Arte della seta, Andrea Manni

Martedì, 19 gennaio 2010 - 08:15:00

“Chi vive a Roma ha tutti i giorni gli occhi pieni di arte, bellezza… Perciò in un viaggio ricerco qualcosa di diverso. Ma soprattutto mi piace viaggiare per lavoro. Stare sul set è un’altra mia grande passione. Quando non giro mi mancano le centinaia di persone che lo compongono. Tutte le eterogeneità delle Principesse sul pisello o dei lavoratori veraci. Non sono particolarmente autoritario, né mi aspetto che sia davvero tutto pronto, quando comincia un film… faccio finta di pretenderlo! Poi,  però, sono convinto che in armonia i problemi si risolvono. E se un regista sa creare armonia, intorno a sé, questa serenità e complicità il pubblico la sente anche all’interno del film.” Una coesione che diventa coesione dell’opera. I suoi amici sono quelli storici, di sempre, Le nuove amicizie sono soprattutto femminili. “Se una donna mi piace io glielo dico subito. La incontro – ad una cena, una festa, non so… -  e poi il giorno dopo la chiamo. E la invito. Tutte le donne sono diverse. Tutte le donne sono straniere... A me piacciono quelle eleganti, con mani e caviglie  belle. E i polsi… ” I movimenti disegnati da un  gesto. “Cerco un contatto: per capire poi cosa succederà.” Noi pensiamo al suo desiderio risvegliato da un insolito incedere, da un insolito nascondere, di una donna insolita che lui pensa di non poter comprendere. “Desidero le persone che ritengo migliori di me… Forse mi piacciono anche le mie qualità, negli altri: …beh, sono un buon punto di partenza.” Andrea Manni non è abitudinario, però fa yoga, sente la musica al mattino e mangia tutto il buon cibo che sa cucinare. “Secondo me molte persone vengono a casa mia solo per mangiare!” Ma ride, perché lo sa che intorno a lui si sta bene, anche nel silenzio e senza bere. “Se c’è qualcosa di cui sono davvero esperto è di musica!” Ci dice poi con soddisfazione. Tocca il suo bicchiere, ed ogni cosa intorno sembra partecipare al senso positivo del suo verbo. “Sono fortunato. Vorrei solo lavorare di più… fare il regista mi stanca fisicamente, ma mi appaga.” Noi ascoltiamo la sua soddisfazione e il respiro del suo tempo.

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