A Fano "Antropologia dello sguardo". L'INTERVISTA
di Massimiliano Di Pasquale
“Antropologia dello sguardo”, è il titolo scelto dall’associazione culturale Centrale Fotografia di Fano per la terza rassegna di foto, video e cultura fotografica che si terrà nella città marchigiana dal 10 al 12 giugno. Marcello Sparaventi, presidente di Centrale Fotografia, racconta in anteprima ad Affari gli eventi clou di un weekend denso di appuntamenti per tutti gli amanti della fotografia e dell’arte visuale. 
Marcello, quando nasce l’associazione Centrale Fotografia?
"L’associazione culturale “Centrale Fotografia” nasce a Fano il 5 giugno 2009 con una serie di incontri sulla fotografia e l’arte contemporanea. Il primo appuntamento, dedicato a Mario Giacomelli, “La fama internazionale di un fotografo di Senigallia”, ha visto la partecipazione del figlio del fotografo Simone e delle nipoti Katiuscia Biondi e Simona Guerra. Dal momento che il tema di questa edizione era la scuola fotografica marchigiana ci furono anche degli incontri dedicati a Giuseppe Cavalli, fondatore del gruppo Misa di Senigallia, e Luigi Crocenzi, altro illustre fotografo e intellettuale nato nella nostra regione".
Quali sono state le iniziative più importanti organizzate dall’associazione in questi anni? 
"Tra le varie iniziative che hanno dato a Fano una visibilità nazionale vorrei ricordare la presentazione della prima visione integrale di Fotografia Italiana, 5 film 5 grandi fotografi (Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Franco Fontana, Mimmo Jodice, Ferdinando Scianna), prodotta da Giart Visioni D’arte di Bologna e Cineteca di Bologna. Poi ancora le mostre di Riccardo Gambelli e di Ferruccio Ferroni, entrambi della scuola di Senigallia, tenutesi rispettivamente a Pesaro e a Mercatello sul Metauro lo scorso anno".
Centrale Fotografia nonostante la sua apertura nazionale, forse anche internazionale, vista la qualità degli eventi proposta, coltiva un rapporto forte con il territorio in cui opera. A cosa si deve questa scelta?
"Alla necessità di diffondere la cultura fotografica nel nostro territorio. È per questa ragione che abbiamo deciso di fondare nei primi mesi del 2010 a Colbordolo (PU) la “Scuola di Paesaggio”, un progetto culturale, volto a fare conoscere i luoghi della provincia di Pesaro e Urbino attraverso il linguaggio fotografico. Nel 2010, nell’ambito di questo progetto, è stato pubblicato il dvd “SENSORI sessanta fotografi rappresentano i cinque comuni dell’Unione Pian del Bruscolo”, con la collaborazione dell’assessorato alla cultura del comune di Colbordolo, il patrocinio della regione Marche, della provincia di Pesaro e Urbino e dell’Unione dei Comuni Pian del Bruscolo".
Esistono similarità tra la vostra attività e quanto fatto negli anni ’50 e ’60 dal gruppo Misa di Senigallia?
"Forse chi ci ha ispirati in assoluto è Luigi Crocenzi e il suo Centro per la Cultura nella Fotografia fondato a Fermo nel 1956. Il C.C.F. di Fermo, impegnato nella divulgazione e nella teorizzazione del foto racconto, era in contatto con le più importanti organizzazioni italiane dedite alla fotografia d’autore e aveva prodotto un archivio importante acquisito nel 1995 dal Craf di Spilinbergo".
La rassegna giunge quest’anno alla sua terza edizione. Vuoi parlarci un po’ di questo appuntamento che si sta ritagliando un ruolo sempre più importante in ambito nazionale?
"La rassegna ha acquisito una sua identità più precisa lo scorso anno grazie al contributo di Luca Panaro, un giovane critico d’arte, docente di fotografia all’Accademia di Brera. “Impulsi video-fotografici”, questo il titolo della seconda edizione, ha ospitato tra le altre cose le rassegne di Franco Vaccari e Olivo Barbieri, due artisti di spessore internazionale che hanno presentato al pubblico tutta la loro produzione video. Panaro aveva curato anche una serie di mostre “foto-in-giro”, disseminate in spazi pubblici e privati del centro di Fano, di alcuni giovani artisti italiani molto interessanti (Simona Barbagallo, Silvia Camporesi, Caterina Curzola, Maria Lucrezia Schiavarelli, Carlo Alberto Treccani, Marco Scozzaro e Guido Meschiari). La terza edizione che abbiamo intitolato “antropologia dello sguardo” vuole concentrarsi invece sul mezzo fotografico inteso come strumento d'indagine antropologica, esaminando i modi e le mode che lo hanno reso sia testimone documentario sia interprete soggettivo del divenire umano".
Quali gli eventi clou di questa edizione?
"Sicuramente l’incontro con Mario Cresci e Paola Di Bello che si racconteranno al pubblico offrendo una visione completa della loro produzione più recente. Tra gli eventi cardine anche la mostra “Sulla fotografia”, ospitata all'interno dei suggestivi locali della Rocca Malatestiana, che, riprendendo il titolo del celebre saggio di Susan Sontag vuole spingere lo spettatore a interrogarsi sulle origini del proprio sguardo, vettore attivo dell'indagine. Poi ancora la rassegna cinematografica “La fotografia al cinema”, con la proiezione di film in cui la fotografia è tema portante e la mostra realizzata da Centrale Fotografia “Fano-Pesaro rileggere il paesaggio delle due città“. Completano il panorama la presentazione della nuova rivista specializzata RVM - Rear View Mirror (Postcart edizioni, Roma) e l’anteprima del libro Jeff Wall, fotografia e arte contemporanea: scritti 1982-2003 edito dalla casa editrice marchigiana Quodlibet".



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