Enrico Bertolino ad Affari: "Che bello fischiare alle belle donne che passano"
Martedì, 21 luglio 2009 - 17:03:00
di Ariela Baco
Le gambe sono lunghe e lui le piega per sedersi. Le labbra sono sottili e lui le apre subito per far uscire le sue parole: tante, tutte in fila, una tira l’altra. Enrico Bertolino comincia a raccontare la sua carriera. "I miei lavori sono due, da tanto tempo. Ora sono anche diventati tre. La mia ultima attività è la fondazione dell’onlus Vida a Pititinga: una comunità di trentacinque chilometri quadrati in cui vivono molti bambini. Si trova in Brasile, dove il problema non è l’estrema povertà - come in Africa - ma la sopravvivenza quotidiana, le malattie, l’assenza di cultura e di speranze. Perciò attraverso questa comunità noi abbiamo portato – e soprattutto vogliamo continuare a farlo – istruzione, sport. Quando in questa terra – è il litorale nord – arriverà il turismo, i nostri ragazzi potranno lavorare negli alberghi non come inservienti, ma come receptionist che conoscono due lingue. Vogliamo che abbiamo un futuro dignitoso. E che siano assolutamente salvati dal turismo pedofilo".
UN INIZIO DA BANCARIO - Gli occhi hanno il colore dell’acqua quando diventa ghiaccio e lui ci guarda, gentile. "Ho fatto il bancario per una decina d’anni e ora sono consulente formatore per le scienze comportamentali. Quello della comicità invece è un hobby". E noi siamo subito divertiti. "Per convincere i colleghi a fare gli straordinari li facevo ridere. L’ironia rende immediatamente attiva la mente delle persone. Così loro restavano in ufficio e io ho cominciato a fare il cabaret. Mi esibivo durante i fine settimana, in un locale di Milano che si chiamava Ca bianca: ero lo scalda pubblico prima delle vedette. C’erano anche delle spogliarelliste che avevano la mia stessa funzione. Dopo quell’esperienza, quella scuola, non ho più avuto paura di niente. Con me ci furono anche Alex e Franz; il Mago Forest. E poi è arrivato Zelig".
"LA MIA COMICITA' E'..." - La sua comicità è ricca di frasi intelligenti, le sue battute sono un gioco in cui il tempo comico pone l’accento sulla parola che provocherà la liberazione del sorriso. "Cerco di essere sempre anche autore dei miei programmi: sia per una questione di corresponsabilità sia per meglio imparare quello che poi dovrò dire…io ho poca memoria. Gli altri autori con cui scrivo sono molto diversi da me: Marco Posani – che è anche l’autore di Che tempo che fa di Fazio – firma insieme con me Glob, che è arrivato alla nona edizione. Curzio Maltese, con cui ho fatto alcuni spettacoli, invece, mi somiglia".
BERTOLINO PAPA' - La sua vita è densa di esperienze, e da quattro mesi ha avuto anche una bambina, Sofia. "Sono un genitore vintage". La sua compagna è brasiliana. "Per colpa del cabaret ho perso un sacco di fidanzate… sono sempre le donne che scelgono: è per via del loro cromosoma in più. Le aziende non lo hanno capito ed è per questo che falliscono, lasciandosi gestire da piccoli uomini, manager formiche. L’amore eterno e attaccaticcio comunque non funziona. Io infatti sono mentalmente infedele…".
BERTOLINO E LE DONNE - Il silenzio è solo un attimo, lui parla ancora: "In una donna mi piacciono l’intraprendenza, la sensualità, la perspicacia". Una donna che sappia di piacere, alla quale arrivino tutti messaggi non verbali: quelli lievi del corpo, che sposta appena il muscolo di una gamba, o lascia che lo sguardo giunga a soccorrere, quando le frasi non si completano più. "Mi piacciono tanto le donne che sanno valorizzare un loro difetto. E diventano belle". Le sue mani sono così pulite che immaginiamo odorino di saponetta. "Ma non credo ad un amore che dura per sempre, perché altre cose possono accadere. Può capitare di incontrare un’altra persona. La mia compagna l’ho conosciuta in aereo e ho voluto che mi insegnasse il portoghese. La sua pelle è scura, così i suoi capelli, i suoi occhi".
IL COMICO E IL MONDO - Poi la sua voce diventa sonora. "Ma quello che più mi piace è osservare i comportamenti del genere umano. Osservare gli altri e coglierne le contraddizioni. La capacità bella e importantissima che alcuni hanno di prendersi in giro: come dice la parola, di uscire fuori da sé, di guardarsi e di riderne". Poi fa una pausa, per bere. "Sono un passionale: mi lascio trascinare dall’impeto... per poi pentirmi. Non sono attratto dalle ragazze molto giovani, ma da una donna che usa il savoir faire. Che sappia usare anche i vestiti, e le scarpe, con i tacchi". Riprende fiato, poi ricomincia, perché lui parla e parla e parla tanto. "Però questa storia che piace l’uomo che fa ridere non l’ho mai capita… Secondo me è una fesseria. Alle donne piacciono i bei tenebrosi, dagli sguardi oscuri, poco comprensibili".
"CHE BELLO FISCHIARE ALLE BELLE DONNE CHE PASSANO" - Allora siamo noi a ridere, e lui continua, sempre a parlare: "Trovo deliziosa l’abitudine di fischiare alle donne. In Spagna le donne stesse se ne compiacciono! Diventano vanitose. E la vanità rende una donna ancora più bella". Ma non c’è rabbia nei suoi toni. "Mi sento un privilegiato, però sono inquieto. Dormo poco. Quattro ore per notte. Quello che realmente mi indigna sono i soprusi e la mancanza di concezione di Cosa pubblica, di senso civile. O anche l‘idolatria dei furbastri che spesso si sviluppa nel nostro Paese, dove abbiamo adorato evasori come Pavarotti, Tomba, Valentino Rossi… che poi per la verità hanno pagato il loro debito".
