Ascanio Celestini ad Affari: "Altro che Venezia, boicottiamo la tv"
di Antonio Prudenzano
![]() Ascanio Celestini |
Dopo aver lanciato la proposta di boicottaggio della televisione, Celestini analizza i presunti tagli statali al teatro, al cinema e all'arte dalla prospettiva concreta delle difficoltà che tutti i giorni affrontano i teatri italiani: "Le faccio un esempio. La mia compagnia teatrale è del tutto indipendente e si finanzia da sè, ma i teatri nei quali si svolgono i nostri spettacoli sono tutti finanziati dallo Stato. Se così non fosse, da un giorno all'altro il 99% dei teatri italiani chiuderebbe. Ecco perché trovo assurdo che si dica che non dovrebbero esserci questi fondi. La cultura è un bene di tutti". E ad Affaritaliani.it aggiunge: "La vera questione è l'assenza in Italia di una legge sullo spettacolo. Visto che lo Stato non se ne occupa, dobbiamo essere noi addetti ai lavori a definire le priorità per il futuro e lanciare delle proposte chiare e fattibili".
CELESTINI VS RIVERA - Ascanio Celestini nella sua riflessione ammette però che ci sono dei problemi anche all'interno del suo mondo (a questo proposito, leggi Andrea Rivera: "Giusto il taglio dei fondi, la cultura è piena di baroni" in cui l'attore si scaglia contro le baronie nel teatro italiano): "Andrea Rivera ha ragione, ma solo in parte. E' chiaro che la modalità di distribuzione delle risorse economiche alla cultura è discutibile, ma va anche detto che quando si tolgono dei soldi, in questo caso ben 200 milioni di euro solo quest'anno, chi ci perde sono sempre i più 'poveri', mentre i più ricchi e potenti conservano in ogni caso i propri privilegi. 
Andrea Rivera



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