Arte della Seta/ Antonio Di Pietro ad Affari: "Io, un facilone. Mia moglie? E' il contrario di me"
di Ariela Baco
Lo abbiamo aspettato a lungo e poi, quando è arrivato, Antonio Di Pietro ci ha accolto nel suo studio pieno di finestre, di luce, di fresca aria romana. Si siede con noi, è calmo. "La sera quando vado a letto sono molto stanco ma non stressato" ci dice. Lo abbiamo aspettato perché sappiamo che ha fatto seicentocinquanta comizi in giro per l'Italia; che riceve circa novecento mail al giorno - che lui legge - perché il suo nuovo programma prevede, oltre al contatto diretto con la piazza, una grande attenzione alla rete, a internet, compresa la nascita, a breve, di una web tv. Indossa un paio di scarpe di pelle morbida - da cui si intravedono calzini lunghi, un po' scesi. Le scarpe sembrano essere comode, molto usate. Sembrano stargli un poco grandi, ma anche essere perfette per chi ama camminare, stare sulle strade del suo Paese, attento e presente. I suoi collaboratori ci hanno confidato che da lui hanno imparato che chi vuole può.
![]() Antonio Di Pietro |
Il suo tono di voce - più basso di quello che ci saremmo aspettati - ci descrive i suoi obiettivi: "Quelli immediati sono più tattici che strategici, trattandosi di immediati… Voglio realizzare un partito politico nuovo, duraturo, che cammini con le proprie gambe, cioè anche senza di me". Lui ovviamente non ha nessuna intenzione di sparire dalla scena politica, ma il partito deve avere un'identità propria. "Naturalmente non c'è nulla di più entusiasmante che storicizzare la propria esperienza. Ciò mi è accaduto anche durante la mia professione di magistrato. Ma io non voglio essere un capotreno, bensì un fuochista". La sua carriera è stata un esempio di possibilità e di opportunità realizzate. "Raggiungere gli obiettivi è dipeso dalla bravura e dal destino". Poi riprende la metafora del mezzo che corre sulle rotaie: "Ci deve essere il treno che passa, oltre alla capacità di saltarci sopra". Per la sua vita privata gli obiettivi sono semplici: "Che mi accompagni la salute!".
Il suo linguaggio è ponderato, c 'è dentro forza ma non fervore. "Quando sono nato possedevo molto poco, però sicuramente avevo l'amore dei miei genitori. Ho lasciato il mio paese da adolescente - il seminario, poi la Germania. L'ho lasciato senza conoscere bene l'italiano; forse ho ancora qualche difetto linguistico… Ai miei tre figli perciò dico sempre che se ce l'ho fatta io ce la faranno anche loro". Poi aggiunge: "Le opportunità vanno cercate e purtroppo non tutti le sanno utilizzare. Io non mi arrendo".
Ci guarda in maniera molto discreta e noi non ci accorgiamo di essere osservati. "Nelle persone mi piace la schiettezza, la genuinità. La capacità che alcune hanno di essere completamente se stesse. I peggiori difetti sono invece l'ipocrisia… e l'invidia. Io sono abituato a prendere decisioni veloci - lo ero come poliziotto, come magistrato e lo sono ora da politico. Decido subito se una persona mi piace o no. Lavoro d'istinto; di naso; di pelle; di pori. Naturalmente commetto degli errori. Ma la paura di sbagliare non è una buona ragione per non agire".



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