CHE GUEVARA E BERLUSCONI... - Le sue riflessioni verbali continuano: "Mi rende perplesso anche un fatto: che se Fini sembra Che Guevara c’è un problema a sinistra". E parlando aggiunge: "La sinistra fa ridere Berlusconi: e questo non dovrebbe rientrare nei compiti dell’opposizione, che invece dovrebbe essere temibile e dura". Lui parla e noi lo guardiamo, sorridiamo, beviamo insieme con lui. Ascoltiamo a lungo, le sue lunghe frasi. E non ci annoiamo mai.
Le gambe sono lunghe e lui le piega per sedersi. Le labbra sono sottili e lui le apre subito per far uscire le sue parole: tante, tutte in fila, una tira l’altra. Enrico Bertolino comincia a raccontare la sua carriera. "I miei lavori sono due, da tanto tempo. Ora sono anche diventati tre. La mia ultima attività è la fondazione dell’onlus Vida a Pititinga: una comunità di trentacinque chilometri quadrati in cui vivono molti bambini. Si trova in Brasile, dove il problema non è l’estrema povertà - come in Africa - ma la sopravvivenza quotidiana, le malattie, l’assenza di cultura e di speranze. Perciò attraverso questa comunità noi abbiamo portato – e soprattutto vogliamo continuare a farlo – istruzione, sport. Quando in questa terra – è il litorale nord – arriverà il turismo, i nostri ragazzi potranno lavorare negli alberghi non come inservienti, ma come receptionist che conoscono due lingue. Vogliamo che abbiamo un futuro dignitoso. E che siano assolutamente salvati dal turismo pedofilo".
![]() Enrico Bertolino |
"LA MIA COMICITA' E'..." - La sua comicità è ricca di frasi intelligenti, le sue battute sono un gioco in cui il tempo comico pone l’accento sulla parola che provocherà la liberazione del sorriso. "Cerco di essere sempre anche autore dei miei programmi: sia per una questione di corresponsabilità sia per meglio imparare quello che poi dovrò dire…io ho poca memoria. Gli altri autori con cui scrivo sono molto diversi da me: Marco Posani – che è anche l’autore di Che tempo che fa di Fazio – firma insieme con me Glob, che è arrivato alla nona edizione. Curzio Maltese, con cui ho fatto alcuni spettacoli, invece, mi somiglia".
BERTOLINO PAPA' - La sua vita è densa di esperienze, e da quattro mesi ha avuto anche una bambina, Sofia. "Sono un genitore vintage". La sua compagna è brasiliana. "Per colpa del cabaret ho perso un sacco di fidanzate… sono sempre le donne che scelgono: è per via del loro cromosoma in più. Le aziende non lo hanno capito ed è per questo che falliscono, lasciandosi gestire da piccoli uomini, manager formiche. L’amore eterno e attaccaticcio comunque non funziona. Io infatti sono mentalmente infedele…".
![]() Bertolino durante una puntata di Glob |
IL COMICO E IL MONDO - Poi la sua voce diventa sonora. "Ma quello che più mi piace è osservare i comportamenti del genere umano. Osservare gli altri e coglierne le contraddizioni. La capacità bella e importantissima che alcuni hanno di prendersi in giro: come dice la parola, di uscire fuori da sé, di guardarsi e di riderne". Poi fa una pausa, per bere. "Sono un passionale: mi lascio trascinare dall’impeto... per poi pentirmi. Non sono attratto dalle ragazze molto giovani, ma da una donna che usa il savoir faire. Che sappia usare anche i vestiti, e le scarpe, con i tacchi". Riprende fiato, poi ricomincia, perché lui parla e parla e parla tanto. "Però questa storia che piace l’uomo che fa ridere non l’ho mai capita… Secondo me è una fesseria. Alle donne piacciono i bei tenebrosi, dagli sguardi oscuri, poco comprensibili".
"CHE BELLO FISCHIARE ALLE BELLE DONNE CHE PASSANO" - Allora siamo noi a ridere, e lui continua, sempre a parlare: "Trovo deliziosa l’abitudine di fischiare alle donne. In Spagna le donne stesse se ne compiacciono! Diventano vanitose. E la vanità rende una donna ancora più bella". Ma non c’è rabbia nei suoi toni. "Mi sento un privilegiato, però sono inquieto. Dormo poco. Quattro ore per notte. Quello che realmente mi indigna sono i soprusi e la mancanza di concezione di Cosa pubblica, di senso civile. O anche l‘idolatria dei furbastri che spesso si sviluppa nel nostro Paese, dove abbiamo adorato evasori come Pavarotti, Tomba, Valentino Rossi… che poi per la verità hanno pagato il loro debito".
CHE GUEVARA E BERLUSCONI... - Le sue riflessioni verbali continuano: "Mi rende perplesso anche un fatto: che se Fini sembra Che Guevara c’è un problema a sinistra". E parlando aggiunge: "La sinistra fa ridere Berlusconi: e questo non dovrebbe rientrare nei compiti dell’opposizione, che invece dovrebbe essere temibile e dura". Lui parla e noi lo guardiamo, sorridiamo, beviamo insieme con lui. Ascoltiamo a lungo, le sue lunghe frasi. E non ci annoiamo mai.



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