Inghilterra e che trova espressione in un'altra "piccola" di successo: la Cooper-Climax con cui John Brabham ridisegna - rivoluzionandole - le gerarchie della Formula 1, vincendo il titolo mondiale davanti alle più accreditate e potenti Ferrari.
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Superate le comprensibili "resistenze" iniziali, dovute a una linea considerata forse troppo originale, per la creatura di Issigonis si spalancano presto le porte di un successo assolutamente inaspettato: l'anno dopo, nel 1960, nasce la versione clubman, nel 1963 arriverà, per una "Cooper" opportunamente elaborata, la vittoria al Rally di Montecarlo. La Mini diventata sinonimo di scelta forte e fuori dagli schemi, tanto da giustificare lo slogan: "E tu sei uno dei Mini o uno dei tanti?".



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